Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Responsabilità civile / colpevolezza, imputabilità

17/05/12

"PARTIZIONI INTORNO AL CONCETTO DI COLPA: GENERICA, SPECIFICA, COSCIENTE, PROPRIA" - Riccardo MAZZON

Merita evidenziare come, tanto in dottrina che in giurisprudenza, la colpa assommi una serie di partizioni legate al proprio variegato modo d’essere.

In prima analisi,  si distingue la colpa generica, generata dalla violazione di norme cautelari, ab origine, non legali,

“la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida consegue di diritto alla sentenza emessa ai sensi dell'art. 444 c.p.p., solo là dove il danno alla persona sia derivato o, in ogni caso, sia direttamente connesso ad una violazi ...

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14/05/12

"COLPA PER ASSUNZIONE QUALE SOMMATORIA DI IMPERIZIA E NEGLIGENZA" - Riccardo MAZZON

Un caso particolare di responsabilità colposa è quella sottesa al concetto di colpa per assunzione:

“il dovere obiettivo di diligenza, che contrassegna il delitto colposo, può avere a contenuto anche un obbligo di preventiva informazione nonché quello di ricorrere alle altrui speciali competenze, sicché versa nella cosiddetta "colpa per assunzione" colui che, non essendo del tutto all'altezza del compito "assunto", esegua un'opera senza farsi carico di munirsi di tutti i dati tecnici necessari per dominarla, secondo lo "standard" di diligenza, capacità e co ...

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09/05/12

"COLPA SPECIFICA ED ESIGIBILITA' DELL'OSSERVANZA DELLA REGOLA CAUTELARE" - Riccardo MAZZON

L’esigibilità, da parte del soggetto agente, dell’osservanza della norma cautelare dallo stesso violata (c.d. attribuibilità all’agente de quo dell’inosservanza) merita singolari e caratteristiche osservazioni nel caso della colpa specifica, ove, di regola, prevedibilità ed evitabilità dell'evento dannoso sono assorbite nella stessa norma cautelare che è oggetto della trasgressione e, per questo, non hanno, solitamente e nella maggior parte dei casi, bisogno di dimostrazione, poiché l'inosservanza della regola scritta comporta, di per sè, imprudenza e negligenza, con conseguente respon ...

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05/05/12

"COLPEVOLEZZA: L'ESIGIBILITA' DELL'OSSERVANZA DELLA REGOLA CAUTELARE NELLA COLPA GENERICA" - Riccardo MAZZON

Il terzo (e ultimo) momento che scandisce la colpa è il momento dell’esigibilità dell’osservanza della regola obiettiva (cautelare) violata, da parte del concorrente: è, questo, il momento dell’attribuibilità, della rimproverabilità; è, insomma, il momento soggettivizzante, nel quale si esplica il principio della colpevolezza.

Esso rappresenta il punto più delicato del giudizio di colpa e, a tal proposito, necessita distinguere tra colpa generica e colpa specifica.

Nell’ambito della colpa generica, la misura sogge ...

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02/05/12

"EVITABILITA' DELL'EVENTO MEDIANTE L'OSSERVANZA DELLA REGOLA DI DILIGENZA NELLA COLPA" - Riccardo MAZZON

Perché ci sia colpa, in ordine al verificarsi dell’evento, è necessario che quest’ultimo appartenga al tipo di quelli che la norma violata mirava ad evitare:

“in tema di lesioni personali colpose, ad integrare la colpa medesima basta l'inosservanza della regola cautelare posta dalla legge, purché l'evento verificatosi sia riconducibile al tipo di evento che tale regola intende prevenire. La prevedibilità dell'evento colposo, infatti, è insita nello stes ...

