Legislazione e Giurisprudenza, Finalità della legge, destinatari -  Provenzali Laura - 2014-07-21

ADS : POSSIBILE L'APPLICAZIONE ANALOGICA DEL R.D.N.1326 DEL 1914 - Laura PROVENZALI

Al vaglio del Giudice Tutelare la relazione dell"amministratore di sostegno con la quale si chiede di valutare l"adozione di ulteriori ed eventuali forme di pubblicità relative alla misura di protezione, con particolare riferimento agli atti dispositivi di diritti reali sugli immobili di proprietà del beneficiario .

Il sottostante fascicolo riporta al giudice una situazione effettivamente delicata, costellata di episodi fortemente lesivi del patrimonio immobiliare posti in essere nel tempo, a vario titolo, dal beneficiario e fortunatamente neutralizzati dall"amministratore di sostegno.

La questione è dunque individuare una forma di pubblicità notizia della misura tutelare adeguata ed ulteriore rispetto a quelle già previste dall"ordinamento ma, di tutta evidenza, poco funzionali allo scopo (annotazione a cura del cancelliere in apposito registro e annotazione a cura dell"ufficiale dello stato civile a margine dell"atto di nascita nonché, ai sensi del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, art.3, lett.q, iscrizione per estratto nel casellario giudiziale) e stabilire un criterio per la sua applicabilità.

Valutata la normativa vigente, il giudice sofferma la sua attenzione sulle norme di cui agli artt. 55 e 56 del regolamento notarile (Regio Decreto 10 settembre 1914, n. 1326 )[1] e, ritenuto che le stesse possano trovare applicazione analogica in tema di amministrazione di sostegno, istituto non ancora vigente all"epoca dell"emanazione del regio decreto, dispone, a cura della Cancelleria, la trasmissione al Consiglio Notarile e all"Archivio notarile di copia del provvedimento di nomina dell"amministratore di sostegno, con indicazione dei relativi poteri.

Si tratta di un decreto innovativo, ispirato dall"esigenza di consentire la protezione del soggetto fragile senza mai giungere ad una totale esclusione della sua capacità' di agire.

Una manifestazione precisa di favor verso l"istituto dell"amministrazione di sostegno anche quando si abbia a che fare con attività particolarmente complessa o si debba contrastare il rischio che il soggetto compia atti pregiudizievoli per sé, elementi che in altre pronunce[2] hanno portato alla via dell"interdizione.


[1] Le norme in questione prevedono che i Cancellieri dei Tribunali delle Corti o sezioni di Corte di appello debbono trasmettere prontamente al Consiglio notarile ed all'archivio notarile del luogo un estratto di tutte le sentenze civili e penali divenute irrevocabili, portanti interdizione, inabilitazione o condanna a pene che costituiscono il condannato nello stato d'interdetto legale. Identica procedura deve essere osservata per le sentenze e per gli altri provvedimenti in forza dei quali l'interdizione o l"inabilitazione sia revocata o venga a cessare .

Il presidente del Consiglio notarile, a sua volta, dopo aver fatto prendere annotazione dell"estratto nel registro per la corrispondenza (di cui all'art. 99 n. 1 del regolamento), deve comunicarne copia ai notai del distretto ed ai presidenti degli altri Consigli notarili, compresi nella circoscrizione territoriale della Corte d'appello, affinché gli stessi possano comunicarlo ai notai del rispettivo distretto. Con le stesse modalità deve provvedere il conservatore dell"archivio nei confronti degli altri conservatori della circoscrizione .

Per l"effetto, i notai dovranno tenere permanentemente affisso nello studio un elenco dal quale risultino il cognome, il nome, la paternità e la professione delle persone interdette e inabilitate, la data della loro interdizione, inabilitazione e della sentenza che le ha pronunciate.

[2] Cass. Civ., sez. I, sentenza 26 ottobre 2011 n. 22332 ; Cass. Civ., sez. I, sentenza 26 luglio 2013 n. 18171; Tribunale di Varese, Ufficio Vol. Giur., decreto 17 novembre 2009



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