04/03/12
La responsabilità omissiva del medico, in particolare quella del medico ospedaliero, è una tematica che si dirama su diversi livelli.
Ai fini di una corretta impostazione del tema, si ritiene opportuno esaminare gli aspetti relativi all’inadempimento delle obbligazioni, tenendo presente la tradizionale distinzione tra le obbligazioni di mezzi e di risultato, per poi passare alla soluzione giurisprudenziale offerta dalla giurisprudenza nel 2001 in tema di inadempimento e prova. All’ esame dell’elemento soggettivo si contrappone quello oggettivo. Segnatamente, il tema della responsabilità rich ...
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15/02/12
A "Tre minuti per la Tua salute", l'Avv. Riccardo Mazzon affronta brevemente il problema del diritto a scegliersi il medico di base:
http://it-it.facebook.com/photo.php?v=323391151040396
Ulteriori brevi interventi in materia di sanità hanno riguardato il diritto ad una diagnosi tempestiva (diritto che non può subire limitazioni),
http://it-it.facebook.com/pages/Cronache-Venete/58926695946#!/ph ...
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09/02/12
Il Tribunale di Milano, sezione quinta, dott.ssa Apostoliti, si è recentemente pronunciato in una vicenda che vedeva coinvolte due Aziende Ospedaliere ed un paziente, il quale chiedeva l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato per due distinti procedimenti. Essenzialmente venivano incardinati due distinti atti di citazione nei confronti di due diverse Aziende Sanitarie in cui non veniva però rappresentato, negli stessi, l’avvenuta assunzione di analoga iniziativa nei confronti di altra Azienda Ospedaliera. Inoltre l’attore mancava di comunicare, nei due atti di citazione, qualsiasi tipo di riferimento al ...
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13/01/12
In Italia il ricorso al TSO non ha la finalità di prevenire un danno alla persona o ad altri ne di “risolvere” problemi di gestione del paziente. Al di la di quanto previsto dalla legge l’applicazione “pratica” dell’istituto risente della complessità e della delicatezza delle situazioni coinvolte.
Queste in sintesi le questioni da evidenziare: a) a tutt’oggi il ricorso ai TSO risente della diversità con cui ogni regione gestisce la cura dei pazienti con problemi psichici. Questo aspetto ha un’immediata ricaduta non solo sulla quantità/qua ...
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02/01/12
Il nostro ordinamento attribuisce una rilevanza particolarmente forte alla funzione del consenso del paziente nella esecuzione di un trattamento sanitario, prevedendola espressamente nella Costituzione. Nell’art. 32, infatti, si sancisce che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Si specifica, inoltre, che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona ...
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22/12/11
Quarto appuntamento televisivo con l'Avv. Riccardo Mazzon, che affronta brevemente la problematica relativa al comportamento che il medico deve assumere nei confronti dei malati terminali: http://it-it.facebook.com/video/video.php?v=2752830590030
I precedenti interventi avevano riguardato il consenso informato, corretta comprensione ed amministratore di sostegno, http://www.personaedanno.it/CMS/Data/articoli/022503.aspx?abstract=true
la trasfusione di sangue e il c.d. dissenso informat ...
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29/11/11
UNA TAVOLOZZA
Nell’ultimo periodo, si è assistito a un duplice cambiamento all’interno del vedere sociale.
Da un lato, siamo trascinati verso un sentimentalismo che coinvolge l’attenzione sulle categorie deboli. Bambini, anziani, malati, diversamente abili, nei confronti dei quali si utilizza di solito un linguaggio caritatevole. I bambini sono carini. I malati sono poverini. I diversamente abili sono sfortunati. Gli anziani sono tristi.
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19/08/11
Riceviamo e pubblichiamo (anche la sentenza, nella sua integralità, così come ci è stata inviata dalla Congregazione T.d.G.)
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Gent.mo professore,
Siamo lieti di inviarLe in allegato la sentenza della Corte di Appello di Milano, I Sez. Civ., del 19 agosto 2011, n. 2359/2011, presidente dott. Giuseppe Patrone, che riguarda la causa intentata dalla vedova del ministro di culto della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, il sig. Remo Liessi, trasfuso coattivamente nel maggio del 1996 dai medici dell’ospedale San Carlo di Milano dove era stato ricoverato per una neoplasia gastrica maligna mentre era pienamente cosciente e capace. Il paziente purtroppo moriva mentre era in corso la trasfusione coatta.
