Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Persone, diritti personalità / generalità, varie

30/04/12

"ITALIA SEMPRE ULTIMA NEL RISPETTO DELLE SENTENZE UE" - F.M. BERNICCHI

Un recente rapporto del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa che, annualmente, verifica il rispetto delle sentenze da parte degli Stati Membri ha visto, per l'ennesima volta, l'assegnazione della maglia nera all'Italia.

Il 2011 è il quinto anno consecutivo che vede l'Italia all'ultimo posto, in particolare in quello appena trascorso sono state 2.552 le sentenze inapplicate su un totale di 10.689.

I motivi? Vari e anche distanti tra loro, ma il minimo comune denominatore è sicuramente la lentezza della nostra giustizia.

L'aumento delle inadempienze ha come suo fattore anche quello di dilatare la s ...

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16/04/12

“BAMBINI E NON SOLO: PERSONA E DANNO COLLABORA CON REGGIO CHILDREN” – Paolo CENDON

Un nuovo sito  "Narrazione / DIRITTI" che intrecci  fra loro vari momenti - (1) Filosofia ispiratrice di Reggio Children, chiave diffusiva “attraverso i bambini, oltre i bambini” - (2) Mission del Comune di Reggio come ”città delle persone” (chi è oggi la persona??)  – (3) Dimensione micro nel diritto, relazionalità, danno esistenziale, amministrazione di sostegno, mobbing, nuovi orizzonti colloquiali, floreali, metropolitani

 – Cimento verso un “Settimo libro del codice civile” (quello dei soggetti deboli, o delle persone), da prospettare labor ...

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10/04/12

"IL PADRE SI IMMOLA PER IL FIGLIO: E' AUTOCALUNNIA"- Cass.Pen. 12797/2012 - Francesco Maria BERNICCHI

Si prende in esame una recente sentenza della Corte di Cassazione, Sez. IV Penale n. 12797/2012, concernente un curioso caso di padre e figlio alle prese con i reati di calunnia e autocalunnia.

Il fatto, in breve: i due soggetti sopra citati ebbero un grave incidente con la loro auto e, data la velocità del mezzo e lo scarso controllo della strada per via della pioggia, dopo una violenta frenata invasero la corsia a loro opposta impattando con un altro veicolo e provocando la morte dell'automobilista di questo. Durante le indagini della polizia, il figlio asserì che, nel momento dell'impatto, stesse dormendo e che non ...

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16/03/12

“PAOLA RUSSO, MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE E DIRITTI UMANI" - Le Lettere, Firenze 2012

Questo libro, che inaugura la sezione Filosofia, politica e potere dei Saggi di Le Lettere,

esplora la possibilità di riflettere da un punto di vista filosofico

sulle multinazionali farmaceutiche e sul nesso tra esse e i diritti umani. Si tratta

di un esperimento filosofico-politico attraverso il quale si vuole dimostrare

l’esistenza di una esigenza universale alla salute che permetta di oltrepassare la

dicotomia della tradizione liberale tra relativismo e universalismo dei diritti

umani. Manifestandosi come un prius logico, tale esigenza può essere consi ...

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20/02/12

"MISURA CAUTELARE: NO ALL'IMPUGNAZIONE SE C'E' STATA ESTRADIZIONE" - Cass.SS.UU. 6624/2012 - Francesco M. BERNICCHI

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, numero 6624 depositata il 17 Febbraio 2012, si occupa del tema delle misure cautelari in relazioni alla pratica dell'estradizione.

La Corte di Cassazione, al punto 6 delle motivazioni di diritto enuncia due principi fondamentali:

·         In un procedimento di estradizione per l'estero, se è intervenuta la consegna allo stato estero della persona reclamata (in questo caso la consegna di un cittadino albanese allo Stato del Montenegro) c'è inammissibilità, per sopraggiunta mancanza d'interesse, dell'impugnazione proposta dall'indagat ...

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08/02/12

"DIFFAMAZIONE - SBATTERE UN MENDICANTE IN PRIMA PAGINA" - Cass. Pen. 3721/2012 - Giuseppe CARISTENA

Il Dott. Giuseppe CARISTENA ha inoltrato a P&D un nuovo contributo dopo quello pubblicato il 2 febbraio 2012; stavolta l'Autore si occupa della pronuncia della Cassazione Penale n.3721 pubblicata appena il 30 gennaio 2012 in tema di diffamazione ai sensi dell'art. 595 c.p.

