Articoli, saggi, Finalità della legge, destinatari -  Scozzafava Guendalina - 2014-07-09

ADS: PARLIAMONE CON UN'INTERVISTA - Guendailna SCOZZAFAVA

INTERVISTA DELLA DR.SSA GUENDALINA SCOZZAFAVA

AL PROF GIOVANNI IORIO E ALLA DR.SSA DONATELLA BONOMO

in tema di AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

(Università degli Studi di Milano Bicocca – Dipartimento scienze giuridiche)

  1. Da cosa nasce il bisogno di una legge sull"ads?

R. 1. Dalla necessità di offrire una più flessibile tutela e protezione ai soggetti in situazione di debolezza, in generale, che potesse estendersi anche a quei soggetti che, non sussistendo gli specifici presupposti normativi relativi alle vecchie misure di protezione dell"interdizione e dell"inabilitazione, restavano esclusi da qualsiasi tipo di tutela (pur necessitando di un sostegno). Con l"AdS, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente, si offre una protezione ad un soggetto che, a causa di menomazioni psichiche o fisiche, anche solo parziali o temporanee (quindi, anche nuove circostanze non coperte dalla precedente normativa), non sono in grado di gestire e tutelare, in via totalmente autonoma, i propri interessi o svolgere in modo autonomo l"espletamento delle funzioni quotidiane. A differenza delle precedenti misure di protezione, si è inoltre cercato di offrire una tutela rivolta – anche e soprattutto - alla "cura" del soggetto, che fosse più "elastica" e indirizzata alle specifiche esigenze soggettive del beneficiario, rispetto alla tutela standard offerta dall"interdizione o alla curatela dell"inabilitazione (i cui presupposti di applicazione sono circoscritti e rigidamente determinati, e la cui effettiva esecuzione conduce ad ingessare pesantemente l"autonomia del soggetto, aggravando – talvolta - la stessa malattia che ne aveva giustificato l"adozione). In questo senso, si è inteso - in particolare - limitare l"ablazione in ordine alla capacità d"agire del beneficiario della misura (con la minore limitazione possibile in base alle effettive condizioni), garantendo alla "persona" (soggetto di diritto), ove ammissibile, il massimo della permanenza di un"autonomia d"azione. Si è inoltre cercato di "coinvolgere personalmente" il soggetto debole, permettendogli di partecipare al proprio individuale progetto di cura e, soprattutto, consentendo al medesimo - quando possibile - di scegliere il soggetto da nominare quale proprio AdS. Per le medesime ragioni, è stato inoltre espressamente codificato l"obbligo dell"AdS di tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario (v. art. 410 c.c.).

  1. La bozza Cendon nasce a Trieste, una Trieste che è sempre stata epicentro di cambiamenti epocali a livello giuridico, soprattutto nei confronti delle persone deboli. Sembrerebbe un terreno particolarmente fertile ai cambiamenti, cosa ne pensa lei?

R. 2. Sì, credo anch"io. Personalmente, penso che, tra le molteplici spiegazioni, vi siano anche delle ragioni storico culturali.

  1. Perché Trieste è un po" un caso -pilota anche per il contrasto agli abusi nelle amministrazioni di sostegno in tutt"Italia?

R.3.: Si potrebbe ipotizzare che, il fatto che la normativa abbia - in un certo senso - le sue origini in quei luoghi (v. Bozza Cendon), il fenomeno dell"attuazione della stessa normativa è stato maggiormente monitorato, e questo potrebbe aver permesso l"emergere della conoscenza di questi abusi.



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