Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Gasparre Annalisa - 2016-04-11

Allevamento e ordinanza sindacale in materia di igiene pubblica – TAR Lazio 1977/15 – Annalisa Gasparre

L"ordinanza di allontanamento immediato degli animali di un piccolo allevamento è illegittima (e va annullata) se difettano i requisiti di urgenza e gravità per l"igiene pubblica.

A seguito di alcuni esposti veniva effettuata un"ispezione all"interno dei locali – un manufatto adibito a stalla – da parte dei tecnici per la prevenzione della Asl (non medici veterinari).

All"esito dell"ispezione venivano rilevati "gravi inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla detenzione di animali"; il Sindaco allora adottava un"ordinanza con tingibile e urgente ordinando "di provvedere all'allontanamento immediato di tutti gli animali nonché alla pulizia delle aree e degli immobili ove gli stessi vengono detenuti".

Il provvedimento è stato impugnato davanti al TAR deducendo che l'ordinanza sarebbe stata adottata in assenza dei presupposti necessari di pericolo imminente e attuale tali da minacciare l'incolumità pubblica, non fronteggiabile con i normali strumenti predisposti dall'ordinamento, presupposti ben individuati per riconoscere il potere sindacale in materia di sanità e igiene ex art. 50 del Tuel.

Il ricorrente riteneva che carente era il requisito oggettivo della grave compromissione dell"igiene dell"abitato per effetto della detenzione delle 6 mucche e dei 4 vitelli, anche in considerazione che il anche considerando che il manufatto era utilizzato per tali scopi dagli anni "50.

Pure carenti sarebbero i requisiti dell"urgenza e della gravità, atteso che il provvedimento ear stato adottato dopo tre mesi dall"ispezione da parte dei tecnici Asl.

Il TAR accoglie l"impugnativa ritenendo fondati i motivi con i quali si è dedotto il difetto di presupposti e la carenza di istruttoria. L"ordinanza infatti era adottata senza "porre in essere alcun tipo di accertamento circa i possibili danni e/o pericoli che l'allevamento del ricorrente avrebbe potuto arrecare alla salute pubblica".

Il Collegio evidenzia che "non risulta che l'Amministrazione comunale competente abbia effettuato alcun accertamento circa la sussistenza di una situazione di danno attuale o di pericolo concreto ed incombente per la salute e l'igiene pubblica derivante dall'allevamento del ricorrente, tenuto conto del presupposto di tale potere sindacale".

L"incombente istruttorio (l"accertamento della situazione di danno) "si appalesava quanto mai necessario alla luce anche della circostanza che, in occasione di un sopralluogo effettuato in loco da personale tecnico e veterinario della A.S.L. di Rieti" in epoca precedente l"adozione dell"ordinanza, si accertava che "gli animali sono regolarmente identificati e registrati, vengono ben alimentati ed abbeverati, i locali di stabulazione si presentano puliti......e sufficientemente arieggiati, non si avvertono maleodoranze".

Il TAR chiarisce che l'esercizio del potere di emanare ordinanze contingibili ed urgenti in materia di sanità ed igiene "è condizionato all'esistenza di specifici presupposti: necessità di intervenire in determinate materie quali la sanità e l'igiene; attualità o imminenza di un fatto eccezionale, quale causa da rimuovere con urgenza; preventivo accertamento da parte di organi competenti della situazione di pericolo e di danno; mancanza di strumenti alternativi previsti dall'ordinamento, stante il carattere "extra ordinem" del potere sindacale".

L"ordinanza con tingibile e urgente, per sua stessa natura, incontra il limite nel divieto di adozione per conferire un "assetto stabile e definitivo agli interessi coinvolti dalle situazioni in atto di pericolo che deve essere perseguito mediante le procedure ordinarie e nel rispetto dei diritti garantiti dall'ordinamento (cfr. Cons. Stato, sez. V, 13 marzo 2002, n. 1490)".

Sul tema, volendo, su questa Rivista, Gasparre, Principio di legalità e potere di ordinanza (10.7.2014).

T.A.R. Lazio Roma Sez. II ter, Sent., 03-02-2015, n. 1977

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 6442 del 2010, proposto dal signor:

V.C., rappresentato e difeso dagli avv. ____;

contro

- il COMUNE di BORGOROSE (Rieti), in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. ___

per l'annullamento, previa sospensiva,

- dell'ordinanza contingibile e urgente in materia sanitaria n.14, prot. n. 3321, emessa in data 21.4.2010, notificata in pari data, con la quale il Sindaco del Comune di Borgorose ha ordinato al signor C.V. di provvedere all'allontanamento immediato di tutti gli animali nonché alla pulizia delle aree e degli immobili ove gli stessi vengono detenuti, siti in località ____, con l'avvertenza che in caso di inottemperanza si provvederà d'ufficio a spese del contravventore, oltre alla denuncia all'A.G. ai sensi dell'art. 650 del c.p..

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Borgorose;

Vista l'ordinanza n. 3745 del 2010 con la quale è stata accolta la suindicata domanda cautelare;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 15 ottobre 2014 il Cons. Mariangela Caminiti e uditi per le parti i difensori presenti, come specificato nel verbale;

1. Il signor V.C. - proprietario di un piccolo allevamento di bovini (6 mucche e 4 vitelli) detenuti all'interno di un manufatto adibito a stalla sin dagli anni '50/'60, sito in ____ (frazione del Comune di Borgorose), ____ - riferisce che a seguito di alcuni esposti in data 18.1.2010 è stata effettuata una ispezione all'interno dei locali suindicati da parte di tecnici della prevenzione della ASL di Rieti - e non da veterinari come prescritto per legge - all'esito della quale sarebbero stati rilevati presunti "gravi inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla detenzione di animali". Sulla base di ciò il Sindaco del Comune di Borgorose ha adottato l'ordinanza n. 14 in data 21.4.2010, ai sensi dell'art. 50 TUEL ed ha ordinato al signor C. "di provvedere all'allontanamento immediato di tutti gli animali nonché alla pulizia delle aree e degli immobili ove gli stessi vengono detenuti", luoghi identificati in premessa in "zona 'B' di completamento del vigente PRG e ai sensi del Regolamento edilizio comunale "che proibisce qualsiasi attività di allevamento, anche limitata al solo uso domestico, di animali all'interno delle zone classificate A-B-C-del vigente PRG", con l'avvertenza, in caso di inottemperanza, di provvedere d'ufficio a spese del contravventore, oltre la denuncia all'A.G. ai sensi dell'art. 650 del c.p.

2. Avverso tale ordinanza il signor C. ha proposto ricorso a questo Tribunale deducendo i seguenti motivi: 1) Eccesso di potere per difetto di presupposti - Vizio di sproporzione - Violazione e falsa applicazione dell'art.50 del TUEL: l'ordinanza sarebbe stata adottata in assenza dei presupposti necessari di pericolo imminente e attuale tali da minacciare l'incolumità pubblica, non fronteggiabile con i normali strumenti predisposti dall'ordinamento, presupposti ben individuati per riconoscere il potere sindacale in materia di sanità e igiene ex art. 50 del Tuel. In particolare né l'ordinanza né la relazione del Dipartimento Prevenzione della ASL di Rieti attesterebbero, per effetto della detenzione degli animali (6 mucche e 4 vitelli), la conseguente grave compromissione dell'igiene dell'abitato tale da giustificare l'adozione di tale misura eccezionale, tenuto conto comunque dell'attestazione dell'utilizzo del locale per l'allevamento dal 1950. Inoltre sarebbe carente il requisito dell'urgenza e della gravità in considerazione della circostanza dell'adozione dell'ordinanza dopo tre mesi dall'ispezione dei tecnici ASL. Pur riconoscendo la classificazione del Decreto del Ministero della sanità dell'attività di allevamento di animali come industria insalubre di prima classe, tuttavia rileva parte ricorrente che la stessa può essere consentita nelle zone abitate solo a condizione che non arrechi nocumento alla salute del vicinato, mediante opportune cautele sulla base di quanto disposto dal TULS. A tale proposito il Sindaco avrebbe potuto obbligare il ricorrente a realizzare opere di sistemazione e miglioramento dell'area per eliminare gli eventuali problemi igienico-sanitari, ma non allontanare gli animali. Tra l'altro contesta il richiamo contenuto nell'ordinanza all'art. 56 del Reg. Ed. Com. in quanto il potere sindacale sarebbe ammissibile solo in caso di emergenze igienico sanitarie e non per il ripristino della legalità in campo urbanistico edilizio, come riferito dal richiamato dell'art. 56 del Reg.. 2) Eccesso di potere per difetto di istruttoria: l'ordinanza si fonderebbe esclusivamente sugli accertamenti effettuati tre mesi prima da parte dei tecnici della prevenzione e non da veterinari, come richiesto dal Reg. Igienico Sanitario comunale e Reg. Polizia Veterinaria. Inoltre dal successivo intervento effettuato da personale tecnico e da un veterinario ufficiale della ASL di Rieti - a seguito della lettera prot. n. 2222 del 3.3.2010 - sarebbe stata accertata l'assenza di una situazione di pericolo concreto per l'incolumità pubblica (animali ben alimentati, locali di stabulazione puliti e sufficientemente arieggiati). Pertanto il Sindaco avrebbe adottato l'ordinanza senza tener conto di tali ultimi accertamenti, basandosi così su accertamenti inidonei e compiuti quattro mesi prima, senza tener conto del mancato ricovero nella stalla degli animali dalla primavera fino all'autunno inoltrato, in quanto portati in alpeggio. 3) Eccesso di potere - Difetto motivazionale - Violazione dell'art. 3 della L. n. 241 del 1990: l'ordinanza impugnata sarebbe illegittima in quanto non motivata adeguatamente sulle ragioni contingibili e urgenti a presupposto della determinazione, prospettando tra l'altro l'allontanamento degli animali senza alcun elemento legato al rischio di patologie derivanti dalle condizioni igienico sanitarie, in difetto della verifica del principio di proporzionalità. 4) Eccesso di potere per disparità di trattamento: nonostante l'esistenza di altre situazioni più rischiose per l'igiene pubblica in altre zone comunali, l'ordinanza sarebbe stata emessa solo nei confronti del ricorrente, costituendo ciò evidente disparità di trattamento. Conclude con la richiesta di accoglimento del ricorso, previa sospensione dell'ordinanza impugnata.

3. Si è costituito in giudizio il Comune di Borgorose per resistere al ricorso e ha controdedotto alle censure attoree sui profili della correttezza della forma dell'ordinanza e della competenza del Sindaco in materia, evidenziando che non sarebbe stato imposto l'abbattimento degli animali, ma l'allontanamento dal centro abitato, sulla base di una situazione di fatto accertata come pregiudizievole per l'igiene e l'incolumità. Inoltre l'intervento eseguito medio tempore in conseguenza dell'accertamento della ASL non avrebbe potuto impedire l'adozione del provvedimento, la cui finalità sarebbe rivolta a rimuovere la situazione di accertato pericolo. Conclusivamente chiede la reiezione del ricorso in quanto il provvedimento sarebbe fondato su accertamenti istruttori recanti la constatazione della situazione di gravi inconvenienti igienico-sanitari, rilevando come la lamentata disparità di trattamento sarebbe stata enunciata in modo generico e non provata, non derivandone un periculum in ragione del trasferimento degli animali in alpeggio in data 1.6.2010.

Con ordinanza n. 3745 del 2010 è stata accolta la suindicata domanda cautelare.

4. In prossimità dell'odierna pubblica udienza il Comune ha prodotto memoria conclusionale con la quale ha insistito sulla propria posizione difensiva con ulteriori argomentazioni.

All'udienza pubblica del 15 ottobre 2014 la difesa del ricorrente ha prodotto documentata memoria conclusionale il cui contenuto, in assenza del consenso della controparte al deposito tardivo, è stato illustrato nel corso della discussione,.La causa è stata quindi trattenuta per la decisione.

5. Nel merito, il Collegio rileva che sono fondati i motivi con i quali sono dedotti il difetto di presupposti e la carenza di istruttoria (primo e secondo mezzo) in quanto l'impugnata ordinanza contingibile ed urgente è stata adottata senza porre in essere alcun tipo di accertamento circa i possibili danni e/o pericoli che l'allevamento del ricorrente avrebbe potuto arrecare alla salute pubblica.

Ed invero, il provvedimento in esame, adottato ai sensi dell'art. 50 del TUEL - quale ordinanza contingibile e urgente in materia di sanità ed igiene - si fonda sulla relazione n. 1855 del 25.1.2010 della A.S.L. di Rieti - Dipartimento Prevenzione "con la quale, vengono segnalati gravi inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla detenzione degli animali in località ____, luoghi identificati come zona "B" di completamento del vigente P.R.G., e viene richiesta l'emissione di apposita ordinanza sindacale di allontanamento immediato degli animali", con riguardo ai bovini presenti all'interno del manufatto, di proprietà del ricorrente.

Nella specie, non risulta che l'Amministrazione comunale competente abbia effettuato alcun accertamento circa la sussistenza di una situazione di danno attuale o di pericolo concreto ed incombente per la salute e l'igiene pubblica derivante dall'allevamento del ricorrente, tenuto conto del presupposto di tale potere sindacale. Al riguardo l'accertamento di tale situazione di danno, quale incombente istruttorio si appalesava quanto mai necessario alla luce anche della circostanza che, in occasione di un sopralluogo effettuato in loco da personale tecnico e veterinario della A.S.L. di Rieti, in data 18.3.2010 (antecedente a quella di adozione dell'ordinanza), con relazione di servizio è stato accertato che "gli animali sono regolarmente identificati e registrati, vengono ben alimentati ed abbeverati, i locali di stabulazione si presentano puliti......e sufficientemente arieggiati, non si avvertono maleodoranze" (cfr. relazione di servizio in data 19.3.2010, adottata in riferimento alle richieste di intervento del Comune, allegato n. 3).

Al riguardo, in generale, si rileva che l'esercizio, da parte del Sindaco, del potere di emanare ordinanze contingibili ed urgenti in materia di sanità ed igiene è condizionato all'esistenza di specifici presupposti: necessità di intervenire in determinate materie quali la sanità e l'igiene; attualità o imminenza di un fatto eccezionale, quale causa da rimuovere con urgenza; preventivo accertamento da parte di organi competenti della situazione di pericolo e di danno; mancanza di strumenti alternativi previsti dall'ordinamento, stante il carattere "extra ordinem" del potere sindacale.

Pertanto una ordinanza contingibile ed urgente può trovare giustificazione solo in una situazione di pericolo attuale per l'incolumità pubblica non fronteggiabile con i normali strumenti predisposti dall'ordinamento e non può essere adottata per conferire assetto stabile e definitivo agli interessi coinvolti dalle situazioni in atto di pericolo che deve essere perseguito mediante le procedure ordinarie e nel rispetto dei diritti garantiti dall'ordinamento (cfr. Cons. Stato, sez. V, 13 marzo 2002, n. 1490).

6. In conclusione, assorbito ogni altro motivo e profilo di gravame non espressamente esaminato in quanto ritenuto ininfluente e irrilevante ai fini della decisione - il ricorso deve essere accolto, con il conseguente annullamento dell'ordinanza impugnata.

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l'effetto, annulla l'ordinanza impugnata.

Condanna il Comune di Borgorose (Rieti) a rifondere alla parte ricorrente le spese, gli onorari, e le competenze di causa che si liquidano in complessivi Euro 1.000,00 (mille,00) oltre I.V.A., C.P.A. e rimborso spese generali come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 15 ottobre 2014 con l'intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Mariangela Caminiti, Consigliere, Estensore

Salvatore Gatto Costantino, Consigliere



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati