Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Persone, diritti personalità / riservatezza, privacy

13/04/12

“TUTELA DATI PERSONALI: OBBLIGO DI AGGIORNARE LE NOTIZIE SUL WEB” - Cass. 5525/2012 - Pisana RUOL RUZZINI

Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Presidente Spirito, Relatore Scarano, 5 aprile 2012 n. 5525

T.M., esponente politico ex presidente di una municipalizzata lombarda, veniva arrestato nell’aprile del 1993, in piena Tangentopoli, con l’accusa di corruzione. L’inchiesta giudiziaria che aveva condotto all’arresto dell’uomo politico si era, tuttavia, conclusa con il proscioglimento del medesimo dalle gravi accuse.

In questi ultimi anni T.M., tornato ad occuparsi attivamente di politica, aveva verificato che la notizia del suo arresto continuava ad essere presente e facilmente reperibile in internet dat ...

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21/02/12

"ULTIME NOVITA' IN TEMA DI PRIVACY" - Alessandro DEL NINNO

Riceviamo dal Collega Alessandro del Ninno e ben volentieri pubblichiamo il contributo che trovate in allegato.

Ricorda nel preambolo l'Autore, che opera all'interno dello studio romano TONUCCI & Partners, che "il Codice della privacy, dopo le rilevanti modifiche apportate dal c.d. “decreto salva-Italia” dello scorso 6 Dicembre 2011, è stato oggetto di rinnovato interesse da parte del Legislatore. Nell’ambito di un intervento normativo organico del Governo volto a semplificare numerosi adempimenti previsti in vari settori dell’ordinamento giuridico – difatti - il decreto legge 9 Febbraio 2012, n. 5 (pubblicato ...

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03/02/12

Cass. Civ. 19365/2011 - "RISERVATEZZA: LA SALUTE DEL MINORE E' DATO SENSIBILE ANCHE PER I GENITORI" - Francesco M. BERNICCHI

Si prende in esame una sentenza della I sezione civile della Corte di Cassazione, la numero 19365 datata 22 settembre 2011.

Il fatto, in breve: Tizio e Caia in qualità di genitori esercenti la patria potestà sul minore Mevio chiedono al Tribunale di Palermo la condanna del Ministero dell'Istruzione e del Centro servizi amministrativi di Palermo al risarcimento dei danni da essi subiti a seguito dell'illegittimo trattamento di taluni dati personali ad essi riferibili. Tizio e Caia, entrambi professori, si erano avvalsi di un maggior punteggio nella graduatoria del provveditorato, per le condizioni di salute del figlio mi ...

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18/01/12

"LA MANOVRA MONTI O 'DECRETO SALVA-ITALIA' E LE MODIFICHE AL CODICE DELLA PRIVACY" - Alessandro DEL NINNO

Indice

§ 1. Introduzione

§ 2. Come cambia il Codice della privacy dopo il decreto “salva-Italia”: le nuove

definizioni di “dato personale” e di “interessato” e le varie modifiche e abrogazioni

di norme.

§ 3. L’impatto pratico delle modifiche al Codice della privacy dopo il decreto

“salva-Italia”: reale inapplicabilità della tutela della privacy ai dati delle persone

giuridiche?

§ 3.1 Il caso specifico dei trattamenti di dati personali delle persone giuridiche

per finalità di marketing: applicabilità o inapplicabilità della tut ...

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29/12/11

"LA MANOVRA MONTI E LE MODIFICHE AL CODICE DELLA PRIVACY" - Alessandro DEL NINNO

1. Introduzione Il decreto legge 6 Dicembre 2011 n. 201, convertito con modifiche dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214 1, è stato oggetto di approfondite analisi per quanto riguarda le rilevanti misure e innovazioni in materia fiscale, finanziaria, pensionistica, etc. Stante l’ampiezza e l’impatto – anche sociale – di quella che lo stesso Presidente del Consiglio ha definito “una manovra monster” (nota presso il pubblico come “decreto salva-Italia”), sembrano essere passate in secondo piano talune misure di semplificazione il cui impatto pratico potrebbe effettivamente determinare quella riduzione di oneri e adempi ...

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22/12/11

"DEONTOLOGIA E RISERVATEZZA: NO FORZATURE AL TESTE" - Francesco Maria BERNICCHI

Si prende in esame una sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 22380 del 27 ottobre 2011. Il caso si occupa di deontologia professionale degli avvocati connesso al tema, sempre più importante, del diritto alla privacy. L'avvocato C.L. aveva visto infliggersi una sanzione, confermata in Cassazione, per violazione dell'articolo 58 e 52 del Codice deontologico forense.

