Articoli, saggi, Libertà costituzionali -  Mottola Maria Rita - 2015-09-19

2° COMANDAMENTO: IDEOLOGIA DI UN NOME . II^ PARTE – Maria Rita MOTTOLA

Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio.

E" vero che sono nel nome di Dio e solo a causa di quel nome i popoli guerreggiano, uccidono, torturano, conquistano?

Se fosse vero la cultura atea e laica occidentale non farebbe più guerre. Le guerre in Iraq, le guerre dei Balcani, la guerra di Libia tanto per citarne alcune sono state ingaggiate dai laici stati occidentali, non in nome di Dio ma in nome della Democrazia.

I motivi veri che spingono gli uomini a distruggersi reciprocamente sono sempre gli stessi: desiderio di rapina e conquista, sentimenti di invidia e rivalità.

I potenti trovano occasioni per soddisfare la fame rapace di ricchezza altrui, fomentando sentimenti di antagonismo e di astio di popoli che sfortunatamente si trovano soggiogati al loro dominio. (Le rivelazioni di Paul O"Neill, segretario di Stato americano al Tesoro sino al 2002 sono state raccolte da Ron Suskind nel suo "The Price of Loyalty" in relazione alle politiche estere americane).

Le industrie belliche per aumentare i loro guadagni devono sostenere le guerre e se necessario provocarle. Perché le armi si vendono anche in tempo di pace ma la follia del neoliberismo americano ama il caos globale.

La Grecia ha avuto una spesa militare rapportata al PIL altissima rispetto agli altri paesi europei. A dirlo è un rapporto della NATO. Italia 1%, Germania 1,20%, Francia 1,8% per spese militari e la Grecia il 2,2%. Manco a dirlo, pare che il Ministro della Difesa greco abbia incassato qualche milione di € di tangenti per acquistare armi e armamenti americani e tedeschi (vedi anche http://www.strategic-culture.org/pview/2015/07/02/greek-crisis-awaits-other-nato-partners.html). La Grecia con gli acquisti militari si indebitata ancora di più con la Germania e la Francia e ha aggravato i conti pubblici sottraendo risorse alle spese sociali. Si rammenta che in Grecia secondo l"Unicef 439mila bambini soffrono la fame per la crisi economica che attanaglia il paese da anni (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-06/unicef-grecia-439mila-bambini-192328.shtml?uuid=AbZAS9JF).

L"Afghanistan è stato occupato militarmente dagli States che appoggiano apertamente il governo di Kabul. Del resto i talebani sono alleati nelle operazioni CIA e forse nell"affare più interessante per l"Agenzia americana dalla guerra del Vietnam fino ad oggi: la droga. (http://it.peacereporter.net/articolo/18036/Cosa+si+nasconde+dietro+la+guerra+in+Afghanistan%3F).

Ma se si sostengono gruppi armati estremisti come i talebani, si armano e si proteggono, come si possono poi fermare? (ammesso che lo si voglia veramente fare). Non si può addestrare un folle ad uccidere e poi sperare che uccida solo il signore con il garofano all"occhiello predestinato. Il folle continuerà a fare ciò che gli è stato insegnato e che ha imparato così bene a fare.

Si potrebbe continuare, ovunque vi sono scenari di guerra e guerriglia, violenza e sopraffazione, fomentata ad arte a scopi politici e economici.

Per impedire l"uso improprio della religione occorre accertare, portare in superficie le ragioni vere della violenza, solo così si raggiunge un "disvelamento" della menzogna che è sempre unita all"uso del nome di Dio.

Abbiamo già accennato in precedenza alla visione ideologica che impedisce di vedere la verità. L"uso improprio di Dio sta nel suo uso ideologico. Un esempio plateale: sul biglietto da un dollaro leggiamo: In God we trust, noi crediamo in Dio. Quanto di più blasfemo e menzognero possa essere scritto su una moneta. Il popolo che più di ogni altro ha trasferito l"ideologia del denaro nell"esistenza umana, mercificandola e impoverendola, trasformando il denaro in mezzo e fine. L"effige dei Cesari sulle monete romane consentiva di chiarire la differenza fondamentale tra le cose di Dio e quelle del potere. Il denaro simbolo e sostanza del potere dominante e schiavizzante per chi lo detiene e per coloro che si ritrovano soggiogati può anche ritornare al potere. Chi sta dalla parte di Dio e non di Mammona non deve accumulare ricchezze terrene ma beni spirituali e relazioni, affetti, amicizie, crediti di virtù, beni immateriali, mai oggetto di mercimonio.

