Articoli, saggi, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2014-09-20

ABUSI EDILIZI: GLI OBBLIGHI DEI NOTAI E DELLE AZIENDE EROGATRICI DI PUBBLICI SERVIZI - Riccardo MAZZON

Il ricevimento e l'autenticazione, da parte dei notai, di atti nulli in conseguenza di sanzioni civili collegate a violazioni edilizie - non convalidabili - costituisce violazione dell'articolo 28 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, e successive modificazioni, e comporta l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge medesima:

"in tema di responsabilità disciplinare dei notai, poiché il divieto (imposto dall'art. 28, comma 1 n. 1, l. n. 89 del 1913) di ricevere atti "espressamente proibiti dalla legge" riguarda gli atti affetti da nullità assoluta, e non da mera annullabilità, inefficacia o nullità relativa, la sanzione prevista dalla legge notarile non è applicabile a carico del notaio che abbia allegato ad un atto pubblico di compravendita un certificato di destinazione storico-urbanistica non riportante la destinazione attuale della particella compravenduta, trattandosi di atto di cui l'art. 30, comma 4 bis, d.P.R. n. 380 del 2001 non prevede la nullità assoluta, ma una invalidità sanabile, stante la possibilità di una sua "conferma" o "integrazione" anche ad opera di una sola delle parti o dei suoi aventi causa" Cass. 14.2.08, n. 3526, GCM, 2008, 2(cfr. amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -).

Tutti i pubblici ufficiali che ricevono o autenticano atti aventi per oggetto il trasferimento, anche senza frazionamento catastale, di appezzamenti di terreno di superficie inferiore a diecimila metri quadrati devono trasmettere, entro trenta giorni dalla data di registrazione, copia dell'atto da loro ricevuto o autenticato al dirigente o responsabile del competente ufficio del comune ove è sito l'immobile: in tal caso, sono esonerati da responsabilità inerente al trasferimento o alla divisione dei terreni.

Sempre allo scopo di disincentivare l"abusivismo edilizio, è vietato a tutte le aziende erogatrici di servizi pubblici somministrare le loro forniture per l'esecuzione di opere prive di permesso di costruire, nonché ad opere in assenza di titolo iniziate dopo il 30 gennaio 1977 e per le quali non siano stati stipulati contratti di somministrazione anteriormente al 17 marzo 1985:

"in tema di stazioni radio base per la telefonia cellulare, allorché sia scaduta e non più rinnovata la concessione per l'assegnazione al gestore di una porzione di terreno per l'installazione dell'impianto, ma l'abusività della realizzazione edilizia sia da escludersi in forza della perdurante efficacia del titolo tacito costituito dalla DIA non inibita né revocata, è illegittimo il provedimento con il quale il Comune ordini alla Società che fornisce l'energia elettrica di disattivare la fornitura stessa alla struttura (l'impianto di telefonia) sull'assunto che essa sarebbe divenuta abusiva, e quindi si verserebbe nell'ipotesi contemplata dall'art. 48, d.P.R. n. 380 del 2001 (il quale vieta a tutte le aziende erogatrici di servizi pubblici di somministrare le loro forniture per l'esecuzione di opere prive di permesso di costruire, ovvero per effetto del comma 3 bis della disposizione, prive di DIA): infatti, gli effetti della denuncia di inizio attività sono indipendenti dalla convenzione-concessione per l'assegnazione del terreno" T.A.R. Veneto Venezia, sez. II, 30/06/2008, n. 1874 Soc. V. c. (avv. Mantovan) c. Com. Villafranca Padovana , Soc. E. c. (avv. Costa) Foro amm. TAR 2008, 6, 1624 (s.m.).

Il richiedente il servizio è tenuto ad allegare alla domanda una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, indicante gli estremi del permesso di costruire, o, per le opere abusive, gli estremi del permesso in sanatoria, ovvero copia della domanda di permesso in sanatoria corredata della prova del pagamento delle somme dovute a titolo di oblazione per intero nell'ipotesi dell'articolo 36 del T.U. dell"edilizia e limitatamente alle prime due rate nell'ipotesi dell'articolo 35 della legge 28 febbraio 1985, n. 47; il contratto stipulato in difetto di tali dichiarazioni è nullo e il funzionario della azienda erogatrice, cui sia imputabile la stipulazione del contratto stesso, è soggetto ad una sanzione pecuniaria da 2582 a 7746 euro; per le opere che già usufruiscono di un servizio pubblico, in luogo della documentazione di cui al precedente comma, può essere prodotta copia di una fattura, emessa dall'azienda erogante il servizio, dalla quale risulti che l'opera già usufruisce di un pubblico servizio. Per le opere iniziate anteriormente al 30 gennaio 1977, in luogo degli estremi della licenza edilizia può essere prodotta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata dal proprietario o altro avente titolo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, attestante che l'opera è stata iniziata in data anteriore al 30 gennaio 1977; tale dichiarazione può essere ricevuta e inserita nello stesso contratto, ovvero in documento separato da allegarsi al contratto medesimo.

Dette disposizioni si applicano anche agli interventi edilizi suscettibili di realizzazione mediante denuncia di inizio attività ai sensi dell'articolo 22, comma 3 (D.I.A.), eseguiti in assenza della stessa.

Al fine di consentire una più penetrante vigilanza sull'attività edilizia, è fatto obbligo alle aziende erogatrici di servizi pubblici ed ai funzionari cui sia imputabile la stipulazione dei relativi contratti di somministrazione di comunicare al sindaco del comune ove è ubicato l'immobile le richieste di allaccio ai pubblici servizi effettuate per gli immobili, con indicazione della concessione edilizia ovvero della autorizzazione ovvero degli altri titoli abilitativi, ovvero della istanza di concessione in sanatoria presentata, corredata dalla prova del pagamento per intero delle somme dovute a titolo di oblazione; l'inosservanza di tale obbligo comporta, per ciascuna violazione, la sanzione pecuniaria da euro 10.000 ad euro 50.000 nei confronti delle aziende erogatrici di servizi pubblici, nonché la sanzione pecuniaria da euro 2.582 ad euro 7.746 nei confronti del funzionario della azienda erogatrice cui sia imputabile la stipulazione dei contratti.

Si veda, in argomento, la seguente pronuncia:

"l'opera costruita in occasione di lottizzazione abusiva non costituisce un bene in senso giuridico, e non può formare oggetto di diritti (art. 810 c.c.). È un corpo estraneo all'ordinamento, e dunque deve presupporsi come automatica ed incondizionata la demolizione, che è l'effetto previsto dalla norma sulla lottizzazione abusiva, l'art. 18 l. 28 febbraio 1985, n. 47, costituente con l'art. 19, stessa legge, un unico contesto normativo (ora art. 30 e 48 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380); mentre l'acquisto derivante dalla confisca medesima è limitato al solo terreno. Fondamento della demolizione è il fatto che le opere, per la loro contrarietà al diritto, costituiscono un tamquam non esse t, privo della qualità di bene secondo l'art. 810 c.c. Discende da qui l'automaticità ed incondizionatezza della demolizione prevista dall'art. 18" Trib. Bari 9.2.05, n. 250, Giurisprudenzabarese.it, 2005.



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