La Cassazione ribadisce la importanza delle norme deontologiche forensi integrative e ispiratrici delle norme di legge. Il Codice deontologico, infatti, si ispira a "concetti diffusi e recepiti nel sentire collettivo con riguardo ai doveri d ...

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22/03/11

Trib. Verona, 1 febbraio 2011, G.U. Coltro – "SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI"

Nel caso di una polizza vita, il coerede è legittimato ad ottenere i nominativi dei beneficiari della polizza ai sensi dell’art. 9, comma 9 D.Lgs. 196/2003, in forza del quale i diritti di cui all’art. 7 Cod. Privacy, riferiti a dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio o agisce a tutela dell’interessato o per ragioni familiari meritevoli di tutela.

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08/11/11

"CONDOMINIO: IL DIRITTO DI VEDUTA DEL PROPRIETARIO DELL'APPARTAMENTO SOVRASTANTE" - Riccardo MAZZON

Nel valutare la portata, in ambito condominiale, dell’articolo 907 del codice civile, necessita tener conto che quest’ultimo non attribuisce al proprietario dell'appartamento sovrastante la facoltà di vedere, senza limitazione alcuna, quanto avviene nella terrazza o nel cortile di proprietà esclusiva sottostante, giacché il diritto di proprietà non può estendersi a tal punto da violare l'altrui sfera giuridica, comprimendo il diritto alla riservatezza ed alla intimità della vita privata e familiare dei vicini.
Ciononostante, è stato affermato che i proprietari dei singoli piani di un edificio in condominio hanno il diritto di non subire, a causa della costruzione eseguita nella parte esterna dell'edificio da altro condomino, una diminuzione oltre che nel godimento dell'aria e della luce anche della possibilità incondizionata di esercitare dalle proprie aperture le vedute in appiombo sino alla base dell'edificio, senza che possa rilevare la lieve entità del pregiudizio arrecato (cfr., in generale, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009).

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06/11/11

Trib. Roma, Sez. I civ., 06.11.2011, G.U. Serrao, "ESERCIZIO DEL DIRITTO D'INFORMAZIONE E DIRITTO ALLA PRIVACY" – Sabrina PERON

L’art.152 del decreto legislativo n.196/2003 prevede espressamente che, per l’applicazione delle disposizioni del codice della privacy, si possa fare ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria ovvero al Garante in materia di protezione dei dati personali, contro i cui provvedimenti si può ricorrere comunque al giudice ordinario. In nessun caso è previsto che il ricorso al Garante sia pregiudiziale a quello davanti al giudice ordinario ovvero che sia precluso a chi abbia fatto ricorso al Garante per la cessazione dell’illecito trattamento dei dati proporre successivamente domanda al giudice ordinario per il risarcimento del danno derivato dal trattamento illecito. Gli art.145 e segg. regolamentano il ricorso all’autorità garante ed il terzo comma di tale norma stabilisce che “La presentazione del ricorso al Garante rende improponibile un’ulteriore domanda dinanzi all’autorità giudiziaria tra le stesse parti e per il medesimo oggetto.

L'indebita pubblicazione dell'immagine altrui obbliga l'autore, oltre che al risarcimento  dei danni patrimoniali, se provati, anche al risarcimento di quelli non patrimoniali ai sensi  dell’art.15 del D.L.vo n.196/2003, qualora la fattispecie configuri anche violazione del  diritto alla riservatezza.

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12/10/11

"APERTURA CHE CONSENTA DI GUARDARE SUL FONDO ALTRUI MEDIANTE MANOVRA POCO AGEVOLE: LUCE O VEDUTA?" - RM

L’apertura che consenta sì di guardare sul fondo del vicino, ma solo mediante una manovra eccezionale e poco agevole, costituisce luce(cfr., in generale, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009).

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01/10/11

Trib. Como, 13.01.2011, G.U. Croci, "VIDEOSORVEGLIANZA E TUTELA PRIVACY"

L’art 134 del D.leg. 30.06.2003 n° 196 demanda, in sostanza al Garante della Privacy, la concreta delimitazione dei limiti nell’àmbito dei quali può legittimamente esercitarsi la videosorveglianza di proprietà o comunque beni privati (attività che, dunque, coinvolge anche persone estranee che, legittimamente, si trovino.
Colui che intenda legittimamente tutelare i propri beni da aggressioni quali vandalismi, furti e simili non può arrogarsi funzioni di “ordine pubblico”, ossia di prevenzione generale dei reati, con la conseguenza che il raggio di azione della videosorveglianza deve essere limitato alla sfera di stretta ed esclusiva pertinenza del soggetto(in tal caso, dunque, legittimamente coinvolgendo, senza il loro consenso, l’immagine anche di persone che, altrettanto legittimamente, vengano a trovarsi nei luoghi interessati e “coperti” dalla video-sorveglianza) e non può invece estendersi alla altrui proprietà (tra cui vi è, evidentemente, anche quella pubblica) e domicilio.

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08/08/11

"DIVIETO DI COSTRUIRE A MENO DI TRE METRI DALLA VEDUTA: VALE ANCHE PER I MURI DI CINTA?" - Riccardo MAZZON

Il divieto di costruire a distanza inferiore a tre metri da una preesistente veduta (si veda, in generale, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009),  vale anche per i muri di cinta.

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07/07/11

"IL BEL 'PAESONE' COSTRINGE IL GARANTE A METTERE DEI PALETTI ALL'ATTIVITA' DI INQUIRY SELVAGGIO IN AMBITO BANCARIO" - Riccardo ABETI

Scorrendo il provvedimento del 12 maggio (prescrizioni in materia di circolazione delle informazioni in ambito bancario) e le motivazioni che hanno spinto l’Ufficio del Garante ad adottare un simile provvedimento, sembra di ritornare improvvisamente alla prima metà del secolo.
Precisamente, sembra di ritornare a quando le rivelazioni degli adolescenti nel segreto del confessionale venivanoriferite ai genitori affinché adottassero gli opportuni “rimedi” educativi.

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05/07/11

"DISTANZE E VEDUTE: OSTACOLI, VEDUTA OBLIQUA E VEDUTA DIRETTA" - RM

Quanto alla distanza da osservare tra fabbricati e vedute, risulti irrilevante la presenza di eventuali ostacoli sul fondo dal quale si esercita la veduta.
Qualora la veduta diretta formi anche veduta obliqua, la distanza di tre metri deve rispettarsi anche dai lati della finestra dai quali tale veduta obliqua si esercita.

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16/06/11

Trib. Varese, I sez. civ., ord. 16 giugno 2011, n. 1273, g.u. Buffone - "IL CONDOMINO NON PUO' INSTALLARE TELECAMERE DESTINATE A RIPRENDERE SPAZI COMUNI E PROPRIETA' ESCLUSIVE DEI CONDOMINI"

Il condomino non può installare – anche se a tutela della propria sicurezza - un impianto di videosorveglianza con un fascio di captazione di immagini che si riversa su aree condominiali comuni e, pure se solo in parte, su luoghi di proprietà esclusiva di altri condomini.

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16/06/11

"DISTANZA DALLE VEDUTE DI SCALA METALLICA ANCORATA AL SUOLO" - RM

Costiuisce costruzione, ai fini che ci occupa, anche una scala metallica ancorata al suolo.

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31/05/11

"DISTANZA DEI FABBRICATI DALLE VEDUTE: QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'" - RM

E' stata sollevata la seguente questione di costituzionalità, a carico dell’articolo 907 c.c., questione peraltro dichiarata infondata dalla Corte Costituzionale.

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26/05/11

"DISTANZE DEI FABBRICATI DALLE VEDUTE: COSTRUZIONE IN APPOGGIO O IN ADERENZA PARI SONO" - RM

Non sussiste alcuna distinzione tra costruzione in appoggio e costruzione in aderenza, riguardo l’applicabilità dell’articolo 907 del codice civile.

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05/05/11

"NOTE SUL REGOLAMENTO EDILIZIO CHE IMPONE DISTANZE MINIME TRA PARETI FINESTRATE" - RM

Risulta interessante precisare come il regolamento edilizio che impone una distanza minima tra pareti finestrate di edifici fronteggiantisi, deve essere osservato anche se dalle finestre dell'uno non è possibile la veduta sull'altro perché la "ratio" di tale normativa non è la tutela della privacy, bensì il decoro e sicurezza, ed evitare intercapedini dannose tra pareti.

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28/04/11

"DISTANZE PER L'APERTURA DI VEDUTE E DISTANZE DEI FABBRICATI DALLE VEDUTE: QUALI DIFFERENZE?" - RM

Quanto alla differenza tra distanza per l’apertura di vedute e distanza dei fabbricati dalle vedute (cfr., amplius, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009), v'è necessità di valutare i rapporti esistenti tra l’articolo 905 e l’articolo 907 del codice civile, spesso contestualmente citati.

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