Il tentativo blasfemo si è concretizzato, passando quasi inosservato, idolatria del denaro, in una religione laica del successo e del benessere proprio a discapito di tutti gli altri. Quel God  in cui credono tutti coloro che sono convinti della forza del denaro che tutto può, non è un Dio Padre, quello a cui è possibile rivolgersi nella certezza di ascolto pienamente liberi. Quel God è un idolo di schiavitù e di ambizione.

"Sia santificato il Tuo nome" è espressione che ha "in se stessa un senso definitivo. La forma verbale adoperata(aghiatheto) è un aoristo che indica un"azione compiuta una volta sola in quanto completa nel suo accadere. In questo senso, l"invocazione non si riferisce a un processo che avviane nel tempo naturale o storico, ma a un atto di compimento definitivo. La paternità comporta per necessità una relazione di figliolanza, la santificazione del nome di Dio, inteso come Padre, sfocia in una perfetta costituzione delle sue creature come figli. La santificazione, perciò, è a un tempo in Lui ed è in noi. Essa, all"interno della fede, consiste, in definitiva, nello stabilire quale paternità sia quella di Dio e quale modo di agire essa proponga all"uomo". *

La paternità a cui si riferisce il nuovo testamento è paternità di accoglienza e di carità amorevole è un prendersi cura delle creature, "secondo la misura della giustizia". Nel momento stesso in cui si è riconosciuto Dio come Padre e noi tutti in Lui fratelli ogni uso del Suo nome per compiere azioni contro la libertà (schiavitù, tratta, prostituzione, migrazione forzata), contro la vita (guerre, battaglie, attacchi a civili), contro la natura (incendi, carestie, malattie), determinando distruzione di bellezze create dall"uomo (devastazioni, rapina e vendita di beni artistici), contro la dignità (degradazioni, limitazioni, umiliazioni) sono attacchi diretti all"essere stesso di Dio che, in quanto Padre, si prende cura delle Sue creature.

L"Occidente non ha mai cessato di nominare invano il nome di Dio "ideologicamente" con lo scopo cinico di nascondere le vere ragioni, così semplici del resto. Continua, in un certo senso, a farlo anche quando sostiene guerre in nome della Democrazia, chiamando così quello simulacro che un tempo chiamava Dio, utilizzato quale paravento alle vere ragioni dell"agire criminale.

La nostra Costituzione recita all"art. 11: l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Tale fondamentale valore costituzionale è stato vilipeso e violato negli anni più recenti coinvolgendo la nostra Nazione in azioni di guerra, azioni di aggressione e di violazione del principio che deve regolare il rapporto tra i popoli: l"autodeterminazione.

La guerra deve essere ripudiata senza se e senza ma. La norma si pone, in un certo senso, a completamento dei trattati internazionali intervenuti negli anni a mitigare la brutalità estrema delle azioni belliche (per esempio le convenzioni sulle armi chimiche), come nel Vangelo di Matteo il Cristo porta a compimento la legge mosaica: "vi è stato detto non uccidere ma io vi dico amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 44-46), così l"art. 11 ci impone di escludere ogni forma di violenza e sopraffazione degli altri popoli.

Come cristiani e come italiani non possiamo dimenticarlo e vanamente chiamare a giustificazione l"esportazione dei principi democratici.

P.S. Se venite a visitare il piccolo museo del Comune di Moncalvo potrete ammirare un carboncino del 1918 dal titolo Eroi. I soldati raffigurati armati di pugnali devono colpire i nemici, ma non possono farlo guardandosi in volto, scoprirebbero nell"altro un loro fratello figlio dello stesso Padre, quindi si voltano coprendosi gli occhi. E" tutto in quel disegno la possibilità di aderire al senso profondo dell"art. 11: incontrare lo sguardo dell"altro e riconoscerlo.



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