27/04/12
Corte cost., 5 aprile 2012, n. 78, pres. Quaranta, rel. Criscuolo.
La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, per cui: “In ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’articolo 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a de ...
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23/01/12
Cass. Civ., sez. III, 2 gennaio 2012, n. 5, Pres. Finocchiaro, Rel. Lanzillo
“Nella specie la Corte di appello ha congruamente e logicamente motivato la sua decisione, rilevando che è legittimato ad agire in revocatoria anche il titolare di un credito meramente eventuale, qual è quello derivante da fideiussione, come ha più volte affermato la giurisprudenza di questa Corte, richiamata nella sentenza; che l'atto di trasferimento non può considerarsi anteriore al sorgere del credito per il solo fatto che la fideiussione in vigore alla data della vendita non era stata escussa, in quanto la prima fideiussione, venuta a ...
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19/01/12
Un libro di documentazione, che costituisce una sorta di archivio, di censimento che assembla le varie situazioni in cui il tempo assume rilevanza. Non dobbiamo dire per forza cose nuove, o innovative, ma far capire che il tempo, nel quale la persona vive, ha importanza, anche ai fini della risposta risarcitoria, poiché la durata dell’illecito o il momento nel quale il danno si determina, così come il protrarsi di esso, influiscono sulla configurazione in concreto della fattispecie aquiliana.
Per ciascun CAPITOLO, dovremmo inserire una sorta di “pop up”, utilizzando un proverbio, un aneddoto, una ...
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10/01/12
La copertura assicurativa del terzo trasportato rappresenta un nodo argomentativo molto discusso in dottrina e in giurisprudenza.
La lettera della legge 990/69 e del Codice delle Assicurazioni (d.lgs. 209/05, in cui la prima è stata trasfusa) ha da sempre espresso un’esigenza di tutela del danneggiato ed è stata negli ultimi anni alla base di molte decisioni della Cassazione.
Nel caso specifico i ricorrenti chiedevano il risarcimento quali eredi del secondo autista trasportato al momento del sinistro deceduto a seguito di un incidente stradale causato dal collega alla guida di un autocarro.
La Corte d ...
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08/01/12
Il provvedimento n. 8546 dell’AGCM, pubblicato il 28.07.2000, che ha sanzionato alcune Compagnie assicuratrici per aver dato luogo ad un patto segreto di non concorrenza volto a tenere alti i premi per le assicurazioni RCA, ha rivelato pubblicamente un comportamento illecito di dette Compagnie a danno dei consumatori.
Alla luce di tale provvedimento, un assicurato cita in giudizio la sua Compagnia per la restituzione del surplus del premio ingiustamente versato.
La Corte d’Appello di Reggio Calabria conferma la ricomprensione della vicenda nell’ambito della responsabilità extracontrattuale e pone la presc ...
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17/12/11
Nel caso in cui, a seguito di contratto di usufrutto - cfr., amplius, "Usufrutto, uso e abitazione", Cedam, Padova 2010 - l'usufruttuario non presti idonea garanzia e non provveda all'inventario dei beni, ai sensi dell'art. 1002 del codice civile, non può pretendere il rilascio del bene; così ha deciso la Corte d'Appello di Salerno, sollecitata dalla seguente vicenda processuale
"con atto notificato il 25.05.1994, M. A. aveva convenuto innanzi al Tribunale di SALERNO I. E. esponendo che: con scrittura ...
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19/12/10
FATTO
La sig.ra C.T. nell’anno 2003 acquistava un pacchetto turistico “tutto compreso” predisposto dal tour operator B.T. S.p.A., della durata di 8 giorni per un soggiorno in Giordania. Si trattava di un pacchetto turistico di pensione completa con pasti e bevande incluse. La vacanza trascorreva regolarmente sino al sesto giorno allorquando la sig.ra C.T. cominciava ad accusare forti dolori addominali e vomito. A causa dei gravi sintomi manifestatisi non poteva più godere delle sue vacanze né partecipare alle attività programmate, trovandosi costretta a spendere la maggior parte della giornata in albergo. Al rientro in Italia, veniva immediatamente ricoverata in ospedale (11 giorni) con diagnosi di “enterite acuta aspecifica, pancreatite acuta”. La sig.ra C.T. conveniva quindi in giudizio il tour operator, dal quale aveva acquistato il pacchetto turistico, per sentirlo condannare al risarcimento di tutti i danni patiti.
