Legislazione e Giurisprudenza, Filiazione, potestà, tutela -  Cardani Valentina - 2015-01-10

AFFIDAMENTO MINORE: TRA MOGLIE E MARITO... NON METTERE L'ASSISTENTE SOCIALE! - Corte App. Catania, 18/07/2014 – V. C.

  • Affidamento figlio minore e diritto di visita
  • Incontri in spazi neutri
  • Determinazione contributo di mantenimento in favore del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente

La pronuncia in commento prende le mosse dal reclamo proposto da una signora, moglie e madre, avverso l'ordinanza contenente i provvedimenti provvisori assunti a seguito dell'udienza presidenziale tenutasi nell'ambito di un giudizio di separazione personale dei coniugi.

In tale sede, il Presidente del Tribunale di Ragusa disponeva l'affido condiviso del figlio minore con collocazione di questi presso il padre. La madre, secondo tale provvedimento, avrebbe potuto vedere il figlio soltanto in un contesto protetto.

Il Giudice prevedeva altresì l'assegnazione della casa coniugale al marito e nulla riconosceva alla moglie ed alla figlia maggiorenne – ma non economicamente sufficiente e convivente con la madre – a titolo di assegno di mantenimento.

La Corte d'Appello di Catania, pur non ritenendo di dover modificare i provvedimenti relativi alla collocazione del figlio minore (stante la presenza di una consulenza tecnica che dava atto delle difficoltà per il minore a relazionarsi in particolare con la madre), ha rivisto la disciplina del diritto di visita da un lato, riconoscendo l'opportunità di mantenere gli incontri tra madre e figlio presso uno spazio neutro e, dall'altro, dando modo altresì alla madre di vedere il minore anche al di fuori del contesto protetto, così stabilendo la calendarizzazione del diritto di visita.

Ed infatti, argomenta la Corte, non vi è motivo alcuno per limitare le visite madre-figlio alla presenza degli assistenti sociali, non essendovi, nel caso di specie, una pericolosità nel rapporto o comunque un pericolo di pregiudizio per il minore.

I rapporti madre-figlio possono risultare difficili nell'ambito della separazione dei coniugi: ma ciò non giustifica di per sé la limitazione del rapporto, essendo una tale limitazione viceversa necessaria soltanto per gravi motivi e comunque laddove sussista un pericolo per il minore.

La Corte Giudicante ha poi esaminato la richiesta di un assegno di mantenimento in favore della madre e della figlia maggiorenne non economicamente autosufficiente: a differenza di quanto statuito dal Tribunale di Ragusa, il Giudice del reclamo ha ravvisato l'opportunità di colmare il divario economico tra i coniugi, anche alla luce dell'assegnazione della casa coniugale al marito, statuendo quindi il diritto della moglie e della figlia a percepire un quid a titolo di mantenimento.

A questo proposito, il Giudice ha precisato come la circostanza che la figlia maggiorenne svolgesse lavori saltuari non potesse escludere il diritto all'assegno, non potendosi affermare di certo che la stessa godesse di una fonte di reddito "corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali e concrete condizioni di mercato".



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