Nel ringraziare il nostro affezionato lettore per l'intervento, auguriamo buona lettura dell'allegato.

Ricordiamo che chi ha materiale significativo per la generalità dei nostri visitatori può senz'altro inviarcelo per la pubblicazione (Paolo M. STORANI).

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05/02/12

"RISARCIMENTO DEL DANNO ALLE VITTIME DI USTICA" - Trib. Palermo n. 4067/2011 - Sabrina PERON

Tribunale di Palermo, 3a sez. civ., 13 settembre 2011, n. 4067

Risarcimento del danno alle vittime di Ustica

Sommario: 1. Premessa - 2. I rapporti tra l'azione civile e l'azione penale - 3. L'accertamento delle responsabilità - 4. I danni - 5. La prescrizione

 

1.- Premessa

I familiari delle vittime della strage di Ustica, introducevano una causa civile avanti al Tribunale di Palermo contro i Ministeri della Difesa e dei Trasporti chiedendo il risarcimento dei danni subiti - jure hereditario e jure proprio - in conseguenza del disastro aereo del 27.06.19 ...

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03/01/12

"RAGIONEVOLE DURATA: NO ALLO 'SCARICABARILE' TRA MINISTERI" - Francesco Maria BERNICCHI

Una sentenza recente del TAR abruzzese, datata 13 Ottobre 2011 si occupa della materia della ragionevole durata del processo e del suo relativo indennizzo.

Il fatto: nel 2008 la Corte d'appello dell'Aquila dichiarava per il ricorrente il diritto all'equa riparazione del danno per il mancato rispetto del termine ragionevole di un procedimento fallimentare. Tale equa riparazione (circa 20.000 euro) era dovuta dal Ministero della Giustizia con un decreto munito di formula esecutiva e a questo, successivamente, il Ministero non dava ottemperanza. Da qui il ricorso al presente TAR con gli uffici del Guardasigilli che intendono ...

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22/03/11

Trib. Varese, 24 febbraio 2011, G.U. Buffone – "VIOLENZA CONTRO LE DONNE E RISARCIMENTO DEL DANNO" – Sabrina PERON

L’espressione "violenza contro le donne" comprende tutti gli atti di violenza contro il genere femminile che si traducono, o possono tradursi, in lesioni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata. L’atto violento verso la donna espone il responsabile al sicuro obbligo del risarcimento del danno, ex art. 2059 c.c., da personalizzare però con particolare attenzione. La violenza degli uomini nei confronti delle donne, infatti, non costituisce meramente un problema di salute pubblica, ma anche: una questione di diseguaglianza tra donne e uomini, ambito in cui l’Unione europea ha il mandato per intervenire; una violazione dei diritti umani, segnatamente il diritto alla vita, alla sicurezza, alla dignità, all’integrità mentale e fisica nonché alla scelta e alla salute sessuale e riproduttiva; un ostacolo alla partecipazione delle donne alle attività sociali, alla vita politica, alla vita pubblica e al mercato del lavoro e può portare le donne all’emarginazione e alla povertà; un impatto negativo duraturo sulla salute mentale ed emotiva dei figli che può innescare un ciclo di violenza e di abusi che si perpetua di generazione in generazione.
Per i motivi illustrati, la posta risarcitoria deve comprendere non solo il mero danno alla salute ma anche il pregiudizio per le gravi sofferenze morali patite dalla vittime, senza alcuna attenuante o riduzione.

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24/12/11

"IL 'FARE DELLE PERSONE' E I DOVERI DEL'INTERPRETE" – Paolo CENDON

1. Circolarità, contesti

Difficile prevedere in che termini l’universo del facere verrà evolvendosi, nell’agenda prossima del diritto. Balza agli occhi come si tratti di un percorso spigoloso, soprattutto ai livelli più alti.
Necessità del senso comune, in aree dove a prosperare sono spesso declamazioni, proclami (il legislatore che vuol “salvarsi l’anima”). L’effettività come momento chiave, in tempi che vedono diffondersi però attacchi e sofferenze per il welfare.
Primato dell’homo faber, in settori dominati frequentemente da sordità e autismi ricostruttivi. Inciampi sociali/metropolitani a ogni passo, però anche spinte a moltiplicare diagnosi, pillole, consulti, lastre, ricette e posti letto.