MOTIVAZIONE
Il thema decidendum viene ricondotto agli art. 93 e 96 del D.lgs 06.09.05, n. 206.
L’attrice non si è limitata ad allegare un generico inadempimento, bensì lo ha qualificato facendo puntualmente riferimento al difetto di igiene alimentare; inadempimento qualificato e astrattamente efficiente alla produzione del danno. L’odierna convenuta non ha adempiuto agli oneri probatori a suo carico, avendo omesso di fornire la prova che: il denunciato inadempimento in realtà non si era verificato; che pur esistendo detto inadempimento, esso non era tuttavia eziologicamente rilevante nell’azione risarcitoria proposta.
Il tour operator riveste una posizione di garanzia nei confronti dei propri clienti-viaggiatori, la cui fonte deriva dal pacchetto turistico (contratto) e dalle obbligazioni ivi previste: posizione di garanzia ancor più marcata laddove vengano venduti pacchetti turistici tutto compreso, dovendo in tali casi il tour operator preoccuparsi di garantire, tra le altre cose, l’incolumità personale dei clienti e la loro salute. La posizione di garanzia ricoperta dal tour operator non impone certo una verifica certosina e capillare di ogni singolo prodotto alimentare, bensì un accertamento degli standards di igiene entro i limiti della ragionevole esigibilità, tenuto altresì in considerazione il livello e la qualità delle strutture alberghiere. Il tour operator avrebbe dovuto provare: di essersi avvalso di fornitori addetti alla produzione, al trasporto, alla trasformazione, alla vendita ed alla somministrazione degli alimenti rispettosi quanto meno delle più elementari precauzioni igieniche; di avere adottato tutte le precauzioni igieniche possibili per una corretta preparazione e conservazione degli alimenti all’interno delle cucine e dei ristoranti dei propri alberghi, nonché di essersi avvalso di personale in possesso dei relativi permessi sanitari per stare a contatto diretto coi cibi e gli alimenti.
Parzialmente disattesa la conclusione del Consulente tecnico, laddove ipotizzava un possibile collegamento eziologico tra l’infezione intestinale e l’assunzione di acqua marina (Mar Morto).
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17/03/11
Allora, facciamo ancora una volta il punto. Cosa è successo negli ultimi trenta anni?
La risposta é che è successo tutto; il significato dell’impianto del codice civile è mutato radicalmente, la persona umana e la sua personalità sono il centro di ogni disciplina e di ogni tutela a scapito della logica patrimoniale imperante nei decenni e nei secoli precedenti e ciò è stato possibile attuare anche grazie ai principi contenuti nella carta costituzionale. Questo in generale è quello che è accaduto, e non è poco o di poca importanza, al contrario si tratta di un passaggio rivoluzionario.
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06/11/11
1. CAUSAZIONE, CAUSALITA’ GIURIDICA E CASO FORTUITO
2. ILLECITO E DANNO AMBIENTALE
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26/10/11
Il gestore di una piscina pubblica è tenuto ad assicurarsi che i frequentatori, anche se abituali, non si procurino danni nell'usufruire degli impianti messi loro a disposizione.
Nell'ipotesi in cui taluno si provochi delle lesioni a seguito di un tuffo in acqua, ai fini dell'accertamento della responsabilità del gestore per i danni subiti dall'utente, occorrerà verificare l'avvenuto rispetto tanto delle norme di sicurezza stabilite dalle disposizioni specifiche del settore, quanto, e non meno importante, delle comuni regole di prudenza che l'ordinamento impone a ciascuno di rispettare, in ossequio al principio di neminem laedere.