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27/04/12

"COLPA: INOSSERVANZA DELLA REGOLA OBIETTIVA DI DILIGENZA E PRINCIPIO DI AFFIDAMENTO" - Riccardo MAZZON

Quanto al momento c.d. oggettivo della colpa, il momento dell’inosservanza della regola obiettiva di diligenza, l’art. 43 del codice penale ci indica come due siano le fonti alle quali attingere tali regole cautelari: l’esperienza comune (con ambito, ab origine, extra-giuridico: ad essa fa riferimento l’articolo in questione quando menziona la negligenza, limprudenza o l’imperizia) e la normativa specifica (o, come indica l’articolo 43 del codice penale, “legge, regolamento, ordine o di ...

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24/04/12

“IL PERITO E’ SALVO SE NON SI PROVA LA SUA COLPA” – Cass. 17.4.2012, n. 6014 – Stefano ROSSI

 

La Cassazione ha affrontato il caso relativo ad una richiesta risarcitoria avanzata ex art. 2043 c.c. verso il perito del Tribunale. In particolare, i ricorrenti avevano proposto l’azione nei confronti del professionista che, incaricato della stima di un immobile pignorato da parte del giudice, ne aveva affermato la libertà da vincoli verso terzi, tanto che i ricorrenti si erano determinati all’acquisto credendolo libero, per poi scoprire che invece esisteva un contratto d’affitto registrato da diversi anni. Il perito avrebbe svolto l’incarico affidatogli con negligenza, malgrado n ...

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23/04/12

"I TRE MOMENTI DELLA COLPA" - Riccardo MAZZON

La colpa, quale giudizio sull’osservanza di regole cautelari, apprezzabile, a differenza del dolo (basato su coefficienti reali) solo sul piano normativo, può essere suddivisa, con la finalità di meglio coglierne l’essenza, in tre momenti: il momento dell’inosservanza della regola obiettiva di diligenza, prudenza o perizia,

“la responsabilità del costruttore, nell'ipotesi in cui l'evento dannoso sia stato provocato dall'inosservanza delle cautele antinfortunistiche nella progettazione e fabbricazione della macchina, non vale ad escludere la responsabilit ...

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19/03/12

"ANCHE SE IL MEDICO E' SCELTO DAL PAZIENTE, LA CASA DI CURA E' COMUNQUE RESPONSABILE" - Trib. Piacenza, 6-3-2012

Oggetto della sentenza commentata è un intervento di chirurgia decompressiva neuro vascolare effettuato nel luglio 2000 dal professor B., presso la casa di cura P. P. s.p.a., nei confronti dell’ing. C., intervento a seguito del quale il C. ha riportato la cecità dall’occhio destro.

 Ciò posto, C. e la di lui madre S. A., evocano in giudizio B. e la Casa di Cura, deducendo la loro responsabilità relativamente all’esito dell’operazione, e domandando il C. il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale connessi alle lesioni subite, la S. il ris ...

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12/03/12

“RESPONSABILITÀ DA CUSTODIA E ONERE DELLA PROVA” – US App. 02.03.2012 – Riccardo RICCÒ

Questa sentenza colpisce anzitutto per la bella prosa, in inglese a tratti letterario, colla quale è stata scritta.

In diritto rileva invece perché, anche a prescindere dal carattere o indole della responsabilità, mette in chiaro che la stessa non può trasformarsi surrettiziamente in una forma di assicurazione, e che per ciò il danneggiato deve provare non solo il danno ma pure che il fattore eziologico di “innesco” sia ascrivibile alla sfera di dominio e/o di responsabilità del danneggiante (senza che la prova possa essere raggiunta sulla base di mere congetture).

 

 

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17/01/12

Cass. civ., sez. I, 27 dicembre 2011, n. 28835 – ‘RESPONSABILITA’ DELLA BANCA E CASSETTE DI SICUREZZA’

In caso di furto di numerose cassette di sicurezza, poste all’interno del caveau di una banca, spetta a quest’ultima dimostrare la propria diligenza professionale, mentre i clienti non sono tenuti a provare la colpa grave del custode. Lo ha affermato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28835 del 27 dicembre scorso.

La vicenda. Ladri particolarmente abili o misure di sicurezza insufficienti? Quel che è certo è che alcuni malviventi si sono introdotti nel caveau e hanno operato indisturbati per alcune notti di un’estate di circa vent’ ...

