Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Gasparre Annalisa - 2016-03-16

ABBANDONO DI ANIMALI IN CUSTODIA: I PROPRIETARI SI OPPONGONO ALL'ARCHIVIAZIONE – Cass. pen. 12912/15 - A.G.

Se nell"opposizione alla richiesta di archiviazione si indicano indagini suppletive, il GIP non può svolgere considerazioni nel merito circa il probabile esito delle stesse, dovendo procedere in contraddittorio in camera di consiglio.

Le persone offese del reati dai reati di danneggiamento e uccisione di animali da parte di persone che ne avevano la custodia e di elusione del provvedimento del giudice civile (che ne aveva disposto la custodia degli animali prima che i proprietari ne riprendessero possesso e cura) ricorrevano davanti al giudice di legittimità avverso l"archiviazione disposta dal GIP. Già la Procura aveva chiesto l"archiviazione e le persone offese avevano esercitato il diritto di opposizione, tuttavia, il GIP dichiarava inammissibile l"opposizione.

La suddetta opposizione richiedeva l"espletamento di indagini suppletive volte a verificare la condotta dei custodi degli animali, ritenuta la custodia omessa giacché era derivato l"abbandono degli animali a se stessi in un arco temporale precedente il termine imposto dal giudice civile ai proprietari perché riprendessero il possesso degli animali.

La Corte di Cassazione chiarisce che non è consentito al GIP obliterare alla regola del contraddittorio, anticipando valutazioni di merito in ordine alla fondatezza o all"esito delle indagini suppletive indicate, in quanto l"opposizione è finalizzata a sostituire il provvedimento de plano con il rito in camera di consiglio.

Può invece essere dichiarata l"inammissibilità dell"opposizione della persona offesa nei casi tassativi: se tardiva o priva di indicazione dell"oggetto di investigazione suppletiva.

A proposito di tutela degli animali, con approfondimento dei "nuovi" reati contro gli animali per cui si ritiene superato l"art. 638 c.p., Gasparre, "Diritti degli animali. Antologia di casi giudiziari oltre la lente dei mass media" (Key Editore, 2015).

Per un approfondimento sui poteri della persona offesa dal reato, Gasparre, "La vittima nel processo" (Aracne, 2013) e "Vittimologia e politica criminale: un matrimonio necessario" (Key Editore, 2014).

Cass. pen. Sez. II, Sent., (ud. 05-03-2015) 26-03-2015, n. 12912 – Pres. Petti, Rel. Iannelli

P.S., Pi.Ma.An.Ri., P. R. e P.M., quali persone offese nel procedimento penale contro persone da individuare, indagate per i delitti di cui agli artt. 388 bis e 638 c.p. ricorrono, tramite difensore, per cassazione avverso il decreto di archiviazione, datato 30.6.2014 del gip del tribunale di Sassari che dichiarava inammissibile con provvedimento de plano la opposizione avverso il predetto decreto perchè "la notitia criminis" è priva di fondamento e conseguentemente perchè non si ravvisa la rilevanza delle indagini suppletive richieste....".

Replica la difesa dei ricorrenti che, a fronte della richiesta di indagini suppletive in merito alle fattispecie denunciate, le valutazioni giudiziali si palesano funzionali alla valutazione della fondatezza o meno della notitia criminis, con l'esercizio di ampi poteri discrezionali del giudicante incidenti sul merito della vicenda sottoposta a suo giudizio. La fattispecie di causa era costituita da una denuncia con la quale si segnalavano atti di danneggiamento e di uccisione di animali da parte di persone che ne avevano la custodia, nonchè attività di elusione di un provvedimento del giudice civile che aveva disposto la custodia degli animali prima che i legittimi proprietari ne riprendessero il possesso e la cura. Veniva chiesto di conseguenza l'espletamento di indagini suppletive volte da un lato a verificare la condotta di coloro che avessero in custodia gli animali, custodia omessa nella misura in cui da essa fosse derivata l'abbandono degli animali a se stessi tanto che alcuni erano morti, ed altri malnutriti e in precarie condizioni di salute, situazione verificatasi prima che fosse scaduto il termine imposto dal giudice civile ai proprietari degli animali perchè ne riprendessero il possesso.

Il ricorso è fondato e pertanto va accolto.

Invero in tema di opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione - ancorchè l'inammissibilità possa essere ricollegata, oltre che alla carenza dei requisiti di legittimazione e tempestività, all'enunciazione di temi di prova estranei rispetto all'ipotesi formulata - non è consentito al Gip, in presenza di temi suppletivi di indagine, anche se di presumibile scarsa incidenza, obliterare la regola del contraddittorio, anticipando valutazioni di merito in ordine alla fondatezza o all'esito delle indagini suppletive indicate, in quanto l'opposizione è preordinata esclusivamente a sostituire il provvedimento "de plano" con il rito camerale. Occorre ribadire la regola alla cui stregua a fronte della opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione, deve conseguire, di norma, la decisione nel contraddittorio delle parti. I due casi in cui il diritto della persona offesa al contraddittorio viene meno devono risultare oggetto di stretta e rigorosa interpretazione: così come l'opposizione è inammissibile se proposta fuori del termine indicato dall'art. 409 c.p.p., comma 1, lo è anche allorchè la persona offesa non abbia indicato l'oggetto della investigazione suppletiva ed i relativi elementi di prova ex art. 410 c.p.p., comma 1. Nessuna valutazione in merito alla congruenza o meno dell'oggetto della investigazione ovvero in merito alla rilevanza ai fini della decisione degli elementi di prova dedotti dalla persona offesa è consentita se non in seguito al contraddittorio instaurato dal giudice (v., per tutte, Sez. 3, 20.3/5.6.2013, p.o. in proc. Milardi, Rv.255457).

PQM

Annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dispone la trasmissione degli atti al tribunale di Sassari.

Così deciso in Roma, il 5 marzo 2015.

Depositato in Cancelleria il 26 marzo 2015



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