Legislazione e Giurisprudenza, Processo di esecuzione -  Provenzali Laura - 2014-08-22

ACCETTAZIONE TACITA DELL'EREDE E TRASCRIZIONE DEL CREDITORE PROCEDENTE - CASS.11638/2014 - Laura PROVENZALI

La Corte di Cassazione, con Sentenza n. 11638/ 2014, ha recentemente affrontato i temi della accettazione tacita dell'eredità e della continuità delle trascrizioni, con particolare riguardo, per quanto concerne l'espropriazione immobiliare, alla possibilità, per il creditore procedente, di trascrivere, a sua cura e spese, l'accettazione tacita dell'erede-debitore esecutato.

Nella articolata pronuncia in commento, gli Ermellini hanno affermato i seguenti principi di diritto:

" In materia di espropriazione immobiliare, qualora sia sottoposto a pignoramento un diritto reale su un bene immobile di provenienza ereditaria e l'accettazione dell'eredità non sia stata trascritta a cura dell'erede – debitore esecutato, il creditore procedente, se il chiamato all'eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell'eredità, può' richiedere, a sua cura e spese, la trascrizione sulla base di quell'atto, qualora esso risulti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata od accertata giudizialmente, anche dopo la trascrizione del pignoramento, ripristinando cosi la continuità' delle trascrizioni ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2650 c.c., comma 2, purché prima dell'autorizzazione alla vendita ai sensi dell'articolo 569 c.p.c.

Se, invece, il chiamato all'eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell'eredità ma questo non sia trascrivibile, perché non risulta da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, ovvero se si assume che l'acquisto della qualità di erede sia seguito ex lege ai fatti di cui agli articoli 485 o 527 cod. civ., non risultando questo acquisto dai pubblici registri, la vendita coattiva del bene pignorato ai danni del chiamato presuppone che la qualità di erede del debitore esecutato sia accertata con sentenza."

"In materia di espropriazione immobiliare esattoriale (ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, articoli 78 e ss., nel testo vigente prima delle modifiche apportate dal Decreto Legge n. 69 del 2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 98 del 2013), qualora sia sottoposto a pignoramento un diritto reale su un bene immobile di provenienza ereditaria e l'accettazione dell'eredità non sia stata trascritta a cura dell'erede – debitore esecutato, l'agente della riscossione, se il chiamato all'eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell'eredità, può richiedere, a sua cura e spese, la trascrizione sulla base di quell'atto, qualora esso risulti da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata od accertata giudizialmente, prima di disporre la vendita ai sensi dell'articolo 78;

Se, invece, il chiamato all'eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell'eredità ma questo non sia trascrivibile, perché non risulta da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, ovvero se si assume che l'acquisto della qualità di erede sia seguito ex lege ai fatti di cui agli articoli 485 o 527 c.c., non risultando questo acquisto dai pubblici registri, la vendita ai sensi dell'articolo 78 potrà essere disposta soltanto dopo che la qualità di erede del debitore esecutato sia accertata con sentenza."

La vicenda trae origine dall'esecuzione immobiliare esattoriale avviata dall'Agente della Riscossione mediante avviso di vendita ai sensi dell'art. 78 del D.P.R.  n. 602 del 1973, dichiarata improcedibile, con ordinanza, dal giudice dell'esecuzione, stante la mancata prova dell'accettazione dell'eredità del bene pignorato in capo all'esecutato.

Avverso tale ordinanza l'Agente della Riscossione proponeva al Tribunale di Terni opposizione agli atti esecutivi, sostenendo di aver allegato nel giudizio di esecuzione una voltura catastale idonea a comprovare l'accettazione dell'eredità attraverso il compimento di atti di disposizione del bene pignorato da parte dell'esecutato ; sosteneva, inoltre, che la continuità delle trascrizioni sarebbe stata assolta con la trascrizione della denuncia di successione da parte dell'ufficio preposto.

Il Tribunale del luogo rigettava l'opposizione ritenendo l'accettazione tacita dell'eredità non sufficiente a rendere procedibile l'esecuzione nei confronti dell'erede che non risulti tale dai registri immobiliari e che la trascrizione dell'acquisto mortis causa , ex art. 2648 C.C., debba precedere la trascrizione dell'atto di pignoramento contro l'erede, allo scopo di garantire, da un lato, il rispetto del principio della continuità delle trascrizioni e, dall'altro, l'accertamento della titolarità, in capo all'esecutato, del diritto reale oggetto dell'espropriazione.