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18/07/11
Ricorre in questi giorni l’anniversario del massacro di Srebrenica, ove tra l’11 e il 14 luglio 1995 oltre 8000 uomini e ragazzi musulmani furono uccisi dalle armate serbo-bosniache sotto il comando del generale Ratko Mladic. Il contingente di pace dell’Onu, sotto la cui protezione era stata posta la cittadina di Srebrenica e la circostante area in Bosnia-Erzegovina, non riuscì ad impedire la cattura della città e l’esecuzione di massa dei civili, considerato il peggiore sterminio in Europa dopo la seconda guerra mondiale.
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12/07/11
Con atto d’opposizione, Tizio impugnava il verbale di violazione elevato dalla Polizia Municipale in quanto questi aveva lasciato il suo veicolo in sosta, non esponendo il contrassegno dell’assicurazione obbligatoria.
L’opponente eccepiva a tale riguardo che l’area ove sostava il veicolo contravvenzionato risulta essere privata, in quanto “spazio meramente condominiale”, anche se adiacente alla pubblica via.
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05/07/11
L'iscrizione di ipoteca, operata sulla base ad un decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo, può essere fonte di responsabilità processuale aggravata.
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20/06/11
Tuttavia, a valle, per così dire, di questi problemi “procedurali”, sta altro tassello, possibilmente il primo del mosaico: i valori mobiliari in questione sono stati collocati sul mercato con rappresentazione del fatto (contenuta nelle cc.dd. offering circulars) che i debitori cartolarizzati possedessero i requisiti di merito–credito che in realtà – molto spesso – non avevano. Ciò, almeno, secondo il Complaint della National Credit Union Administration, svolto nell’interesse delle liquidazioni coatte di diverse Banche cooperative (che troppo si erano esposte acquisendo i c.d. residential mortgage-backed securities), contro J.P. Morgan.
The Offering Documents represented that the Originators adhered to the underwriting guidelines set out in the Offering Documents for the mortgages in the pools collateralizing the RMBS. In fact, the Originators had systematically abandoned the stated underwriting guidelines in the offering documents. Because the mortgages in the pools collateralizing the RMBS were largely underwritten without adherence to the underwriting standards in the Offering Documents, the RMBS were significantly riskier than represented inthe Offering Documents. Indeed, a material percentage of the borrowers whose mortgages comprised the RMBS were all but certain to become delinquent or default shortly after origination. As a result, the RMBS were destined from inception to perform poorly. These untrue statements and omissions were material because the value of RMBS is largely a function of the cash flow from the principal and interest payments on the mortgage loans collateralizing the RMBS. Thus, the performance of the RMBS is tied to the borrower’sability to repay the loan.
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Si sa che le vicende dei mutui (ipotecari) cartolarizzati (Asset-Backed Securities) hanno innescato una delle più severe crisi finanziarie mai verificatesi. Un tassello di rilievo del default complessivo è rappresentato dal cambio di rotta dei giudici statunitensi in tema di legittimazione in executivis di tutte quei creditori che, in luogo di versare agli atti il/i certificati ipotecari dell’immobile di proprietà del debitore ceduto (e “cartolarizzato”), si limitavano, perché altro non potevano fare, a produrre le “securities” (non incorporanti garanzie reali).
V. ad es. U. S. DISTRICT COURT NORTHERN DISTRICT OF OHIO, EASTERN DIVISION, in Re Foreclosure Cases, 31 ottobre 2007.
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10/01/11
Nonostante una -peraltro piuttosto isolata- pronuncia contraria (alludo alla sentenza n. 20133 del 18/10/2005), la Corte di Cassazione ha già manifestato a suo tempo la propria posizione in ordine alla responsabilità dell'impresa che, in esecuzione di lavori di manutenzione, utilizzi ponteggi che agevolino l'accesso, operato da malintenzionati, ad unità immobiliari purchè, trattandosi di responsabilità ex art. 2043 c.c., l'imprenditore medesimo non le abbia dotate di cautele atte ad impedire l'uso anomalo da parte di terzi.
