Legislazione e Giurisprudenza, Finalità della legge, destinatari -  Mottola Maria Rita - 2014-02-06

AdS: ASSISTERE E ACCOMPAGNARE – Ord. Cass., sez. VI, 4.2.2014, n. 2364, Pres. Di Palma, Rel. Acierno - Maria Rita MOTTOLA

L'ordinanza della Corte che dichiara inammissibile il ricorso avverso la decisione della Corte d'Appello dell'Aquila consente di richiamare l'attenzione su alcuni aspetti essenziali dell'AdS che ancora sfuggono ai più.

La Cassazione nega che l'amministrazione debba essere aperta solo a favore di chi presenta gravi disturbi psichici che determinerebbero l'incapace di intendere e di volere, portando l'amministrato a non poter assumere in piena libertà le decisioni inerenti la gestione del suo patrimonio. Conferma anche la nomina in capo a soggetto estraneo alla famiglia, ritenendola una questione di fatto demandata al giudice del merito ma, nel contempo, accogliendo favorevolmente la tesi della Corte territoriale che escludeva il coinvolgimento di parenti in presenza di gravi dissidi interni alla famiglie e, almeno per uno di loro, anche con lo stesso interessato

L'istituto è strumento di ausilio e aiuto, accompagna e non prevarica, ascolta e non impone, amministra e non dispone. Molte e variegate sono le ipotesi in cui è necessario l'aiuto per chi è fragile o inadeguato ad affrontare l'oggi, molte le occasioni di intervento anche temporanee e non definitive. L'amministrazione aggiunge e non toglie facoltà all'amministrato. L'amministrazione coglie le necessità e cerca di assecondarle, gestendo il patrimonio ma non come scopo finale, semplicemente preservandolo al fine del benessere dell'interessato. Mai l'amministratore può trovarsi in contrapposizione con l'amministrato. Se sorgessero questioni tra loro queste debbono essere risolte anche con l'intervento del G.D. ma non superate debbono essere motivo per la revoca e la sostituzione dell'amministratore.

Secondo questi sintetici richiami è evidente che la decisione della Corte accoglie e coglie nella sua essenza l'Amministrazione di Sostegno soprattutto là ove sottolinea come non sia necessario riscontrare disabilità così gravi da elidere le facoltà di discernimento, mentre dall'altro lato difficoltà fisiche possono, se complesse e concomitanti, impedire o limitare la possibilità di gestione della quotidianità.

La scelta dell'AdS deve tener conto della personalità dell'amministrato, delle sue esigenze, della sua vita familiare. In altre parole l'amministratore deve entrare in rapporto costruttivo con il beneficiario. Capacità di rapporto che non sempre coincide con l'esistenza di rapporti di parentela o affinità.

Del resto come ricorda G. K. Chesterton comprendere non vuol dire tanto sentire con tutti quelli che sentono, ma soffrire con tutti quelli che soffrono.



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