Articoli, saggi, Reo, vittima -  Gasparre Annalisa - 2014-11-15

A PROPOSITO DI VITTIME DI REATO: STUDI E APPROFONDIMENTI - Annalisa GASPARRE

Inizialmente considerata mero "oggetto" su cui ricadeva l'azione delittuosa, l'offeso si è visto via via riconosciuto un ruolo sempre più importante nel sistema dei delitti e delle pene.

Si riscontra sovente che la vittima è strumentalizzata dal potere politico per sostenere legislazioni sicuritarie e repressive; tali scelte politico-criminali utilizzano il dolore delle vittime e dei familiari, nonché il senso di insicurezza collettivo, per mettere in atto leggi idonee ad offrire una sicurezza solamente "simbolica" e "temporanea", non mancando di risolversi, addirittura, in provvedimenti che – paradossalmente – possono essere criminogeni, perché connotati da elementi che determinano un "disorientamento" culturale e sociale.

Ma chi è la vittima e come viene considerata nella legislazione? Un tentativo di abbozzare risposte può trovarsi nei saggi editi da Aracne Editrice e disponibili anche in ebook http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/autori.html?auth-id=285353 (La vittima del reato, La vittima nel processo, La giustizia riparativa, Vittima: oltre lo stereotipo, Politica criminale victim oriented?).

Ampio spazio è dato allo specifico ruolo attribuito al c.d. soggetto passivo del reato già a partire dalla formulazione delle fattispecie di diritto penale (sia nelle norme di c.d. parte generale che in quelle di c.d. parte speciale) ai fini di una loro più corretta interpretazione.

Sul piano processuale, si cerca di offrire una chiave di lettura per comprendere le ragioni in base alle quali l'ordinario processo penale italiano non riserva un posto di primo piano alla vittima; tuttavia, si evidenzia come questa scelta non si trasforma in completo disinteresse nei confronti dell'offeso, giacché il rito offre possibili sbocchi, poteri e facoltà – diversificate a seconda della fase procedimentale –, che possono essere sfruttate dal difensore dell'offeso.

Non dimenticata, ma neppure sufficientemente tutelata, preso atto che l'ordinario processo penale non sia idoneo ad offrire adeguata tutela alla vittima e un ristoro "globale" rispetto alle conseguenze ad ampio spettro che subisce, si richiamano altri percorsi o modelli di giustizia che possono essere intrapresi a questo scopo; si dà, inoltre, spazio all'analisi delle aperture dell'ordinamento italiano al c.d. paradigma riparativo (La giustizia riparativa).

Il percorso in cui si snoda l'opera – acquistabile anche in volumetti separati - parte dall'analisi della graduale consapevolezza del ruolo della vittima per la comprensione del processo che induce all'acting-out e dalla necessità di mettere in rilievo la vittimizzazione – a vari livelli – susseguente al crimine, ai fini di individuare gli elementi indispensabili da tenere in considerazione nelle scelte politico-criminali a salvaguardia delle vittime (Vittima: oltre lo stereotipo). Si passa, poi, all'analisi del diritto vigente, sia sostanziale che processuale (La vittima del reato e La vittima nel processo). Infine, si cerca di valutare criticamente le scelte operate dal legislatore, soprattutto in riferimento al dato di comune esperienza che indica come il potere politico sfrutta l'allarme sociale per mettere in atto scelte politico-criminali – teoricamente ispirate ad un maggiore controllo della criminalità – ma, di fatto, criminogene (Politica criminale victim oriented?).



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