Legislazione e Giurisprudenza, Interdizione, inabilitazione -  Provenzali Laura - 2015-06-08

ADS MISURA ADEGUATA AL CASO CONCRETO : NO ALL'INTERDIZIONE - Trib.Genova 1727/2015 - Laura PROVENZALI

Necessità di una misura di protezione

Scelta della misura più adeguata

Carattere residuale dell"interdizione

Con la sentenza in commento il Tribunale di Genova affronta la questione della scelta della misura di protezione più adeguata al caso concreto, confermando l"orientamento di favore verso l"istituto dell"amministrazione di sostegno da tempo assunto dai giudici genovesi, di cui già si è dato conto in questa Rivista ( cfr "Ads : i numeri del successo").

Al vaglio del giudicante non solo la fragilità e la malattia del singolo ma anche il delicato e complesso intreccio dei rapporti simbiotici e degli inscindibili legami dell"affetto, elementi tutti che connotano la vicenda che segue nella sua profonda e disarmante umanità.

Madre ed unica figlia vivono da sempre insieme .

La seconda, si legge nella sentenza, è seguita da anni dai medici del Dipartimento di Salute Mentale in quanto affetta da schizofrenia e risulta beneficiaria di amministrazione di sostegno.

Le condizioni di salute della madre, già affetta da gravi problemi di vista, nel tempo declinano al punto da assumere la forma del disturbo psicotico senile che rende l"anziana incapace di cogliere la realtà in cui vive .

Realtà che invece colpisce con drammatica evidenza tutti gli operatori coinvolti nel sostegno al nucleo familiare : l"appartamento dove vivono madre e figlia, quest"ultima forte fumatrice,  è ingombro di oggetti di ogni genere, in gran parte infiammabili, al punto da costringere le due donne a restare in piedi per la quasi totalità della superficie dell"alloggio, peraltro condiviso con numerosi gatti.

Le cure di cui la figlia necessita devono essere somministrate sul pianerottolo per la mancanza di uno spazio minimamente adeguato, anche dal punto di vista igienico-sanitario, all"interno dell"appartamento.

Ogni tentativo di convincere la genitrice, unica proprietaria dell"immobile, allo sgombero e alle pulizie cade nel vuoto, il condominio avvia una serie di segnalazioni alle forze dell"ordine e la Procura si determina infine a richiedere l"interdizione dell"anziana.

Nel corso delle udienze, la donna più volte si impegna con il Giudice ad avviare il risanamento dell"abitazione ma, di rinvio in rinvio, le promesse non vengono minimamente mantenute così confermando ogni assenza di consapevolezza in ordine alle necessità sue e della figlia.

Completata l"istruttoria, non v"è quindi dubbio che occorra una misura di protezione.

Il Collegio non esita a individuare le condizioni per l"apertura dell"amministrazione di sostegno "stante anche il carattere meramente residuale che deve avere l"interdizione nel nostro ordinamento e soprattutto alla luce dell"attuale condizione personale dell"interessata, per la quale comunque non è mai stata diagnosticata alcuna abituale infermità di mente" (cfr sentenza in commento) e respinge, pertanto, la richiesta di interdizione.

La pericolosità della situazione giustifica da subito, ai sensi dell"art. 405 c.c., la nomina di un amministratore di sostegno che avrà, tra gli altri, il compito di assistere la beneficiaria al fine di riportare la casa in condizioni di abitabilità, anche individuando un domicilio temporaneo idoneo, nelle more delle necessarie operazioni di sgombero e pulizia.

Si chiude dunque la vicenda giudiziaria nello spirito della legge del 2004 la quale ci insegna che nessuno deve essere dimenticato e nessuno deve essere mortificato .

L"anziana madre, dopo una vita spesa ad assistere ed accudire, divenuta a sua volta fragile nella malattia, sarà accompagnata con mano gentile negli anni del tramonto e restituita alla quotidianità condivisa con la figlia nel rispetto della dignità e del decoro.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati