Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2015-12-08

ABBANDONO DI ANIMALI, DECRETO PENALE DI CONDANNA E SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE - Cass. pen. 41450/15 - A.G.

- contravvenzione di abbandono di animali, art. 727 c.p.

- sentenza di non doversi procedere perchè il fatto non sussiste

- il GIP, richiesto di decreto penale di condanna, non è tenuto ad approfondire ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

La vicenda è la seguente: un cane si trovava da solo sulla strada e veniva investito. Di qui l'accusa di abbandono di animali in capo al proprietario.

Per il GIP, investito della richiesta di decreto penale di condanna, il fatto non sussiste perchè il proprietario assente poteva essersi allontanato temporaneamente, non sussistendo il fatto di abbandono penalmente perseguito.

Il pubblico ministero però ricorre in Cassazione evidenziando che il proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. è consentito solo di fronte all'evidenza della prova positiva dell'innocenza dell'imputato o di impossibilità di acquisire la prova della sua colpevolezza e non anche quando la prova risulti mancante, insufficiente o contraddittoria.

La Cassazione annulla la sentenza per trasmettere gli atti al Tribunale. Infatti la sentenza di proscioglimento è stata pronunciata a seguito di una valutazione del GIP avente carattere "di merito" circa la mancanza di certezza della prova dell'abbandono del cane sulla strada ove poi venne investito dall'auto. Il giudice, in quella fase del procedimento, doveva fermarsi all'attività di mera constatazione (che lo avrebbe condotto certamente a conclusioni ben diverse) senza svolgere un'attività di apprezzamento e approfondimento, non consentita ai fini della pronuncia ex art. 129 c.p.p..

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Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 02-10-2015) 16-10-2015, n. 41540 - Pres. Squassoni - Rel. Orilia

sentenza

sul ricorso proposto da:

PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D'APPELLO DI PALERMO;

nei confronti di:

A.V. N. IL (OMISSIS);

avverso la sentenza n. 1700/2012 GIP TRIBUNALE di MARSALA, del 05/06/2014;

sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LORENZO ORILIA;

sentite le conclusioni del PG Dott. Corasaniti Giuseppe (inammissibilità).

Svolgimento del processo

1. Con sentenza 5.6.2014 il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Marsala, disattendendo la richiesta di decreto penale di condanna formulata ex art. 459 c.p.p. dal Pubblico Ministero, ha dichiarato, ai sensidell'art. 129 c.p.p., non doversi procedere nei confronti di A.V. in ordine al reato di abbandono di animali (art. 727 c.p.) perchè il fatto non sussiste.

Per giungere a tale conclusione, il giudicante ha osservato che la oggettiva presenza del cane sulla strada ove venne investito senza il proprietario di per sè non esprime in termini di certezza l'abbandono dell'animale da parte dell' A., ben potendo lo stesso essersi allontanato temporaneamente.

Il Pubblico Ministero ricorre per cassazione denunziando violazione di legge perchè l'art. 129 c.p.p. consente il proscioglimento solo in caso di evidenza della prova positiva dell'innocenza dell'imputato o di impossibilità di acquisire la prova della sua colpevolezza e non anche quando la prova risulti mancante, insufficiente o contraddittoria ai sensi dell'art. 530 c.p.p., comma 2.

Ritiene inoltre la violazione dell'art. 727 c.p. perchè anche l'allontanamento temporaneo dell'animale ipotizzato dal giudice integra la contravvenzione contestata.

Motivi della decisione

Il ricorso è fondato.

A norma dell'art. 129 c.p.p. richiamato dall'art. 459 c.p.p., comma 3, il giudice, quando non accoglie la richiesta di emissione del decreto penale avanzata dal pubblico ministero, se non deve pronunciare sentenza di proscioglimento a norma dell'art. 129, gli restituisce gli atti. Come infatti ha già affermato questa Corte, il giudice per le indagini preliminari può prosciogliere la persona nei cui confronti il P.M. abbia avanzato istanza di decreto penale di condanna, solo nel caso in cui risulti evidente la prova positiva dell'innocenza dell'imputato ovvero quella negativa della sua colpevolezza nel senso della radicale impossibilità di acquisirla: siffatta pronuncia non può invece essere adottata nel caso in cui il giudice, per addivenire alla medesima, debba procedere ad operazioni di comparazione e valutazioni di dati riservate ad una fase da svolgersi in contraddittorio tra le parti (tra le varie, cass. Sez. 5, Sentenza n. 14981 del 24/03/2005 Cc. dep. 21/04/2005 Rv. 231461; Sez. 6, Sentenza n. 29538 del 27/06/2013 Cc. dep. 10/07/2013 Rv. 256149).

Più in particolare, è stato affermato che il giudice per le indagini preliminari può prosciogliere la persona nei cui confronti il Pubblico Ministero abbia richiesto l'emissione di decreto penale di condanna solo per una delle ipotesi tassativamente indicate nell'art. 129 c.p.p. e non anche perchè la prova risulti mancante, insufficiente o contraddittoria ai sensi dell'art. 530 c.p.p., comma 2, posto che queste categorie, in quanto non richiamate dall'art. 129 c.p.p., possono acquisire rilievo soltanto quando le parti, compreso il P.M., abbiano potuto esercitare compiutamente, nella sede a ciò destinata, il diritto alla prova (cfr. Sez. 3, Sentenza n. 45934 del 09/10/2014 Cc. dep. 06/11/2014 Rv. 260941).

Nel caso di specie, però, si è verificata proprio tale ultima ipotesi, perchè dalla stessa sentenza impugnata risulta proprio una valutazione del giudice di merito circa la mancanza di certezza della prova dell'abbandono del cane sulla strada ove poi venne investito dall'auto: l'errore del giudice di merito sta, in effetti, nel non essersi fermato all'attività di mera constatazione (che lo avrebbe condotto certamente a conclusioni ben diverse) ma nell'avere invece compiuto un'ulteriore attività di apprezzamento e approfondimento, non consentita ai fini della pronuncia exart. 129 c.p.p..

La sentenza va pertanto annullata senza rinvio. Gli atti in ogni caso vanno trasmessi al Tribunale di Marsala per l'ulteriore corso.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata senza rinvio con trasmissione degli atti al Tribunale di Marsala.

Così deciso in Roma, il 2 luglio 2015.

Depositato in Cancelleria il 16 ottobre 2015



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