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17/01/12

‘HACIA UNA LITIGATION SIN HORIZONTES’ – Albert AZAGRA MALO

Las principales cuestiones que se plantean en el caso que resuelve la Sentencia del Juzgado de Primera Instancia núm. 46 de Madrid, de 5 de julio de 2010 (Magistrado-Juez Javier Sánchez Beltrán) son las siguientes:

i. Cómputo del plazo de prescripción de la acción de responsabilidad extracontractual en supuestos de daños latentes.

 ii. Regla de responsabilidad aplicable a la exposición ambiental y doméstica al amianto.

 iii. Causa adecuada de las afecciones pleuropulmonares de los ...

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02/01/12

Cass. civ., sez. III, 15 dicembre 2011, n. 26993, pres. Filadoro, rel. Musso – "L’OCULISTA E IL CONSENSO INFORMATO"

Omissione sul fronte del consenso informato e colpa professionale nell’indicazione di una terapia assolutamente negativa e nel non aver provveduto a suggerire una visita specialistica. Ecco gli elementi che portano alla condanna di un oculista, con tanto di risarcimento dei danni, per un ammontare di quasi 500mila euro (Cassazione, sentenza numero 26993, terza sezione civile, depositata il 15 dicembre).

Semplice arrossamento agli occhi. Questo il lieve problema che affligge un giovane. Logico il consulto dal proprio oculista di fiducia, che gli prescrive un colli ...

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24/12/11

Trib. Piacenza, 15 novembre 2011, G.U. Morlini – “INFORTUNIO E SPORT” – Elisa BUCCI

Uno sportivo rimaneva coinvolto in un infortunio durante una partita di calcio ed agiva in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali.

Con la sentenza in esame, il Giudice evidenzia, come da orientamento conforme, che l'attività sportiva, anche se violenta, è pienamente legittima in quanto si fonda sull'utilità umana per il miglioramento della salute psicofisica dei cittadini ed è considerata altamente educativa.

Da un lato, il soddisf ...

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02/03/11

Cass. civ., sez. III, 2 marzo 2011, n. 5086, pres. Filadoro, rel. Carluccio - "LA PISCINA HA L'ONERE DI SEGNALARE IL PERICOLO DI ACQUA BASSA"

Ai fini dell'individuazione della responsabilità per danni, ex art. 2043 c.c., derivanti da un tuffo in piscina dove la profondità dell'acqua è bassa, posto che, secondo le comuni regole di prudenza, il gestore deve predisporre mezzi idonei a segnalarne la profondità e un esplicito cartello per vietare i tuffi, dove la profondità non li consente in sicurezza, qualora tale condotta risulti omessa, come nella specie, andrà valutata l'incidenza causale di tale omissione rispetto all'evento, non apparendo inverosimile - alla luce del criterio della cosiddetta causalità adeguata - che idonei segnali di pericolo possano svolgere un effetto dissuasivo sul comportamento dell’uomo medio, e, tanto più su quello di un'adolescente. Inoltre, ai fini di stabilire la misura della concorrenza del comportamento colposo della vittima e della omessa apposizione di segnaletica, rileverà se il tuffo è avvenuto dal lato corto della piscina, dove l'acqua era senz'altro bassa, o dal lato lungo, dove la profondità non era omogenea, nonché la valutazione della giovane età della vittima rispetto alla maturità psicologica ipotizzabile

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30/03/11

Cass. civ., sez. III, 30 marzo 2011, n. 7247, pres. Preden, rel. Segreto - "RESPONSABILITA' DA TESTATA DURANTE LA PARTITA DI CALCETTO"

