Legislazione e Giurisprudenza, Matrimonio, famiglia di fatto -  Mazzotta Valeria - 2014-11-09

A COLPI DI SCIABOLA LEGISLATIVA, LA FAMIGLIA VA A PEZZI - Valeria MAZZOTTA

A larghissima maggioranza, la Camera ha dato via libera alla conversione del decreto legge sulla giustizia civile: un decreto pensato e voluto per cercare di velocizzare la giustizia civile, sepolta da milioni di procedimenti pendenti.

Tra le novità, una in particolare rappresenta una piccola rivoluzione: sarà possibile separarsi, divorziare e modificare un relativo provvedimento già ottenuto senza passare dalle aule di Giustizia.

Più precisamente, sarà l"avvocato, a cui i coniugi si rivolgono, a porre in essere una

convenzione di negoziazione assistita, vale a dire un accordo attraverso il quale le parti, che non si sono rivolte a un giudice o a un arbitro, dichiarano di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere la controversia tramite l'assistenza dei propri avvocati in via amichevole.

Tale strada, in realtà già operativa, sarà perseguibile anche se ci sono figli minori, con handicap, maggiorenni incapaci o non autosufficienti sul piano economico. L"accordo raggiunto dovrà tuttavia essere sottoposto, entro 10 giorni (ma il testo approvato nulla dice in ordine alla decorrenza di tale termine), al vaglio del pubblico ministero per la verificare che sia corrispondente all"interesse dei figli minori, e se non vi corrisponde, l"accordo viene trasmesso al Presidente del Tribunale; in assenza di minori o maggiorenni con handicap, il controllo è invece di semplice regolarità. Ottenuto il "placet" del pubblico ministero, l"avvocato avrà cura di trasmettere copia autentica dell"accordo raggiunto all"ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu trascritto (e dovrà davvero averla, poiché se non vi provvede entro il termine di dieci giorni è passibile di sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 ad euro 10.000).

Ulteriore novità, e diciamolo subito, alquanto sconcertante, è che, trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione, i coniugi avranno l'opportunità di raggiungere identico risultato con una procedura che non prevede neppure più l'assistenza dell"avvocato, e che si svolgerà davanti al sindaco quale ufficiale di stato civile.

Ciò sarà possibile (e meno male) solo nel caso in cui non ci siano figli minori, maggiorenni incapaci, con handicap o non autosufficienti economicamente. In questa sede, non si potranno inoltre attuare trasferimenti immobiliari. A pena di caducazione degli effetti dell"accordo raggiunto, ma con esclusione dell"accordo riguardante la modifica delle condizioni di separazione e divorzio, le parti dovranno poi ripresentarsi innanzi al sindaco trascorsi 30 giorni, per attestare definitivamente la loro volontà.

Chi scrive non può che manifestare grande amarezza per i contenuti, ma anche i modi in cui la Riforma è stata attuata.

In pratica, il nostro legislatore, ha messo sullo stesso piano l"aumento del tasso moratorio per evitare il mancato rispetto della sentenza di condanna e la scelta dei coniugi di porre fine al loro matrimonio senza il preventivo vaglio del Giudice.

Strano Paese, l"Italia: un Paese in cui occorrono tre anni per divorziare, dopo la separazione, ma dove, per separarsi, basta andare davanti al Sindaco.

E" prevedibile che molte coppie, ritenendo di risparmiare tempo e denaro, si rivolgano all"avvocato chiedendo l"applicazione della negoziazione assistita oppure, ove ne ricorrano i presupposti, optino per il "fai da te" innanzi al Sindaco.

Quanto al primo caso, è discutibile che i costi siano più contenuti, considerata la responsabilità nuova e maggiore che finisce col gravare in capo al Legale; sui tempi, poi, è prevedibile che il pubblico ministero impieghi tutt"altro che poco per "autorizzare" l"accordo.

Quanto alla procedura "amministrativa", che ne è della tutela dei diritti ? Il vaglio dell"autorità giurisdizionale sugli effetti dello scioglimento dell"unione coniugale non rappresenta una perdita di tempo, ma una garanzia del rispetto di alcuni diritti fondamentali. E anche l"avvocato, nel suo "piccolo", ha comunque la competenza professionale per consigliare le parti, ad esempio, in ordine ai diritti del coniuge economicamente debole onde evitare rinunce preventive all"assegno che poi possono costare care. Ma il Sindaco ? Certamente versiamo in una materia sulla quale il Sindaco non ha alcuna competenza.

In pratica, quindi, si corre il rischio di mettere a repentaglio diritti importanti per "risparmiare" sui tempi della procedura, senza peraltro che il risparmio sia garantito, tutt"altro.

Una riforma così importante, che tocca profili fondamentali inerenti i diritti delle persone, andava diversamente meditata, e non certo introdotta con un decreto legge con il quale si pretende di accorciare i tempi della giustizia tramite "un coacervo" di misure diverse, da un lato inserendo istituti nuovi (la conciliazione, ad esempio), dall"altro contraendo le ferie dei magistrati.

Il matrimonio è un istituto da tempo in crisi; la famiglia, e i modi in cui l"unione familiare si esprime, è cambiata. Sono questioni, queste, che meriterebbero un trattamento diverso da quello riservato: il diritto di famiglia è completamente cambiato da quando, nel 1975, fu riformato. Ed oggi occorre una nuova riforma, coerente e globale, che rispecchi il nuovo modo di sentire e tenga conto della nuova realtà sociale: unioni omosessuali, famiglia di fatto, i nuovi "modi" della procreazione (dalla fecondazione eterologa alla maternità surrogata), l"esigenza di ri equilibrare i rapporti tra coniugi con la separazione (e non quindi imporre a uno di corrispondere all"altro un assegno per mantenere il vecchio tenore di vita: tenore che, con la separazione, quasi mai è possibile conservare).

Purtroppo, invece, l"impressione è che non ci sia alcuna volontà del legislatore nella direzione indicata. A colpi di "sciabola", si continua a intervenire qua e là, aumentando le incertezze, senza coerenza, senza alcuna considerazione di ciò che davvero, per una buona giustizia, sarebbe indispensabile fare.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati