Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2014-03-26

ALCUNE RECENTI APPLICAZIONI DELLE MISURE EX ARTT. 2 E 3 D.LGS N. 159/11 - Carol COMAND

Gli articoli 2 e 3 del d.lgs n. 159/11, Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, disciplinano, rispettivamente, la misura del foglio di via obbligatorio, e l'avviso orale1.

Il foglio di via obbligatorio nel comune dal quale si sono allontanate2 (art. 2), si applica alle persone  riconducibili ad una delle categorie contemplate nell'art. 1 del medesimo d.lgs3, che si rivelino pericolose per la sicurezza pubblica e si trovino fuori dal luogo di residenza. L'autorità competente ad emanare il provvedimento che lo accompagna è il questore e di norma contiene il divieto di farvi ritorno senza previa autorizzazione, ovvero per un periodo non superiore a 3 anni.

Raggiunto il luogo di destinazione, il soggetto allontanato sarà poi libero di recarsi ove vorrà, salvo il ritorno nel comune del luogo in cui il provvedimento è stato adottato.

L'applicazione della misura pare implicare un giudizio, da parte dell'autorità amministrativa, non tanto volto a ricondurre i possibili soggetti interessati ad una delle categorie configurate dal legislatore all'art. 1 ed identificabili in base ad elementi da essa stessa determinati (essendo, queste ultime, valutazioni proprie di ogni giudizio diretto all'applicazione delle norme)4, quanto teso all'accertamento della sussistenza della pericolosità per la sicurezza pubblica, intesa come ordinato vivere civile.

La composita valutazione demandata all'autorità, è stata d'altra parte individuata con chiarezza da CdS n. 7581/05 (con un giudizio pur sempre valido, anche se allora formulato per l'avviso orale ai sensi dell'art. 4 l. n. 1423/56). Se pare non potersi prescindere dalla necessaria presenza di elementi di fatto dai quali poter presumere, con certa qual ragionevolezza, l'appartenenza dei soggetti considerati a quelle che vengono definite come "ipotesi indice", non pare necessaria, ai fini del giudizio sulla pericolosità, la presenza di circostanze univoche o di comportamenti definiti.

Con sentenza depositata ieri (n. 3229/14), il T.a.r. per il Lazio, sede di Roma ha affermato la non riconducibilità ad una delle categorie di cui all'art. 1 d.lgs n. 159/11 di un soggetto titolare di pensione di invalidità, che "arrotondava" come suonatore ambulante, cui la misura era stata comminata a fronte di un singolo episodio conclusosi con una denuncia per ricettazione (era in possesso un telefono cellulare risultato rubato), nonostante il soggetto in questione, al momento del controllo, si trovasse in compagnia di pregiudicati.

E' però possibile rilevare che, con maggior frequenza, nell'ultimo quadrimestre, le decisioni del Tribunale amministrativo di competenza, siano state interessate da situazioni per le quali la pericolosità per la sicurezza era in qualche modo connessa all'uso di sostanze stupefacenti5.

L'articolo 3 del d.lgs n. 159/11 disciplina l'avviso orale che, secondo recente giurisprudenza6, consiste in una mera comunicazione avente efficacia monitoria, volta a neutralizzare possibili fonti di pericolo, con cui si informa la persona interessata (si  tratta sempre di soggetto riconducibile ad una delle categorie di cui all'art. 1), che esistono degli indizi nei suoi confronti, con l'indicazione dei motivi e la formulazione dell'invito a tenere una condotta conforme alla legge.

La relativa competenza è del questore nella cui provincia la persona dimora.

Il provvedimento è revocabile a seguito di istanza del soggetto attinto e, avverso un eventuale rigetto è proponibile il ricorso al prefetto.

Peculiarità di questa forma di "avvertimento" è che con esso, al ricorrere dei presupposti, possono essere imposti dal medesimo questore, alcuni divieti (art. 3 co. 4)7.

Per quanto concerne i presupposti applicativi, si è osservato, in riferimento all'art. 1 co. 1, lett. c), che qualora il modello comportamentale del soggetto, considerato nel suo complesso, possa condurre non illogicamente a ritenere l'esistenza di un pericolo "sociale", il questore possa legittimamente procedere all'avviso.

Anche di questa forma di prevenzione dei reati si è fatto recente uso, per contrastare la violazione delle norme del D.p.r. n. 309/90, Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope.

Il T.a.r Lecce (n. 2414/13) ha confermato il provvedimento del questore nei confronti di soggetto arrestato per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio, nei confronti del quale erano emerse delle abitudinarie frequentazioni di soggetti pregiudicati.

A quest'ultimo proposito è infine possibile osservare che tale misura possa essere adottata anche nei confronti di soggetti già (in precedenza) colpiti da misure cautelari (T.a.r. Roma n. 1583/14). (c.c.)

1Forse per alcuni versi accostabile all'originario atto procedimentale precedente l'applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, il moderno avviso, sia pure in ambito peculiare non è stato considerato, dal CdS, una vera e propria misura di prevenzione (CdS n. 722/14).

2Già presente nella previgente legislazione (art. 2 l. n. 1423/56 in G.U. n. 327/56), ha in diverse occasioni superato indenne il vaglio di legittimità della corte Costituzionale in quanto misura che non consente l'esercizio di alcuna forma di coercizione da parte della P. Autorità (Corte Cost. 45/60, 23/62).

3Coloro che debbano considerarsi abitualmente dediti a traffici delittuosi, che per condotta o tenore di vita debba ritenersi che vivano abitualmente con proventi derivanti da attività delittuose, o che per il loro comportamento debba ritenersi siano dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l'integrità fisica o morale di minori, la sanità o la sicurezza pubblica.

4 Corte Cost. n. 68/64.

5T.a.r. Napoli n. 5729/13 ha ritenuto pericolosa la presenza di soggetto diretto all'acquisto di sostanze illecite di cui fare uso, con diverse sentenze di condanna per contravvenzione a (precedente) foglio di via obbligatorio e che ivi non svolgeva attività lavorativa, per l'incremento dello smercio di sostanze stupefacenti nel capoluogo. Ma anche T.a.r. Napoli n. 1295/14.

Diverso l'epilogo in T.a.r. Firenze, n. 25/14 dove il soggetto interessato, fra l'altro, svolgeva in città onesta attività lavorativa.

6T.a.r. Lecce n. 2414/13.

7Fra i quali quello di possedere apparati di comunicazione vari, particolari tipi di indumenti o mezzi di trasporto, armi anche sotto forma di giocattoli, miscele o prodotti infiammabili, programmi di crittazione o cifratura.



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