Varie, Persone con disabilità -  Marra Angelo D. - 2015-08-25

20 RIGHE DI OGGI: CHI NON CAPISCE LA SUA SCRITTURA, È UN ASINO DI NATURA - Angelo D. MARRA

Da un po' di giorni vado riflettendo sulle violenze "sottili" collegate all'esperienza della disabilità. Le definisco sottili perché sono minimali, quasi impalpabili e – tuttavia – profondamente incisive. Sono, spessissimo, gli indicatori di una cultura diffusa di discriminazione e disprezzo.

Penso, ad esempio, al ritornello che veniva usato a scuola e che, non di rado, le maestre (soprattutto alle elementari) riprendevano: "chi non capisce la sua scrittura, e un asilo di natura". Un vero macigno per i ragazzi dislessici.

Non solo: questa cantilena veniva utilizzata, tra ragazzi, per canzonare l'alunno con più difficoltà; il ritornello che la maestra utilizza come sprone diventa elemento di rafforzamento di una cultura di sopruso e denigrazione della diversità. Tutto ciò avviene in maniera sostanzialmente inconsapevole, quasi inconscia: il  retropensiero del diverso come sbagliato penetra in modo carsico nelle menti di insegnanti ed alunni.

Da adulti, l'idea di essere "sbagliati" genera danni ancora maggiori: convince il malcapitato di non poter compilare un modulo, utilizzare un bollettino postale o prendere appunti su un'agenda. In breve, non solo una probabile dislessia non viene riconosciuta, ma la persona si ritrova anche in una condizione di non capacità legata più alla percezione di sé che alla situazione reale. Milioni di persone hanno scritture poco leggibili (per medici e farmacisti è, nella tradizione popolare, quasi un must), ma se hai una disabilità, l'inconscio sociale ti marchia a vita. Se non ci stai attento, ci credi anche tu. Quanta violenza in un ritornello popolare " educativo"!



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