Legislazione e Giurisprudenza, Matrimonio, famiglia di fatto -  Mottola Maria Rita - 2016-05-14

Ai confini del diritto: unioni civili e legge Cirinnà. Legislatore fai da te? Haiaiai!!! – Maria Rita Mottola

Abstract – E' stata votata al Camera la cd legge sulle unioni civili. Chiunque l'abbia letta si rende conto che è un guazzabuglio di parole in libertà, priva di ogni serio collegamento con l'intero ordinamento. Sembra aver scontentato tutti: i cattolici, la destra (almeno all'apparenza), le organizzazioni LGBT, i vescovi, il popolo delle famiglie. Perché mai è diventata una priorità? Questa è la vera domanda.

ANTEFATTO - La camera dei deputati ha votato la legge sulle unioni civili, dopo l'immancabile voto di fiducia. Abbiamo già parlato dell'argomento sulle pagine di questa rivista. https://www.personaedanno.it/matrimonio-famiglia-di-fatto/ai-confini-del-diritto-amore-o-potere-maria-rita-mottola

FATTO – Per sveltire il processo decisionale e approvare la legge si sono sostituiti gli artt. dal n. 1 al n. 23 con un unico articolo formato da 69 comma. Non sembra affatto il testo di una legge bensì appunti per un funzionario addetto alla predisposizione di un testo legislativo. Per esempio si dispone che l'unione civile non possa costituirsi in presenza di rapporti di parentela, di vincolo matrimoniale preesistente, o di interdizione, ma non si prevedono le pubblicazioni strumento indispensabile per rendere pubblica la volontà della coppia e consentire agli aventi diritto di esprimere eventuali contestazioni, non si impone all'Ufficiale di Stato Civile di effettuare le verifiche dirette ad accertare l'inesistenza di motivi ostativi all'unione.

IL DIRITTO – E' vero che alcune leggi necessitano della predisposizione di un regolamento attuativo. Un tempo, quando il legislatore sapeva quello che faceva, il regolamento si riferiva a questioni tecniche-amministrative. Era per questo motivo demandato al Ministero competente organo esecutivo e amministrativo, appunto. Ma come si può sostenere che quell'insieme di parole che è divenuta legge dello Stato (certo non è stata ancora promulgata, certo deve passare alla firma del Presidente della Repubblica ma chi oserà fermare il progresso? Non siamo gli ultimi a legiferare in materia?) necessiti solo di norme regolamentari? Ebbene il comma 28 delega il Governo ad adottare uno o più regolamenti  provvedendo a) adeguamento alle previsioni della presente legge delle disposizioni dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni; b) modifica e riordino delle norme in materia di diritto internazionale privato, prevedendo l'applicazione della disciplina dell'unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che abbiano contratto all'estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo; c) modificazioni ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la presente legge delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti. Non è finita. Il Governo potrà apportare correttivi entro due anni sempre attraverso decreti legislativi. Non è ancora finita entro trenta giorni dalla pubblicazione della legge dovrà essere emanato un decreto del Presidente del Consiglio diretto a dare norme transitorie per la tenuta dei registri dello stato civile. C'è dell'altro: il Ministero del lavoro sui dati forniti dall'INPS deve monitorare per verificare se gli stanziamenti effettuati siano corretti e altrimenti provvedere a trovare le risorse sottraendole ad altre poste di bilancio. Detto questo ovviamente la legge entra in vigore dopo i rituali 15 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

LA SOVVERSIONE DELLA REALTA' – Dunque il legislatore ha scritto una legge il cui testo non è stato emendato, riscritto, corretto, nelle commissioni parlamentari e in aula. Bensì un testo presentato come blindato, da voti di fiducia, e così ben costruito da dover essere integrato da norme indispensabili al suo funzionamento. Non stiamo ancora dando un giudizio sul contenuto della legge ma sulla sua stessa esistenza. Come si può sostenere che le norme per essere effettive debbono essere riscritte e integrate ma nel contempo debbono essere applicate. Ed ecco che abbiamo creato una legge che dovrà essere creata!

Ribaltamento del diritto, ideologia vs realtà.

POST SCRIPTUM – La manipolazione della realtà diviene sempre più complicata e quindi ancora più difficile rimanere vincolati alle cose concrete, a quello che è. In altre parole diventa sempre più difficile raccontare i fatti che vengono nascosti e distorti dalle opinioni espresse come verità assolute. Da molto tempo mi chiedo che cosa spinga i Governi dei paesi europei a mettere al primo posto dei loro programmi il matrimonio omosessuale. Me lo chiedo perché si tratta per lo più di governi certamente non attenti ai diritti dei propri cittadini, anzi che questi diritti li calpestano senza tante preoccupazioni. Certamente non vi sono interessi elettorali: l'esempio dell'Italia è fin troppo chiaro. Il Governo in carica ha scontentato gli alleati e l'opposizione, ha posto in essere manovre di bassa politica e scelte antidemocratiche, ha scontentato il suo elettorato, ha scontentato le associazioni LGBT dopo averle sovvenzionate e convinte di essere portatrici di diritti vitali per il Paese, ha scontentato i cattolici, ha scontentato il popolo del Family Day, ha scontentato la maggioranza silenziosa che però si è chiaramente espressa nei sondaggi, ha, infine scontentato, tutte le mogli e i mariti che si vedranno azzerare le pensioni di reversibilità ma che all'apparenza saranno riconosciute alle famiglie omosessuali. Dico all'apparenza perché se passa la norma che degrada la pensione di reversibilità a misura assistenziale difficilmente le famiglie omosessuali, statisticamente molto benestanti, potranno usufruire di un diritto per il quale hanno lottano ma al quale non avranno accesso. Vi lascio l'interrogativo. Perché? Chiedetevelo. E' evidente che alcuni opinion marker se lo sono già chiesto, perché trattando dell'argomento propongono chiavi di lettura alquanto astruse.



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