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25/10/11

Corte di Giustizia UE, 25 ottobre 2011 - "LA LESIONE DEI DIRITTI A MEZZO 'INTERNET' E GIUDICE COMPETENTE" - Paola DE VITO

La diffusione sempre più capillare di internet non può che porre anche al giurista nazionale e comunitario nuovi interrogativi.
Con la sentenza del 25/10/2011 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha statuito che in caso di asserita violazione dei diritti della personalità per mezzo di contenuti messi in rete su un sito Internet, la persona che si ritiene lesa ha la facoltà di esperire un’azione di risarcimento, per la totalità del danno cagionato, o dinanzi ai giudici dello Stato membro del luogo di stabilimento del soggetto che ha emesso tali contenuti, o dinanzi ai giudici dello Stato membro in cui si trova il proprio centro d’interessi.
La parte lesa può, secondo la Corte, oltre che agire per l’intero danno subito, esperire un’azione dinanzi ai giudici di ogni Stato membro sul cui territorio sia stata messa in rete a sia stata accessibile un’informazione che lo abbia danneggiato. Ovviamente però i giudici territoriali saranno competenti e potranno decidere solo il danno cagionato sul territorio dello Stato membro del giudice adito.

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22/11/11

"WHAT IS WRONG WITH HUMAN RIGHTS?"

The recent outbursts by the Prime Minister and the Home Secretary in the so-called “catgate” saga are but the latest of many expressions of hostility to human rights, the Human Rights Act 1998, the ECtHR as well as our own courts. Some politicians and some of the media seem to think that human rights bashing is easy meat. There is nothing new in this. The HRA is still very young, but it has had a difficult and embattled life.
18 December 2008 marked the tenth anniversary of the Human Rights Act 1998. In an anniversary encomium, Jack Straw described the Act as a “defining piece of legislation, a landmark which set the liberties we have long enjoyed in the United Kingdom on to a constitutional footing.” He added, “I believe that the 1998 Act will be seen as one of the great legal, constitutional and social reforms of this government.”

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20/11/11

"EL FACTOR DE ATRIBUCION EN LOS DAÑOS DE INTERNET" - Osvaldo R. BURGOS

Sumario: 1. Introducción: Determinación del marco teórico. 2. ¿Quién hace qué, en Internet? (el nombre como inicio del Derecho) 3. El problema de la realidad mediada. 4. Causalidad material y causalidad jurídica. 5. Los sujetos (más) visibles: los prestadores de la web en el centro del juicio de reproche. 6. Distintos tipos de intermediación en la red. 7. Diferenciación de los intermediarios de Internet en el Derecho Comparado (referencia a la Ley española 34/2002 de Servicios de la Sociedad de la Información y de Comercio Electrónico) 8. Responsabilidad en la prestación de servicios. 9. Las responsabilidades según la normativa española (el principio de conocimiento efectivo) 10. ¿Cuándo debe entenderse que un proveedor de contenido tiene conocimiento efectivo de que los datos que manipula o almacena son ilícitos o lesionan bienes o derechos de un tercero? 11. El conocimiento efectivo exige la colaboración activa de la víctima. 12. La responsabilidad de los proveedores de contenido y su factor de atribución

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20/11/11

"IL FARE QUOTIDIANO E IL DIRITTO PRIVATO" – Paolo CENDON

1. Complessità

Poche altre espressioni mostrano, nel diritto recente, un pedigree vario come quello che s’intitola alle “attività realizzatrici” della persona.
Una formula salda a livello normativo, feconda in tanti ambiti della law in action; però anche un passaggio a sbalzi, dai contorni misteriosi. Attività realizzatrici come contrario di passività, inverarsi nel bene o anche nel male - nell’ovvio, nei soldi, nei torti, nel futile? Seguendo un copione eccentrico magari, pensando a se stessi o anche agli altri?
Un lemma a fasi alterne di vivezza, che possono talvolta sconcertare. Oggetto di incerti approfondimenti sul piano tecnico; diverso a seconda delle aree, qua e là con ombre di confusione o di polemica. Spesso il risultato di semplificazioni ideologiche, presso gli interpreti, di approcci emotivi o interessati.