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28/01/11
L’illecito civile risulta normativamente previsto agli articoli 2043 e 1218 del codice civile implicando, in entrambi i casi, responsabilità civile: responsabilità extracontrattuale, nel caso dell’articolo 2043 del codice civile; responsabilità contrattuale, per inadempimento o ritardata esecuzione, nel caso dell’articolo 1218, stesso codice.
Peraltro, il nostro ordinamento consente la cumulabilità processuale dei due tipi di responsabilità, sicchè, qualora uno stesso fatto generi tanto responsabilità contrattuale quanto responsabilità extracontrattuale, sarà consentito al danneggiato l'agire (cumulativamente) sia ex articolo 1218, sia ex articolo 2043 del codice civile.
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26/01/11
Con la sentenza qui di seguito riportata, le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale relativamente all'efficacia del giudicato penale nel processo civile.
Secondo il principio formulato dalle Sezioni Unite, la disposizione di cui all'art. 652 c.p.p. (così come quelle degli artt. 651, 653 e 654 del codice di rito penale) costituisce un'eccezione al principio dell'autonomia e della separazione dei giudizi penale e civile, in quanto tale soggetta ad un'interpretazione restrittiva e non applicabile in via analogica oltre i casi espressamente previsti.
Ne consegue - ha proseguito la Corte - che la sola sentenza penale irrevocabile di assoluzione (per essere rimasto accertato che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facoltà legittima) pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni ed il risarcimento del danno, mentre alle sentenze di non doversi procedere perché il reato è estinto per prescrizione o per amnistia non va riconosciuta alcuna efficacia extrapenale, benché, per giungere a tale conclusione, il giudice abbia accertato e valutato il fatto.
In quest'ultimo caso, il giudice civile, pur tenendo conto degli elementi di prova acquisiti in sede penale, deve interamente ed autonomamente rivalutare il fatto in contestazione.
Nel caso di specie - un decesso avvenuto durante un parto - il giudice civile ha proceduto ad un riparto delle responsabilità diverso da quello stabilito dal giudice penale.
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25/01/11
Nel 1997 alcuni proprietari di fondi in agro convenivano in giudizio le Autostrade s.p.a. ed il comune chiedendone (subordinatamente alla riduzione in pristino) la condanna solidale al risarcimento dei danni o, in subordine, alla corresponsione dell’indennità di cui all’art. 46 della legge n. 2359 del 1865, per la diminuzione di valore dei loro fondi a seguito della realizzazione di un’opera pubblica.
Tale opera - affermavano - era consistita nell’ampliamento ed innalzamento del sottopasso dell’autostrada, a sua volta ampliata. Le modalità dell’ampliamento del sottovia erano state concordate tra Autostrade e comune e, in ragione dell’esecuzione del muro di contenimento della rampa d’accesso all’autostrada, s’era verificato il restringimento a circa tre metri della strada privata che dai loro fondi conduceva alla via collegata agli stessi, alla quale era diventato difficile e pericoloso accedere. La situazione determinatasi era divenuta particolarmente pregiudizievole per uno dei comproprietari, il cui precedente diretto sbocco dal proprio fondo sulla via comunale era stato precluso da un muro in cemento armato.
I convenuti resistevano. La società Autostrade affermava, tra l’altro, che l’allargamento e l’innalzamento del sottopasso con conseguente allungamento delle rampe, non previsto nell’originario progetto esecutivo, era stato richiesto dal comune, il quale aveva garantito che si sarebbe assunto l’onere di gestire ogni problema concernente gli accessi da strade laterali; chiedeva dunque di essere manlevata in caso di propria condanna. Il comune a sua volta negava i presupposti della propria responsabilità.
