Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2015-01-16

AEEGSI: PARTECIPAZIONE AI PROCEDIMENTI DI REGOLAZIONE – Alceste SANTUARI

L"Autorità per l"energia elettrica il gas e il sistema idrico svolge importanti e delicate funzioni

Le Autorità indipendenti hanno nel corso degli ultimi anni reso maggiormente "accountable" la loro azione

Con la deliberazione in commento, l"AEEGSI disciplina la partecipazione pubblica ai provvedimenti di regolazione

L"Autorità per l"energia elettrica il gas e il sistema idrico, con deliberazione n. 649/2014/A del 23 dicembre 2014, ha aggiornato la disciplina della partecipazione ai relativi procedimenti di regolazione, dotandosi così di uno strumento di regolamentazione funzionale al miglioramento dei rapporti tra l"Autorità di regolazione e il territorio.

Come si può leggere nella deliberazione, i nuovi procedimenti di regolazione si sono resi necessari alla luce:

1. dell"evoluzione normativa primaria, intervenuta dal 2009 ad oggi, che ha determinato un

ampliamento delle competenze dell"Autorità, estendendo le medesime, tra l"altro, con decreto legge 201/2011, alla materia dei servizi idrici e, con d.lgs 102/2014, a quella del teleriscaldamento;

2. del d.lgs 33/13, in materia di obblighi di pubblicità e trasparenza per le amministrazioni pubbliche;

3. del fatto che l"Autorità ha aggiornato alcuni propri regolamenti e, in particolare, quelli relativi agli obblighi di pubblicità e trasparenza nonché all"organizzazione e svolgimento delle audizioni.

In ordine alle competenze nel settore idrico, si ricorda che l"Autorità, tra l"altro, è chiamata a definire i costi ammissibili, i criteri per la determinazione delle tariffe a copertura di tali costi, ad esercitare azioni in materia di qualità del servizio erogato, di piano d"ambito e di predisposizione delle convenzioni tipo per l"affidamento del servizio, che come è noto – anche alla luce delle recenti normative – non può che avvenire attraverso gli ATO (ambiti territoriali ottimali).

In questo contesto di competenze e funzioni, dunque, l"Autorità ha inteso disciplinare la partecipazione ai procedimenti di regolazione stabilendo, in primis, in quali casi la disciplina non si applica:

  1. sono esclusi i procedimenti relativi agli atti di programmazione e organizzazione interna, alle indagini conoscitive, ai pareri, alle proposte ed alle segnalazioni al Governo e al Parlamento, i procedimenti individuali e tutti gli altri procedimenti per i quali siano previste discipline speciali di partecipazione;
  2. non si procede alla consultazione in casi di straordinaria urgenza, emergenza e segretezza;
  3. è fatta salva, ove applicabile, la disciplina relativa all"Air (analisi di impatto della regolazione).

Una volta delimitato il perimetro di applicazione dei procedimenti di partecipazione alla regolazione, la deliberazione (all. A, art. 2) stabilisce l"avvio del procedimento che deve indicare:

  1. le norme attributive del potere di intervento;
  2. i presupposti, l"oggetto e le finalità dell"atto di regolazione da adottare;
  3. il responsabile del procedimento;
  4. il termine ordinatorio previsto per la conclusione del procedimento.

Nella medesima deliberazione di avvio del procedimento si dovrà dare contezza dell"eventuale ricorso all"Air.

L"Autorità diffonde un documento per la consultazione che deve contenere (All. A, art. 3):

  1. gli elementi essenziale del progetto di regolazione;
  2. le questioni sulle quali l"Autorità sollecita i soggetti interessati a presentare osservazioni e proposte;
  3. le modalità e il termine per la presentazione di osservazioni e proposte;
  4. un eventuale schema dell"atto di regolazione da adottare.

L"art. 4 poi prescrive i tempi entro cui la consultazione deve essere realizzata e prevede la possibilità che il RUP, su istanza di parte, possa organizzare gruppi di lavoro, incontri pubblici e seminari, dopo averne data adeguata informazione. L"Autorità può altresì disporre audizioni speciali sulle materie poste in consultazione, così come potrà avviare ulteriori fasi di consultazione.

L"art. 5 della deliberazione stabilisce che, a seguito delle consultazioni effettuate, l"atto di regolazione "è motivato tenendo conto anche delle eventuali osservazioni e proposte" presentate tempestivamente nel corso del processo di consultazione. L"Autorità è chiamata a motivare le ragioni di urgenza, emergenza e segretezza che hanno impedito l"avvio delle fasi di consultazione.

L"Autorità, inoltre, può (e non deve) pubblicare una relazione tecnica esplicativa del relativo atto di regolazione.

Si tratta – pur con qualche critica sul fronte della timidezza ancora presente – di un documento importante, volto a rendere maggiormente conoscibile e trasparente l"iter di approvazione di atti e provvedimenti che incidono in modo affatto marginale sulla vita dei cittadini-utenti, in specie sulle fasce più deboli della popolazione.



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