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10/11/11

"LE ATTIVITA' REALIZZATRICI DELLA PERSONA NELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE" - Paolo CENDON

Anche dal punto di vista linguistico, l’impressione che si ricava a scorrere i vari protocolli in materia di attività realizzatrici   (a livello nazionale e transnazionale, con riguardo ai diritti delle persone, in merito ai profili del facere) è di notevole vivacità.

Non si tratta, sottolineiamo, di meri riferimenti al lemma “attività” realizzatrici; indicazioni pur ricche di suggelli all’esterno, nonché eloquenti per se stesse, come attestano ad es. riscontri di cui alla normativa:

- sul volontariato (ove si parla, in particolare, dell’opportunità di “integrare il volontariato negli sforzi di promozione della partecipazione civica e delle attività interpersonali”: cfr. Dec. Cons. 27 novembre 2009, relativa all’Anno europeo delle attività di volontariato, 2011, 2010/37/CE; v. anche art.1, l. 11 agosto 1991, n. 266, Legge-quadro sul volontariato, secondo cui “la Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone l’autonomia e ne favorisce l’apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale”);

- sulla detenzione carceraria (v. art. 20, l. 26 luglio 1975, n. 354: “I detenuti e gli internati che mostrino attitudini artigianali, culturali o artistiche possono essere esonerati dal lavoro ordinario ed essere ammessi ad esercitare per proprio conto, attività artigianali, intellettuali o artistiche”; v. anche dpr 13 maggio 2005, n. 18767, sui detenuti stranieri, all. 1, che parla di ”.. dei rapporti con i soggetti del territorio per ipotizzare … percorsi lavorativi adeguati e attività trattamentali esterne al carcere”);

- sui diritti del fanciullo (ove l’art. 23, n. 3. della l. 27 maggio 1991, n. 176, si esprime in termini di “preparazione al lavoro ed alle attività ricreative”);

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17/10/11

"COSA POSSIAMO IMPARARE DA STEVE JOBS (1955-2011) COME DIFENSORI DEI DIRITTI DELLA PERSONA" – Gino M.D. ARNONE

Ipad: sottile, leggero, veloce e, soprattutto, molto pratico. L’11 marzo 2011, anteprima della vendita, manco a dirlo, mi trovavo nella grande mela. Uscivo dal mio appartamento sito a pochi blocchi da Time Square e, dopo aver salutato il mio coinquilino, scendevo nelle viscere della terra per prendere la metro, rivedendo il cielo solo nei pressi della 59esima strada. Un caffè veloce da Starbucks e via, passi svelti mi conducevano innanzi all’immaginifico Apple Store tra Fifth Av. e Central Park South. Una piccola e leggiadra cattedrale di vetro in mezzo ad altissimi grattacieli che parevano quasi volessero cullarla. Sotto i giganti, un mare di gente di tutti i tipi.

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14/10/11

Cass. civ., 30 giugno 2011, n. 14407, Pres. Preden, Est. D'Alessandro- "POTERE DISCIPLINARE GIORNALISTI" -

La cancellazione all’Albo dei Giornalisti comporta il radicale venir meno del potere disciplinare da parte dell’Ordine dei Giornalisti

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24/06/11

Trib. Milano Sez. I, 18.04.2011, G.U. Gattari, "LEGITTIMAZIONE ATTIVA PER L'OFFESA ALLA MEMORIA DEL DEFUNTO" – Sabrina PERON

A norma dell'art. 597 comma 3 c.p., quando la diffamazione consiste nell'offesa alla memoria di un defunto, legittimati a proporre la querela - e dunque soggetti passivi del reato - sono i prossimi congiunti, l'adottante e l'adottato. L'art. 307 comma 3 c.p. chiarisce che per "prossimi congiunti" devono intendersi "ascendenti", "discendenti", "coniuge", "fratelli", "sorelle", "affini nello stesso grado", "zii" e "nipoti". Conformemente all'opinione prevalente in dottrina e giurisprudenza, la previsione dell'art. 597 comma 3 c.p. va interpretata nel senso che allorché l'offesa sia rivolta alla memoria di un defunto, soggetti passivi del reato sono i "prossimi congiunti", poiché in tal caso l'offesa non solo lede i sentimenti verso il loro familiare deceduto, ma reca soprattutto un pregiudizio diretto all'onore e al decoro degli stessi, che dell'offeso portano il nome e rappresentano la naturale continuazione generazionale, talché viene a essere colpito un diritto personale degli aventi causa e non più del defunto.