Espletata consulenza tecnica d’ufficio, l’adito tribunale rigettava sia la domanda risarcitoria che quella volta al pagamento dell’indennizzo da attività legittima.
La decisione è stata riformata dalla corte d’appello che, decidendo sull'impugnazione presentata dai comproprietari cui avevano resistito la società Autostrade ed il comune, li ha condannati solidalmente a pagare l'indennizzo ex art. 46 della legge n. 2359 del 1865.
Anche secondo la Corte di cassazione l'indennizzo è dovuto in quanto, a seguito della realizzazione dell’opera pubblica in questione, i privati hanno dovuto sopportare una ingiusta compressione al libero esercizio del proprio diritto di proprietà
ms
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21/01/11
Chiunque commissioni l'esecuzione di lavori ha l'obbligo di imporre l’osservanza degli obblighi di sicurezza e di adottare tutte le cautele idonee ad evitare ogni rischio per il lavoratore la cui condotta omissiva non può essere considerata quale unica causa dell’eventuale infortunio. In caso di inosservanza delle cautele da parte del lavoratore incaricato, il committente deve rifiutarsi di stipulare il contratto o di proseguire nella sua esecuzione, chiedendone l'immediata risoluzione.
Nel caso affrontato nella sentenza, il committente aveva altresì omesso di verificare preventivamente l’effettiva professionalità del lavoratore.
ms
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10/01/11
… i supremi giudici annullano la decisione rilevando che, seppur è vero che in tema di attività pericolose osta alla operatività delle regole ordinarie di responsabilità la considerazione dell’utilità, o desiderabilità di tale genere di attività, nondimeno vige sempre il divieto di aumentare le condizioni di rischio intrinseche alla data attività. Il che nella specie si era probabilmente verificato.
Per quanto attiene al patto di esonero anzidetto, gli stessi giudici ritengono che il profilo di colpa addebitabile al convenuto possa accertarsi in termini di gross negligence, e cioè di “passive and indifferent attitude toward results”, circostanza dalla quale deriverebbe la nullità del patto medesimo - per contrarietà di esso all'ordine pubblico.
Si faccia dunque un vero processo.
Per inciso: la causazione non è solo questio facti.
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“… dagli occhi (Tuoi)
ridenti traluceano di Venere
i disdegni e le paci,
la speme, il pianto, i baci”
Una minore impegnata in competizioni equestri era stata convinta dal proprio allenatore a partecipare ad una gara nonostante il cavallo avesse probabilmente subito un trauma cranico e sicuramente contusioni che lo rendevano inadatto alla competizione. Nonostante il genitore della minore, anch’egli a conoscenza del sinistro occorso alla bestia, avesse in un primo momento revocato l’autorizzazione alla partecipazione della figlia alla gara, per la fiducia riposta nel professionista allenatore, e per la rassicurazioni di questi circa l’idoneità del cavallo a sostenere la gara, aveva infine consentito che la figliola vi partecipasse. Iniziata la gara, dopo le prime difficoltà con gli ostacoli del percorso, e prima che la giuria (di gara) riuscisse a individuare il momento e il luogo più opportuno per fermare la prova, il cavallo andava a capitolare su altro ostacolo e travolgeva la giovane, la quale, riportate gravissime lesioni, successivamente decedeva.
Si agita allora la responsabilità dell’allenatore basata sulla colpa e per aver celato la inidoneità del cavallo allo scopo ... I giudici di primo grado concedono il summary judgement in favore convenuto (i.e.: rigettano la domanda dell'attore) avendo valutato l’assenza di un duty of care del convenuto nei confronti della vittima, dunque la preventiva e volontaria assunzione del rischio, e anche, in particolare, per aver accertato la ricorrenza di valido accordo di preventivo esonero delle responsabilità imputabili al convenuto per ogni genere di danno occorso durante la competizione.
In appello tuttavia …
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