Articoli, saggi, R.C.A. -  Menin Alessandro - 2014-07-28

ALLA DELEGAZIONE CUMULATIVA TRA ASSICURAZIONI DICO NO - Alessandro MENIN

Ormai è noto: il danneggiato in un sinistro stradale può citare in giudizio il responsabile del danno e la sua assicurazione, così come al medesimo concesso dall'art. 144 cod. ass., e ciò in alternativa con alle altre due strade giudiziali al medesimo consentite e previste dall'art. 149 cod. ass. ed all'art. 2054 cc.; lo ha detto la Corte costituzionale nella sentenza n. 180/2009.

Ma alle compagnie assicurative questa possibilità proprio non va giù.

Hanno voluto il risarcimento diretto e ora, in giudizio, se lo vedono negare, e così le tentano proprie tutte per aggirare ciò che anche il Giudice delle leggi ha sancito.

C'hanno provato con la costituzione diretta della compagnia del danneggiato in rappre-sentanza  di quello del danneggiante, pesantemente sanzionata dai giudici di tutta Italia.

Ritornano alla carica con l'intervento litisconsortile, ora e più convinte che mai, utilizzando l'artifizio della delegazione cumulativa, in ciò sostenute (a mio avviso in modo errato) da una sentenza del Tribunale di Milano del 2011.

Ma anche questo nuovo attentato al diritto del danneggiato di chiedere il risarcimento a chi ritiene, deve essere strenuamente osteggiato.

Non ritengo, infatti, per le brevi riflessioni che seguiranno, che l'impresa di chi si subisce un sinistro possa essere considerata titolare di un autonomo diritto contro il proprio assicurato (e ciò sia in relazione all'oggetto che in dipendenza del titolo dedotto) e, pertanto, essa risulta priva di interesse ad agire/contraddire ex art. 100 cpc e priva di legittimazione ad intervenire in via adesiva indipendente (litisconsortile) ex art. 105 cpc nel procedimento dal medesimo avviato.



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