Legislazione e Giurisprudenza, Finalità della legge, destinatari -  Provenzali Laura - 2014-07-31

ADS PROVVISORIA : CENSURATO L'USO STRUMENTALE DELLA MISURA - Laura PROVENZALI

L'istituto che accoglie un anziano in condizioni di indigenza e assistito dal Comune ricorre in via di urgenza al Giudice Tutelare affinché l'ospite divenga beneficiario di amministrazione di sostegno.

Il ricorrente evidenzia, in particolare, l'assenza di parenti o figure di riferimento che possano essere delegate dall'anziano al ritiro della pensione e al conseguente pagamento della retta dovuta all'Istituto (retta costituita, ai sensi della determinazione dirigenziale del Comune di Genova nr. 2013-147.0.0 – 57 del 27.6.2013, dall'intero trattamento pensionistico ad esclusione di 103,00 Euro mensili lasciati nella disponibilità dell'ospite)

Il Giudice non si sottrae alla domanda, dispone l'apertura in via provvisoria della misura e nomina un professionista che si faccia carico di approntare le prime misure a tutela del beneficiario e riferisca all'Ufficio.

In breve tempo giunge la relazione dell'ads dalla quale emerge

quanto alla cura della persona, che l'anziano è in buone condizioni di salute e gestisce autonomamente le funzioni della vita quotidiana (esercizi proposti dal fisioterapista, passeggiate nel giardino della struttura, contatti socializzanti con altri ospiti) oltre che le modeste somme disponibili per le piccole necessità. Egli, inoltre, rifiuta, consapevolmente, di riprendere i contatti con l'unica figlia (della quale si è appresa esistenza) mentre gradisce le relazioni nel frattempo costruite nell'ambito dell'istituto dove, peraltro, risulta – parole dell'ads – "ottimamente seguito dal personale"

quanto alla conservazione ed amministrazione del patrimonio, che l'attività svolta dall'ads , una volta proceduto all'apertura del conto corrente sul quale viene accreditata la pensione del beneficiario e aver dato disposizione di bonifico mensile permanente a favore dell'istituto dell'intero rateo pensionistico al netto della somma di 103, 00 Euro (compiti ai quali si sono poi aggiunte le incombenze di prelevare la predetta modesta cifra in contanti per consegnarla all'interessato e di comprare per lui le sigarette), ha sostanzialmente esaurito la sua funzione.

Sulla scorta di questi elementi, l'ads , ritenuto che l'anziano non abbia necessità della misura, chiede la revoca dell'incarico e la domanda viene accolta.

Ai fini della decisione, il rilievo che, nel caso di specie, il beneficiario risulta in grado di provvedere a se stesso e ai propri interessi è certamente assorbente ma anche motivo per stigmatizzare, nel decreto in commento, l' utilizzo strumentale della misura di protezione [1].

Dall'istruttoria effettuata emerge infatti che la nomina dell'amministratore di sostegno è stata sostanzialmente richiesta dall'istituto allo scopo di ottenere lo svolgimento delle due operazioni gestorie di cui sopra (apertura di conto corrente e bonifico mensile) senza tenere in considerazione che il diretto interessato avrebbe potuto provvedere personalmente, fruendo al più di un semplice supporto della struttura.

La mera mancanza di organizzazione dell'istituto non può, insomma, tradursi nella richiesta della misura di protezione la quale, oltre che ingiustificata, a ben vedere, fra costi e pur minima indennità (nel caso di specie, a onor del vero, non richiesta), rischia di determinare un danno per l'amministrato.

La prudenza è sempre d'obbligo e, pur revocando l'AdS provvisorio, il Giudice dispone l'audizione dell'anziano per la definizione del ricorso, riservando a tale sede l'eventuale nomina di una figura esterna "in questo caso scelta nell'ambito della struttura comunale" (cfr decreto in commento, Trib. Genova, decreto 08/07/2014 depositato 22/07/2014).

[1] Fra le varie pronunce di merito che hanno trattato il tema cfr :

Trib. Modena, decreto 06/08/2009 : "l' Amministrazione di sostegno non deve essere strumentalizzata dai servizi sociali e/o di salute mentale che, in difetto dei relativi presupposti, volessero in tal modo ottenere l'esonero dalle attività di assistenza cui sono istituzionalmente deputati. Conseguentemente, all'amministratore di sostegno può essere demandato l'incarico - esplorativo - di valutare se le condizioni del beneficiario siano realmente tali da giustificare una stabile a.d.s., oppure se, in mancanza di particolari esigenze patrimoniali e della persona, le relative problematiche possano invece trovare organica e naturale gestione da parte dei predetti pubblici organismi, senza necessità di imporre limitazioni della capacità d'agire dell'interessato"

Trib. Mantova, 18/03/2010 : "non può ammettersi una riduzione della capacità di agire dell'interessato dell'entità che conseguirebbe l'accoglimento della domanda di ads nel caso in cui le problematiche accusate dal beneficiario siano semplicemente di natura comportamentale e manifestino più che altro una condizione di disagio sociale, senza incidere sulla sua capacità di intendere e di volere"

Trib. Lamezia Terme, sentenza 20 dicembre 2012 : "la ratio dell'istituto dell'amministrazione di sostegno - volta a salvaguardare, per quanto possibile l'autodeterminazione del soggetto e la tutela della sua dignità, nonché ad impedire interventi invasivi della sua vita e la sua attività - impone di escludere il ricorso a tale misura di protezione ove l'individuo possa provvedere in modo autonomo alla tutela della sua persona e del suo patrimonio: ciò, ovviamente, anche in caso di avanzata età del soggetto, ove lo stesso possa farsi aiutare da persone di maggiore competenza con gli strumenti del mandato e della rappresentanza", in applicazione del principio poco tempo prima affermato dalla Suprema Corte ( Cass. Civ., Sez. I, sentenza 2 ottobre 2012 n. 16770) .



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati