Articoli, saggi, Adozione, affido etero-familiare -  Cariello Maria - 2013-10-31

ADOZIONE: IL METODO DI ABBINAMENTO PRESSO IL TM DI TRIESTE - Maria CARIELLO

La scelta della coppia e l'abbinamento corretto costituiscono momento qualificante dell'adozione. Tuttavia, le norme impongono soltanto, che si segua il metodo comparativo sicché, nei vari TM italiani si sono sviluppate prassi diverse.

Si è più volte avuto occasione di ribadire, come il vero snodo sia quello dell'omogeneizzazione tra i vari servizi del territorio per quanto riguarda gli elementi da approfondire durante l'istruttoria. Accade così, che si definisca una teori­ca idoneità, invece di prevedere per quale tipo di adozione è adatta una coppia.  Certamente, un diverso metodo comporta la necessità di lavorare tra le diverse équipes coinvolte, chiarendo le procedure, le responsa­bilità ed i compiti di ognuno.

Sotto altro profilo al termine dell'istruttoria, alla coppia non viene sempre espli­citato, con chiarezza, il tipo di valutazione cui gli operatori sono giunti e le tempistiche di attesa, impedendo di acquisire un dato orientativo per le scelte di ordine esistenziale: di perseverare nell'obiettivo adottivo, piuttosto che orientarsi verso pratiche mediche, o di concedere la disponibilità ad accogliere minori in affidamento o invece di rinunciare ad ogni programma adottivo, di filiazione naturale, di affidamento.

Lavorando su queste criticità, il Tribunale per i Minorenni di Trieste, all'esito di un proficuo lavoro d'equipe, ha definito un efficace sistema operativo nell'abbinamento coppia-minore nell'adozione nazionale (descritto nel contributo allegato), offrendolo per la prima volta alla divulgazione a scopo di confronto e di ulteriore affinamento.

Significativa, la raggiunta omogeneità dei contenuti tematici nelle relazioni, tramite un sistema a punti, comprendenti sia le tematiche di legge che le ulteriori specifiche che l'esperienza ha portato ad individuare.

Degno di rilievo, il sistema di attribuzione di un rating a ciascuna coppia, da parte di una Commissione plenaria (di magistrati) e non dai servizi consultoriali, con un metodo c.d. oggettivante.

La creazione di un data-base, nel quale viene riportata la quotazione, con eventuali note esplicative, consente di avere un sistema aggiornato aperto ad integrazioni successive.

Salvaguardato (finalmente), il principio di trasparenza informativa, poiché ogni coppia riceve informazioni, del deposito della sua relazione dal consultorio redigente, dei tempi entro i quali verrà quotata dal tribunale, informata per iscritto della sua posizione consentendole così, di valutare,  l'opportunità o meno del rinnovo della domanda.



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