Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2013-10-07

AMMINISTRATORE UNICO E D.G. NELLE AZIENDE SPECIALI – Corte Conti Lombardia 386/13 – Alceste SANTUARI

Un"amministrazione comunale intende modificare lo statuto della propria azienda speciale che gestisce il servizio farmaceutico ed altri servizi socio-assistenziali, al fine di sostituire il consiglio di amministrazione con un amministratore unico. In questa direzione, il Sindaco chiede ai giudici contabili se

  1. ciò sia legittimo, nel quadro normativo attuale;
  2. all"amministratore unico possa essere attribuita anche la funzione di D.G.;
  3. è possibile, nel caso in cui venga esclusa la "sovrapposizione" di incarichi, prevedere un compenso per l"amministratore unico?

Ai quesiti sopra esposti, la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, con parere del 17 settembre 2013, n. 386 ha statuito come segue:

  1. anche nelle aziende speciali è possibile procedere alla nomina di un amministratore unico in luogo del CdA, in forza del principio di contenimento dei costi della P.A.;
  2. all"amministratore unico (così come sarebbe previsto per i componenti del CdA) si applicano le disposizioni dell"art. 6, comma 2, d.l. n. 78/2010, che prevedono la gratuità delle cariche ricoperte (cfr. Corte Conti Lombardia, n. 184/2013), salvo il rimborso delle spese sostenute;
  3. alle aziende speciali, escluse quelle che operano nel settore dei servizi socio-assistenziali ed educativi, scolastici per l"infanzia, culturali e nel settore delle farmacie, si debbono applicare i vincoli di cui al comma 5-bis, art. 114, TUEL.

I giudici contabili, avuto riguardo in particolare a quanto descritto sub c), non rilevano un divieto assoluto alla nomina a direttore generale dell"amministratore unico.

Qualora tale enunciato, tuttavia, deve essere "calato" nell"operatività gestionale delle aziende speciali, sorge qualche interrogativo, che – nei casi concreti – merita attenzione circa la "sovrapposizione" delle due cariche rispetto a quanto previsto dal d.lgs n. 39/2013. In primo luogo, giova rammentare che l"art. 7, comma 2, lett. c) e d) dispone in merito alla inconferibilità per coloro che "siano stati" amministratore e non per quanti, invece, siano in carica. Amministratore unico e direttore generale, quindi, in quest"ottica, dovrebbero poter essere compatibili e legittimi. Lo stesso decreto legislativo, art. 12, tuttavia, prevede che siano incompatibili gli incarichi dirigenziali con l"assunzione e il mantenimento della carica di amministratore. Ai sensi del decreto, il direttore generale integra la fattispecie di "incarico amministrativo di vertice" e non dirigenziale (art. 1, comma 1, lett. i). Ne consegue che la compatibilità tra le due cariche (direttore generale e amministratore unico) è rispettata se il ruolo di direttore generale non ha natura dirigenziale. In linea generale, dunque, si potrebbe ipotizzare un"azienda speciale, presso la quale il comune dominus intenda designare un amministratore unico, quale proprio rappresentante politico-amministrativo, al fine di contenere i costi della c.d. "politica", al quale attribuisca anche le funzioni di direttore generale, ma non anche la qualifica dirigenziale. Comunque, occorrerà valutare caso per caso.



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