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07/06/11

"CONCORSO NEL REATO: FATTISPECIE GIURISPRUDENZIALI SINGOLARI (MEDICI, AMMINISTRATORI, POLITICI...)" - RM

Il concorso nel reato (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011) può poogiarsi anche, ad esempio, nell'omissione posta in essere in violazione dell'obbligo di proporre il trattamento sanitario obbligatorio (obbligo di garanzia finalizzato non solo alla protezione della salute del paziente ma anche al controllo dello stesso.
E' ipotizzabile il concorso (tramite omissione) dei genitori, nel reato a sfondo sessuale cui siano stati vittima i figli, in virtù dell'obbligo, ricadente su entrambi i coniugi, di mantenere, educare ed istruire la prole.
Risponde di omicidio colposo per fatto commissivo proprio e non per omesso impedimento di un fatto altrui il sanitario che rilasci a soggetto, privo dei requisiti, il certificato di idoneità psicofisica al porto d'armi, qualora questi cagioni la morte di una persona con l'arma acquistata grazie al porto d'armi ottenuto, avendo il sanitario posto in essere una condotta influente sotto l'aspetto causale sul verificarsi dell'evento.
L'amministratore di diritto può rispondere penalmente, in concorso, dei reati commessi dall'amministratore di fatto, non solo se abbia agito di comune accordo con questi, ma anche (responsabilità omissiva) qualora abbia violato l'obbligo di vigilare sul generale andamento della gestione (nonché di fare quanto in suo potere per impedire il compimento di atti pregiudizievoli, ovvero di eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose).
Allo stesso modo, anche i componenti del collegio sindacale, tipico esempio di soggetti posti dall'ordinamento giuridico in una posizione di garanzia, possono, per il combinato disposto degli articoli 40 e 110 del codice penale, rispondere dei reati societari anche a titolo di concorso omissivo.
Anche il codice civile, ad esempio quando impone agli amministratori - sia pure con riferimento alla responsabilità verso la società - di adempiere ai doveri ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo, costituisce fonte dell'obbligo di impedire l'evento.
I proprietari delle infrastrutture di telecomunicazione (c.d. network providers), i fornitori di accessi (c.d. access providers) ed i fornitori di servizi (c.d. service providers), non possono ritenersi corresponsabili dei reati commessi da coloro che utilizzano i loro servizi (c.d. content providers) per mera omissione di controllo, in quanto non avrebbero un obbligo giuridico di evitare l'evento.
E' stato deciso che in materia di detenzione di stupefacenti, non può ravvisarsi il concorso ex art. 110 c.p. in caso di semplice comportamento negativo di chi assiste passivamente alla perpetuazione di un reato o non ne impedisce od ostacola in vario modo la esecuzione, se non sussiste un obbligo giuridico di impedire l'evento.
Non può sostenersi che il segretario di un partito politico sia investito, solo per la carica, di "posizione di garanzia" avente come specifico contenuto l'impedimento di reati commessi da persone vicine al partito medesimo, neppure qualora conosca ed aderisca ai meccanismi delittuosi attraverso i quali il partito viene economicamente sostenuto.
La sola conoscenza dell'attività illecita, esercitata autonomamente da altri, non può costituire elemento tale da significare concorso nel reato.
Qualora la conoscenza riguardi una fase esecutiva del "pactum sceleris" incidente su un disvalore già esaurito, l'obbligo giuridico di impedire l'evento, contemplato dall'articolo 40 del codice penale, non può ritenersi non adempiuto.

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08/05/11

"150 ANNI E VILIPENDIO ALLA BANDIERA" - Lorenza MORELLO

Premessa: il presente articolo è scritto da un'iconoclasta.

Bandiere ai balconi, bandiere nelle vetrine, bandiere nei ninnoli per signore, sulle carrozzerie delle auto, sulle penne dei convegni, sugli adesivi, sui buoni pasto, bandiere legate a mantello sulle spalle dei manifestanti di ogni credo. Insomma: bandiere. Anzi, bandiera. Una, e una soltanto: la nostra.

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