Legislazione e Giurisprudenza, Beneficiario, poteri, diritti -  Gasparre Annalisa - 2014-12-09

ADS: MANCATA AUDIZIONE BENEFICIARIA - Trib. Modena, 14.10.2014, GT Masoni - A.G.

Con il provvedimento che può leggersi per esteso, il Tribunale di Modena è pervenuto alla nomina di ADS in favore di beneficiaria affetta da: "demenza di Alzheimer in fase moderata con disturbi di comportamento, con MMSE 15,4/30, deficit dell'orientamento temporale, dell'attenzione calcolo, della memoria di richiamo, del linguaggio, dipendente nelle attività strumentali e parzialmente d quelle basali, oppositiva, agitata, aggressiva, inversione sonno veglia, disturbi dell'alimentazione, deliri, allucinazioni".

Nel caso di specie è mancata l'audizione della beneficiaria che non ha inteso comparire in udienza nonostante i reiterati inviti; tuttavia, il G.T. ha potuto provvedere avvalendosi delle fonti documentali presenti in atti, dalle quali emergeva che la beneficiaria appariva persona "psichicamente menomata", perciò soggetta a protezione secondo il disposto legislativo.

Tribunale di Modena

a scioglimento della riserva che precede,

rilevato che la beneficiaria, (Omissis) nata a (Omissis) il (Omissis) ed ivi residente via (Omissis), come da certificazione medica in atti, appare affetta da: "demenza di Alzheimer in fase moderata con disturbi di comportamento, con MMSE 15,4/30, deficit dell'orientamento temporale, dell'attenzione calcolo, della memoria di richiamo, del linguaggio, dipendente nelle attività strumentali e parzialmente d quelle basali, oppositiva, agitata, aggressiva, inversione sonno veglia, disturbi dell'alimentazione, deliri, allucinazioni". In particolare, la predetta non ha potuto essere ascoltata dal giudice, in quanto, per ben tre volte non ha inteso comparire in udienza innanzi al giudice. Dell'ultimo tentativo di convocazione in Tribunale vi è prova documentale in certificazione medica dimessa in atti (cfr. certif. medico dr. (Omissis));

che, in diritto, è noto come l'audizione del beneficiario costituisca l'atto essenziale dell'intera procedura, al punto che il disposto affidato all'art. 407 dispone che: "il giudice deve sentire personalmente la persona cui il procedimento si riferisce". Trattasi di atto doveroso, fondamentale ed irrinunciabile della procedura, indispensabile per individuare il grado di disabilità della persona, come pure per coglierne bisogni ed esigenze effettive. Per quanto nella prassi del giudizio di interdizione, ed anche per la nuova protezione, si sia posto l'annoso problema dell'omessa audizione del beneficiario rifiutatosi di comparire in udienza, ovvero si sia reso irreperibile (cfr. C. Cost. 31 marzo 1988, n. 382, in tema di procedimento di interdizione, la quale ha escluso che l'irreperibilità dell'interdicendo ritualmente accertata possa paralizzare il corso del procedimento);

che, peraltro, dispone il comma 3° dell'art. 407 c.c. che "in caso di mancata comparizione (il giudice) provvede comunque sul ricorso", nella specie potendosi provvedere sull'istanza di nomina in forza di ulteriori fonti di informazioni, cartacee e documentarie, diverse dagli esiti dell'audizione del beneficiario;

che già in passato l'Ufficio ha provveduto in termini in un procedimento di inabilitazione trasmisgrato ex art. 418 c.c. nel quale il beneficiario era già stato esaminato nella precedente fase ed in quella successiva non si era presentato in udienza (cfr. Trib. Modena 21 marzo 2005, in Giur. Merito, 2005, 753);

che, anche nella specie, devesi prescindere dall'audizione della beneficiaria, persona oltremodo oppositiva, che per tre volte si è rifiutata di comparire in udienza, all'uopo dovendosi provvedere sulle base delle abbondanti fonti documentarie presenti in atti;

che da esse emerge che la prevenuta appare persona "psichicamente menomata"(art. 404 c.c.);

che, poi, la medesima necessita di protezione, in quanto, tenuto conto della descritta patologia, risulta "impossibilitato a provvedere ai propri interessi";

che, da questo punto di vista, gli stessi si compendiano nell'espressione del consenso informato e nella gestione di libretto postale e conto corrente acceso presso Banca Popolare dell'Emilia Romagna, entrambi intestati alla sola beneficiaria;

che sono, perciò, in concreto ravvisabili i presupposti di istituzione della misura protettiva dell'amministrazione di sostegno, "con la minor limitazione possibile della sua capacità di agire" (art. 1 l. 9 gennaio 2004, n. 9);

che, nella scelta dell'amministratore va prescelta la ricorrente, in difetto di ulteriori parenti disponibili, posto che il marito e la figlia (Omissis) si sono detti risolutamente contrari alla nomina,

NOMINA

(Omissis) nata a (Omissis) il (Omissis) e residente a (Omissis), amministratore di sostegno della madre (Omissis) nata a (Omissis) il (Omissis) ed ivi residente via (Omissis), con le seguenti prescrizioni:

1) l'incarico è a tempo indeterminato;

2) l'amministratore deve adempiere l'incarico con esclusivo riguardo alla cura dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario;

3) l'amministratore avrà il potere di compiere, in nome e per conto del beneficiario, i seguenti atti:

- riscossione e gestione della pensione, con rilascio di quietanza; pensione utilizzabile per intero nella cura, assistenza ed il soddisfacimento dei bisogni di vita quotidiana della persona assistita. Con  obbligo di reinvestimento del capitale residuo in titoli obbligazionari fruttiferi (titoli di Stato o garantiti dallo Stato) e, alla scadenza, con obbligo di reinvestimento in identica o analoga tipologia di titoli;

- presentazione e sottoscrizione di eventuali istanze o denunce, anche a carattere fiscale, agli uffici pubblici, come pure prestazione del consenso informato per cure e trattamenti sanitari;

- amministrazione del libretto postale e del conto corrente e dossier titoli presso Banca Popolare dell'Emilia Romagna intestati alla beneficiaria;

4) l'amministratore deve riferire per iscritto a questo Ufficio entro il mese di ottobre di ogni anno solare circa l'attività svolta a favore del beneficiario e sulle condizioni di vita personali e sociali del medesimo; nello stesso termine è tenuto al deposito del rendiconto;

5) l'amministratore deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere, come pure, questo Ufficio, qualora vi sia dissenso con il beneficiario stesso;

7) l'amministratore è soggetto alle autorizzazioni di cui agli artt. 374, 375 e 376 c.c., per il compimento degli atti ivi indicati.

Il decreto è provvisoriamente esecutivo.

Modena, 14 ottobre 2014

Si comunichi

Il G.T.

(dott. R. Masoni)



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