L'Agente della Riscossione avanzava pertanto ricorso straordinario agli Ermellini denunciando, con unico motivo, l'errata interpretazione delle norme sull'accettazione dell'eredità' e sulla continuità delle trascrizioni.

La Corte di Cassazione ha chiarito, in primo luogo, che nel processo esecutivo spetta al giudice dell'esecuzione verificare, d'ufficio, la titolarità in capo al debitore esecutato del diritto reale pignorato sul bene immobile, avvalendosi della documentazione depositata dal creditore procedente - o disponendone l'integrazione ai sensi dell'articolo 567 C.P.C. - dalla quale deve risultare la trascrizione di un titolo di acquisto in suo favore.

Laddove il pignoramento riguardi un bene immobile del quale il creditore procedente assuma la titolarità in capo al debitore esecutato per acquisto mortis causa, posto che l'eredità si acquista con l'accettazione, la verifica del giudice dell'esecuzione avrà ad oggetto la trascrizione dell'accettazione espressa o tacita dell'eredità.

La Suprema Corte osserva quindi che la trascrizione dell'accettazione dell'eredità è regolata dall'art. 2648 C.C. [1] a mente del quale l'accettazione espressa si opera in base alla dichiarazione del chiamato all'eredità, contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente mentre l'accettazione tacita deve risultare da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.

Se la trascrizione dell'acquisto mortis causa, espressa o tacita, ad opera dell'erede, è stata trascritta prima della trascrizione del pignoramento, la verifica del giudice dell'esecuzione potrà dirsi positivamente conclusa con conseguente assoggettabilità del bene ad esecuzione .

In mancanza di trascrizione dell'accettazione proveniente dall'erede, se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano accettazione tacita dell'eredità, meglio individuati a seguire, è pacifico che la richiesta di trascrizione possa provenire anche dal creditore di colui che abbia assunto la qualità di erede accettando tacitamente mediante atto che rivesta le forme anzidette, così come disciplinato dall'articolo 2648 , comma 3 C.C.

Sulla base di questi assunti, si tratta quindi di stabilire, nel caso di specie, quali effetti attribuire, ai sensi dell'articolo 2650, comma 1 C.C., alla trascrizione del pignoramento effettuata in mancanza della trascrizione dell'accettazione e, ai sensi dell'articolo 2650 , comma 2 C.C., alla trascrizione tardiva dell'atto anteriore comportante accettazione tacita dell'eredità [2].

In altri termini se, in tema di espropriazione immobiliare, la qualità di erede rileva sul piano processuale o sostanziale.

Il ragionamento svolto dagli Ermellini muove dall'assunto che il chiamato all'eredità non acquista tale diritto fino al momento dell'accettazione e, laddove questa sia avvenuta, espressamente o tacitamente, l'acquisto si sarà determinato al momento dell'apertura della successione.

La qualità di erede non rileva, pertanto, al fine di individuare il soggetto passivo del processo esecutivo, quindi sul piano processuale, quanto, piuttosto, sul piano sostanziale, quale titolo dell'acquisto del diritto reale sul bene immobile pignorato, con la conseguenza che il soggetto passivo dell'esecuzione si assume essere debitore in proprio e l'acquisto della qualità anzidetta di erede prescinde dalla trascrizione dell'accettazione dell'eredità.

L'effetto della trascrizione, nell'espropriazione immobiliare - prosegue la Suprema Corte - è assicurare il rispetto del principio della continuità delle trascrizioni, di cui all'articolo 2650 C.C., conferendo efficacia alle successive trascrizioni o iscrizioni eseguite a carico dell'erede e relative a beni dell'eredità, ragion per cui essa non si configura quale presupposto processuale che deve esistere nel momento di avvio dell'azione esecutiva, potendo anche essere effettuata in momento successivo, purché anteriore alla vendita coattiva.

In conclusione, una volta trascritta l'accettazione di eredità e ripristinata sul piano sostanziale la continuità delle trascrizioni, pur dopo la trascrizione del pignoramento, quest'ultimo manterrà i suoi effetti con la conseguenza che la trascrizione del successivo decreto di trasferimento avrà, a sua volta, effetto contro coloro che abbiano iscritto o trascritto diritti in epoca successiva alla trascrizione del pignoramento.

