Legislazione e Giurisprudenza, Espropriazioni per pubblica utilità -  Conzutti Mirijam - 2015-01-27

ACCESSIONE INVERTITA ANNO 1968, NO PRESCRIZIONE,SI RISARCIMENTO- S.U. 735/15 - CONZUTTI Mirijam

PRINCIPIO DI DIRITTO

L'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità all'acquisto dell'area da parte della PA e il privato ha il diritto a chiederne la restituzione salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno. Il privato, inoltre, ha il diritto al risarcimento dei danni per il periodo non coperto dall'eventuale occupazione legittima, durante il quale ha subito la perdita delle utilità ricavabili dal terreno e ciò sino al momento della restituzione ovvero sino al momento in cui ha chiesto il risarcimento del danno per equivalente, abdicando alla proprietà del terreno. Ne consegue che la prescrizione quinquiennale del diritto al risarcimento dei danni decorre dalle singole annualità, quanto al danno per la perdita di godimento, e dalla data della domanda, quanto alla reintegrazione per equivalente.

Nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilità, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio il risarcimento del danno è liquidato in misura pari al valore venale del bene.

La Corte dichaira costituzionalmente illegittima la cd occupazione acquisitiva ( cfr.Corte Cost 349/07)

La trasformazione irreversibile dell'area comporta necessarimente l'acquisto della stessa da parte di chi ha realizzato le opere. La disposizione ( art 55 comma 1 dpr 327/01) non ha, però, valore generale essendo limitata alla utilizzazione dei suoli per finalità di edilizia residenziale pubblica, agevolata e convenzionata, inoltre mancano due reuiqisiti essenziali per l'occupazione acquisitiva ovvero l'irriversibilità della destinazione del suolo privato a parte integrente di un'opera pubblica e un soggetto pubblico. Tale norme è stata fino ad ora considerata l'adentellato noramtivo per superare la criticità dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, tuttavia ciò non è più possibile alla luce dei principi dell'art 1 del protocollo addizionale Cedu.

Dal punto di vista risarcitorio, il risarcimento prende in considerazione l'occupazione acquisitiva " solo dall'esterno, come un dato di fatto" e le erogazioni derivanti da una occupazione sono utili ai soli fini descritivi della fattispecie che viene qualificata come acquisitiva senza che ne derivi l'effetto dell'accessione invertita. Ne consegue che l'espunzione dell'istituto dall'ordinamento non contrasta con le norme viventi e non implica alcuna rinuncia al diirtto di proprietà ovvero del suo risarcimento.

La normativa vigente pur avento storicamente presupposto l'occupazione acquisitiva non richiede necessariamente un contesto nel quale la stessa dia luogo all'acquisizione del terreno in mano pubblica con esclusione della restituzione al proprietario. La normativa prende in considerazione l'eventuale risarcimento del danno che spetta al proprietario nel caso di illecito utilizzo del terreno, ma non esclude affatto la restituzione dello stesso.

Conclude la Suprema Corte affermando che, alla luce della costante giurisprudenza della Corte di Strasburgo, quando il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, l'occupazione e la manipolazione del bene immobile di un privato da parte della PA si configurano indipendentemente dalla sussistenza o meno di una dichiarazione di pubblica utilità, come un illecito di diritto comune che determina non il trasferimento della proprietà in capo alla Pa ma la resposabilità di questa per i danni.

In particolare, con riguardo all'occupazione acquisitiva, viene meno la configurabilità dell'illecito istantaneo con effetti permanenti e, conformemente a quanto ritenuto per la cd occupazione usurpativa, se ne deve affermare la nautra di illecito permanente che viene a cessare solo per effetto della restituzione, di un accorto transattivo, della compiuta usucapione che lo ha trasformato o della rinuncia del proprietario al suo diritto.

Infine, i Giudici dissipano ogni dubbio circa il diritto del proprietario ad ottenere il controvalore dell'immobile nella sua titolarità; infatti, in alternativa alla restituzione, al proprietario è sempre concessa l'opezione risarcitoria con una implicita rinucia al diritto dominicale sul fondo irriversibilmente trasformato. Tale rinuncia ha un carattere abdicativo e non traslativo, da essa non consegue, pertanto, l'effetto automatico di acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione.



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