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07/05/10
La decisione commentata concerne la richiesta all'Azienda Sanitaria Locale di rimborso di cure sostenute all'estero da parte di un paziente vittima di un gravissimo incidente stradale che gli provocò postumi irreversibili tra i quali "la persistenza dal punto di vista clinico-neurologico di una tetraspasticità nell'ambito di una sindrome apallica post traumatica nella fase di remissione II-III secondo la scala ad otto livelli del prof. Gerstenbrand". Tra le conseguenze più nefaste di tale patologia va rilevata la circostanza che "sin dal momento del risveglio dal coma le contrazioni e gli spasmi dovuti alla tetraspasticità erano fonte di dolori continui ed estremamente acuti". Nel tentativo di limitare sofferenze e migliorare la situazione clinica i genitori del paziente acconsentirono alla sua sottoposizione ad alcune terapie da effettuarsi in Austria e negli Stati Uniti, nonostante il parere contrario espresso dai sanitari di riferimento per le cure esperibili all'estero. Nonostante tale diniego, i genitori, in qualità di tutori del paziente beneficiario di tali cure, hanno fatto istanza di rimborso delle ingenti somme spese.
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24/06/10
L’uomo da sempre si confronta con la sofferenza, anche se è vero che il dolore dell’anima è invadente e complesso, e pare non avere rimedio, il dolore fisico è aggressivo e debilitante, capace di togliere ogni volontà, di annientare la dignità e la voglia di vivere.
L’uomo da sempre ha cercato rimedi al dolore fisico, rimedi che la natura gli offriva generosa, rimedi esoterici, riti e preghiere, ogni espediente purché quella morsa che toglie persino la capacità di pensare finisse.
La medicina col tempo ci ha offerto le più disparate soluzioni, alcune volte quasi miracolose, forse illudendoci che il dolore e la malattia potessero essere sconfitti.
Ma è indubbio che dovere della scienza medica e degli operatori è evitare il dolore.
Così Ippocrate invitava i suoi allievi a giurare, dopo aver giurato egli stesso,: <<sceglierò il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa>>. La cura deve non essere peggiore del male perché tutta l’opera del medico deve essere diretta al bene del paziente, non solo quello ultimo, ma anche quello intermedio durante il periodo della terapia.
La guarigione così è l’eliminazione delle cause della malattia e della malattia stessa. Purtroppo non sempre è così, spesso la malattia si stabilizza, le conseguenze non cessano e perdurano nel tempo. Così si parla di guarigione intendendo l’impossibilità di migliorare le conseguenze negative della malattia.
La nostra Costituzione garantisce il diritto alla salute, al benessere psichico e fisico. La corte costituzionale ormai da oltre 30 anni fa afferma che il bene salute <<è tutelato dall'art. 32 Costituzione non solo come interesse della collettività, ma anche e soprattutto come diritto fondamentale dell'individuo, sicché si configura come un diritto primario ed assoluto, pienamente operante anche nei rapporti tra privati. Esso certamente è da ricomprendere tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione e non sembra dubbia la sussistenza dell'illecito, con conseguente obbligo della riparazione, in caso di violazione del diritto stesso. Da tale qualificazione deriva che l’indennizzabilità non può essere limitata alle conseguenze della violazione, incidenti sull'attitudine a produrre reddito ma deve comprendere anche gli effetti della lesione al diritto, considerato come posizione soggettiva autonoma, indipendentemente da ogni altra circostanza e conseguenza. Ciò deriva dalla protezione primaria accordata dalla Costituzione al diritto alla salute come a tutte le altre posizioni soggettive a contenuto essenzialmente non patrimoniale, direttamente tutelate>> (Corte costituzionale, 26 luglio 1979, n. 88, Giust. civ. 1979, III,121;1980, I, 534, Riv. it. medicina legale 1980, 359, Riv. giur. circol. trasp. 1979, 753, Resp. civ. e prev. 1979, 698, Dir. famiglia 1979, 1067, Giur. it. 1980, I, 1, 9).
La sentenza in esame ha ritenuto che il diritto alla salute non può prescindere dal diritto a ottenere cure che non siano dirette alla guarigione bensì a eliminare il dolore causato dalla malattia.
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29/05/10
Sanità - Polemica sui pazienti con QI inferiore a 70
Il Veneto finisce sott'accusa
La Regione: nessuna discriminazione
ROMA - È uno dei problemi cruciali della donazione d’organo: la priorità con cui «assegnarli». I malati in lista di attesa sono tre volte più numerosi e rispetto alla disponibilità di reni, fegato e cuori. E allora bisogna scegliere, con il rischio di discriminare.
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15/03/10
Si segnala la legge 15 marzo 2010, n. 38 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65, avente ad oggetto “Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”.
Come si ricava dallo stesso articolo 1 della legge 382010, principi fondamentali sono: a) la tutela della dignità e dell'autonomia del malato, senza alcuna discriminazione; b) la tutela e la promozione della qualità della vita fino al suo termine; c) un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale della persona malata e della famiglia.
Assai importante è l'obbligo contenuto nell'art. 7, di riportare all’interno della cartella clinica, nelle sezioni medica ed infermieristica, le caratteristiche del dolore rilevato e della sua evoluzione nel corso del ricovero, nonché la tecnica antalgica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato antalgico conseguito.