Il creditore procedente potrà quindi, in corso di processo esecutivo, ripristinare la continuità delle trascrizioni e ciò fino all'autorizzazione alla vendita ex art. 569 C.P.C., nelle "ordinarie" procedure esecutive ovvero, come nel caso in esame, riguardante procedura esecutiva immobiliare esattoriale promossa ai sensi degli artt. 78 e ss D.P.R. 602/1973, finché l'Agente della Riscossione non disponga la vendita.

Nel caso di accettazione tacita, la trascrizione potrà essere effettuata laddove vi sia, ai sensi dell'articolo 2648 , comma 3 C.C., un atto trascrivibile risultante da atto pubblico, da scrittura privata autenticata o da sentenza.

Per espressa disposizione di legge, comportano accettazione tacita dell'eredità la donazione, la vendita o la cessione dei diritti successori che il chiamato faccia ad un estraneo o a tutti gli altri chiamati o ad alcuno di questi (art. 477 C.C.) oppure la rinuncia ai diritti di successione fatta verso corrispettivo o a favore di alcuni soltanto dei chiamati (art.478 C.C.) .

Laddove risultino atti che, rilevanti quali comportamenti concludenti ai sensi dell'articolo 476 C.C., secondo la giurisprudenza comportino accettazione tacita dell'eredità, ma non siano contenuti in atto pubblico o in scrittura privata autenticata, non si potrà procedere immediatamente alla trascrizione dell'accettazione, necessitando una previa sentenza di accertamento della qualità di erede da assumere nelle ordinarie sedi di cognizione.

Egualmente, non potranno trascriversi immediatamente le ipotesi in cui l'acquisto mortis causa derivi dal possesso dei beni ereditari non seguito da inventario o dalla dichiarazione a norma dell'articolo 484 (art. 485 C.C.) ovvero dalla sottrazione di beni ereditari (art. 527 C.C.).

Precisa infine la Corte di Cassazione, confermando il prevalente orientamento giurisprudenziale, che la dichiarazione di successione ed il pagamento della relativa imposta, essendo adempimenti con finalità fiscale, non hanno valore di accettazione tacita dell'eredità.

Quanto alla voltura catastale (che, nel caso in esame, sembrerebbe essere stata richiesta da altro chiamato e non personalmente dal debitore esecutato), la sua rilevanza non solo fiscale ma anche civile fa si che le venga riconosciuta valenza di atto di accettazione tacita dell'eredità il quale, tuttavia, non essendo di norma recepito in atto pubblico o scrittura privata autenticata, non può essere trascritto.

In virtù dei principi esposti, escluso che nel caso di specie si avesse un'accettazione tacita dell'eredità risultante da un atto trascritto o trascrivibile ai sensi dell'articolo 2648 C.C. e ritenuti privi di valore gli argomenti della ricorrente fondati sull'avvenuta trascrizione del certificato di successione da parte dell'ufficio preposto, gli Ermellini concludono per il rigetto del ricorso dell'Agente della Riscossione.

[1] Art. 2648 C.C. Accettazione di eredità e acquisto di legato

Si devono trascrivere l'accettazione della eredità che importi acquisto dei diritti enunciati nei nn. 1, 2 e 4 dell'articolo 2643 o liberazione dai medesimi e l'acquisto del legato che abbia lo stesso oggetto.

La trascrizione dell'accettazione dell'eredità si opera in base alla dichiarazione del chiamato all'eredità, contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.

Se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano accettazione tacita dell'eredità, si può richiedere la trascrizione sulla base di quell'atto, qualora esso risulti da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. La trascrizione dell'acquisto del legato si opera sulla base di un estratto autentico del testamento.

[2] Art. 2650 C.C. Continuità delle trascrizioni

Nei casi in cui, per le disposizioni precedenti, un atto di acquisto è soggetto a trascrizione, le successive trascrizioni o iscrizioni a carico dell'acquirente non producono effetto, se non è stato trascritto l'atto anteriore di acquisto.

Quando l'atto anteriore di acquisto è stato trascritto, le successive trascrizioni o iscrizioni producono effetto secondo il loro ordine rispettivo , salvo il disposto dell'art. 2644.

L'ipoteca legale a favore dell'alienante e quella a favore del condividente, iscritte contemporaneamente alla trascrizione del titolo di acquisto o della divisione, prevalgono sulle trascrizioni o iscrizioni eseguite anteriormente contro l'acquirente o il condividente tenuto a conguaglio.



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