Changing Society, Generalità, varie -  Mottola Maria Rita - 2015-05-17

1° COMANDAMENTO: AL CONFINE DELLA REALTA. V PARTE – Maria Rita MOTTOLA

ABSTRAT

L'idolo della scienza.L'assenza di limiti morali ed etici.Il delirio di onnipotenzaLa rivalutazione della dignità dell'uomo contro la scienza.

La prima domanda a cui trovare una risposta è poi l'essenza stessa dell'immanenza della storia umana. I limiti etici sono imposti da Dio o nascono spontaneamente dalla ricerca umana di dare senso alla vita e regolamentazione alla convivenza?

Come è facile immaginare non è questione di poco conto. Nel primo caso, i non credenti e gli stati che si autodefiniscono laici potrebbero affermare che i principi etici non hanno fondamento e per questo motivo non vi è alcun limite all'agire umano. Nell'altro una visione laica dovrebbe dimostrare che l'etica elaborata in millenni di storia è priva di validità, inutile e ancor più dannosa all'uomo, prima di eliminare per sempre l'etica nell'agire. E si badi bene, non si sta parlando della legge morale di kantiana espressione, individuale e individualistica, sempre pronta all'auto-modifica opportunista, bensì quell'insieme di regole comuni a tutti gli uomini: la sacralità della vita umana, il divieto della schiavitù e dello sfruttamento, la libertà e la dignità.

E allora negare Dio, come suggerisce certa ideologia, può diventare persino 'pericoloso', può persino portare ad ammettere che esiste un insieme di regole non scritte – da alcuni ricondotte al c.d. diritto naturale – che non possono essere violate o ignorate, pena il dissolvimento stesso della civiltà.

'Ma è pur vero che difficilmente le diverse tesi sulla natura del diritto, da quelle del diritto naturale alle teorie della giustizia e del bene comune, a quelle relative al positivismo legale, hanno potuto evitare riferimenti costanti alle basi filosofiche del pensiero liberale, sia nelle sue autentiche interpretazioni sia in quelle più distorte e strumentalizzate. Ed è proprio questo, per così dire, andamento pendolare, che ha dato origine non solo ad opposte idee ma ad organizzazioni inconciliabili e contraddittorie della vita sociale e soprattutto di quella del moderno homo economicus incastrato nelle sue inconciliabili diseguaglianze fra la ricchezza dei pochi e la povertà dei molti. L'amara conclusione sullo stato del diritto e dell'economia e delle istituzioni in generale, nel mondo globalizzato, non può che rifarsi alla frase finale della Teoria generale di J.M. Keynes: '' But, soon or late it is ideas, not vested interests which are dangerous for good or evil' (Ma, presto o tardi, sono le idee, non gli interessi costituiti, a rivelarsi pericolose, nel bene o nel male).*

Recente è la notizia di costruzione in laboratorio di un embrione umano con tre padri e una madre. La scienza elabora per se stessa una costruzione libera da ogni vincolo e da ogni limitazione asserendo, falsamente, che solo così si può avere vera ricerca scientifica, giungendo a giustificare la manipolazione degli embrioni e il tentativo di 'creare la vita'. Tale affermazione non corrisponde ai canoni scientifici ma è pura ideologia ed è sostenuta dal potere economico che, strumentalizzandola, la 'riduce o la esalta' a idolo, annientando la sua vera essenza di collaborazione al progresso, scopo veramente alto e essenziale al benessere umano.

Ritornando al ragionamento iniziale, se si presuppone l'esistenza di valori universali e si nega Dio e con Lui l'essenza etica della vita, non si può negare, anche, l'esistenza di valori universalmente validi.

La ricerca scientifica per secoli ha avuto come motore la curiosità e la volontà di migliorare le condizioni di vita degli uomini, ma ha anche costruito ordigni di guerra – non ne è esente il genio leonardesco – o raffinati strumenti di tortura.

La rivoluzione francese, o meglio, la rivoluzione borghese e ideologicamente connessa alla cultura calvinista e all'opposizione palese e violenta contro il cattolicesimo (anche se si nega l'esperienza tragica della Vandea, il fatto storico difficilmente può essere messo in discussione) ha portato nei suoi eccessi a costruire uno Stato laico o meglio laicista, diretto all'esclusione di qualsiasi riferimento al sentimento religioso e ha costruito l'esaltazione della scienza, quale potenziale strumento per dare risposta a tutte le domande esistenziali.

Ovviamente non è così e così non può essere. Non si può pensare che le risposte ultime siano lasciate 'per così dire in sospeso' in attesa di qualche novello Newton che assista alla caduta di una mela.

La speculazione filosofica appartiene all'uomo, la si può persino sperimentare ascoltando, ascoltando con attenzione, i bambini sin dall'età prescolare. Loro dicono, affermano, coordinano pensieri, si stupiscono e inventano la vita in uno spettacolare caleidoscopio di immagini e parole.

La scienza non è e non può essere il fine ma sempre e solo uno strumento. Ed è in questo momento, quando la scienza cessa di essere uno strumento, che diviene un idolo. Tutto ciò che si riferisce alla scienza è per se solo immune da critiche o da limitazioni, è idolatrata, appunto.

Articolo per esteso in allegato.



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