Qualora siano derivate lesioni personali ad un partecipante all'attività sportiva a seguito di un fatto posto in essere da un altro partecipante, il criterio per individuare in quali ipotesi il comportamento che ha provocato il danno sia esente da responsabilità civile sta nello stretto collegamento funzionale tra gioco ed evento lesivo, collegamento che va escluso se l'atto sia stato compiuto allo scopo di ledere, ovvero con una violenza incompatibile con le caratteristiche concrete del gioco, con la conseguenza che sussiste in ogni caso la responsabilità dell'agente in ipotesi di atti compiuti allo specifico scopo di ledere, anche se gli stessi non integrino una violazione delle regole dell'attività svolta; la responsabilità non sussiste invece se le lesioni siano la conseguenza di un atto posto in essere senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole dell'attività, e non sussiste neppure se, pur in presenza di violazione delle regole proprie dell'attività sportiva specificamente svolta, l'atto sia a questa funzionalmente connesso. In entrambi i casi, tuttavia il nesso funzionale con l'attività sportiva non è idoneo ad escludere la responsabilità tutte le volte che venga impiegato un grado di violenza o irruenza incompatibile con le caratteristiche dello sport praticato, ovvero col contesto ambientale nel quale l'attività sportiva si svolge in concreto, o con la qualità delle persone che vi partecipano.

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05/01/11

App. Napoli, sez. I, 5 gennaio 2011, pres. Fralicciardi - "SE L'INSIDIA E' VISIBILE IL COMUNE NON E' RESPONSABILE"

Relativamente ai danni sofferti dal pedone a seguito della caduta nella quale sia incorso inciampando in una buca presente sulla via di proprietà del comune, non si configura la responsabilità di quest'ultimo ai sensi dell'art. 2043 c.c., quale conseguenza della cattiva manutenzione della strada, non potendosi ricondurre la fattispecie all'insidia o al trabocchetto laddove il pericolo sia manifestamente visibile all'utente. Le dimensioni della buca, l'irregolarità del piano di calpestio ed il generale stato di dissesto del marciapiede, difatti, rappresentano elementi idonei a denotare la situazione di pericolo escludendone la non visibilità e la non prevedibilità. Ne consegue pertanto che il cattivo stato di manutenzione della strada, deve indurre il pedone ad una maggiore prudenza con la conseguenza che allo stesso deve ritenersi addebitabile l'esclusiva responsabilità dei danni subiti in quanto una maggiore attenzione gli consentirebbe di schivare l'insidia.

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10/01/11

Cass. civ., sez. III, 10 gennaio 2011, n. 292, pres. Trifone, rel. Amendola - "L'APPALTATORE RISPONDE EX ART. 2043 C.C. DEL FURTO AGEVOLATO DAL PONTEGGIO"

In tema di furto consumato da persona introdottasi in un appartamento avvalendosi dei ponteggi installati per i lavori di manutenzione nello stabile attiguo, è configurabile la responsabilità, ai sensi dell'art. 2043 c.c., dell'imprenditore che per tali lavori si avvale dei ponteggi ove, violando il principio del "neminem laedere", egli abbia collocato tali impalcature omettendo di dotarle di cautele atte ad impedirne l'uso anomalo. In tal caso ai fini della liquidazione del danno è incensurabile il giudizio di merito che abbia motivatamente quantificato nel 30% il concorso di colpa del danneggiato che non abbia adeguatamente custodito la chiave della cassetta di sicurezza posta nell'alloggio.

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30/11/11

IL CONTENUTO DELL'OBBLIGO DI DILIGENZA NELL'USUFRUTTUARIO" - Riccardo MAZZON

Quale sia il significato concreto della locuzione “diligenza del buon padre di famiglia”, lo chiarisce la giurisprudenza più recente, anche di merito, identificandolo con quel comportamento che è lecito attendersi da qualunque soggetto, di media avvedutezza e accortezza, consapevole dei propri impegni e delle relative responsabilità.
Con questi presupposti, è stato altresì evidenziato - cfr., amplius,  "Usufrutto, uso e abitazione", Cedam, Padova 2010 -, tanto dalla giurisprudenza di merito quanto da quella di legittimità, come l'obbligo di usare la diligenza del buon padre di famiglia comporti, qualora violato, responsabilità anche per colpa lieve.

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