Tale normativa sarà senz'altro di grande aiuto anche per la valutazione del danno non patrimoniale alla persona, sia sotto il profilo del danno morale che di quello esistenziale, in quanto dalle informazioni, ora obbligatorie, da riportarsi in cartella clinica si potranno ricavare elementi più che mai significativi di quella che è la sofferenza del malato cronico o “terminale”, aspetti, questi, fondamentali per la quantificazione del danno alla persona.
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18/07/09
PENSIERI E PAROLE
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06/05/09
Il diritto alla salute incrocia la discrezionalità, nelle sue diverse dimensioni, in un modo affatto particolare: come discrezionalità del legislatore, in quanto intrinseca alla natura di diritto sociale che il diritto alla salute certamente possiede; come discrezionalità amministrativa, per definire il servizio pubblico volto alla tutela della salute, in particolare l’organizzazione e l’assistenza sanitarie; come discrezionalità tecnico-scientifica, in relazione alla natura delle prestazioni mediche richieste per la tutela del diritto.
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07/04/09
L’Italia è fra gli ultimi Paesi dell’Unione Europea ad aver previsto un’indennità a carico dello Stato per danni derivanti da alcuni tipi di trattamenti sanitari obbligatori, dopo che la proposta di legge avanzata negli anni ‘50 non ebbe successo per due motivi: il timore che, in questa maniera, si potesse sortire un effetto contrario a quello perseguito con le previsioni sull’obbligatorietà dei trattamenti sanitari, nonché il rischio di favorire la deresponsabilizzazione dei medici ospedalieri.
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10/02/09
Eluana Englaro ha terminato le sue sofferenze, ed anche il disegno di legge che avrebbe dovuto essere approvato in tutta fretta per prolungare la sua già lunghissima agonia è finito nel nulla, sostituito da un'irrilevante mozione, che farà la fine di quella che impegnava il governo ad una legge sul testamento biologico entro il 31 dicembre 2008.
Il dibattito presto tornerà nel dimenticatoio, assieme a quella legge sul fine vita che, al di là dei proclami, nessuno sembra avere fretta di approvare.
In questi giorni sono però circolate una serie di "verità rivelate" che tali non sono, e sembra quindi opportuno fare chiarezza, e smentire tutta una serie di leggende propagandistiche circolate sui media.
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25/11/08
La Corte Costituzionale (sentenza 24 ottobre 2008, n. 354) ha statuito che il turista (la turista nel caso di specie) che si trovi in vacanza in un Paese extra UE nelle condizioni di dover sottoporsi ad un’operazione, pena grave rischio per la propria salute, non può avanzare richiesta di rimborso delle spese sanitarie sostenute all’estero, una volta rientrato in Italia.
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15/04/08
La recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass.sez. un., 9 marzo 2007, n. 5402) ha stabilito la competenza del Giudice ordinario in relazione alla materia delle spese sanitarie affrontate dal cittadino italiano all’estero, sottoposta alla sua attenzione con la sentenza del Tribunale di Bari 30 aprile 2008, n. 3568.
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30/04/08
In tema di sanità pubblica, qualora la domanda di rimborso si riferisca a spese ospedaliere sostenute all'estero, senza previa autorizzazione amministrativa, per un ricovero resosi necessario in considerazione delle migliori opportunità ivi presenti di attenuare o rimuovere le conseguenze dello stato morboso attraverso la fruizione di tecniche terapeutiche non utilizzate in Italia, viene in considerazione una posizione soggettiva dell'assistito avente natura di diritto soggettivo perfetto. In questo caso difetta un potere della P.A. che sia espressione di discrezionalità amministrativa, e il cui esercizio sia suscettibile di determinare l'affievolimento della posizione facente capo all'assicurato medesimo, sussistendo, invece, soltanto un potere di apprezzamento dell'urgenza della prestazione sanitaria ottenuta all'estero, secondo criteri di discrezionalità tecnica, il cui esercizio, non essendo espressione di supremazia della P.A., è sempre inidoneo a determinare l'affievolimento del diritto soggettivo alla salute, diritto primario e fondamentale tutelato dall'art. 32 della Carta costituzionale.
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15/09/08
Torna alla ribalta, se mai fosse stato trascurato, il tema del diritto alla vita, rectius, del diritto a morire in una condizione “non lesiva del concetto che ognuno ha di dignità della persona”.
È del maggio scorso (Tribunale di Modena, 13 maggio 2008) il decreto di nomina di un amministratore di sostegno cui viene espressamente attribuito il potere-dovere di negare, in nome e per conto dell’amministrata che ha espresso la propria volontà in tale direzione, disponendo “ora per allora” per quando lei non sarebbe più stata in grado di farlo, il consenso alla terapia invasiva (nella fattispecie tracheostomizzazione) che si sarebbe sicuramente resa necessaria in conseguenza dell’ineluttabile aggravamento della malattia da cui è affetta.
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