Legislazione e Giurisprudenza, Amministratore, poteri, doveri -  Redazione P&D - 2013-11-26

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO E UTILIZZO DELLE CELLULE STAMINALI – Trib. Roma 3/7/2013 - Laura PROVENZALI

Le cronache ci parlano, sempre più frequentemente, di "diritto alla speranza" con riferimento sia all" iter giudiziario che i malati affetti da patologie degenerative affrontano per poter ricevere terapia genica e cellulare, sia alle pronunce che, numerose, nella fase cautelare del giudizio, accolgono le loro richieste.

A dar voce a queste persone, spesso, il loro Amministratore di Sostegno, come nel caso della Signora D, affrontato dal Giudice Tutelare del Tribunale di Roma, sezione Ostia nel luglio scorso ( Trib. Roma, sez. Ostia, decreto 3 luglio 2013, dal quale sono tratti i virgolettati che seguono )

A ricorrere per lei i suoi più stretti familiari : mamma, papà e fratello.

Si legge nel Decreto del Giudice Tutelare che D " è affetta da sclerosi multipla dal 1982, e quindi in una condizione di malattia dagli esiti notoriamente infausti in fase avanzata" e che "la predetta, seppur capace di intendere e di volere, a causa dell'atrofia muscolare progressiva degli arti, non è in grado di deambulare e possiede in modo ridotto la capacità di comunicazione con il mondo esterno, non potendo né parlare né utilizzare la scrittura "

Nonostante questi importanti impedimenti, D "entra" nell"aula del Giudice attraverso il DVD prodotto dai familiari "dal quale emerge con assoluta certezza e chiarezza, al di là della impossibilità della beneficiata di articolare e proferire parole udibili, la piena comprensione da parte di D del senso delle domande dell"interlocutore (D si esprime con cenni della testa coerenti con le domande, e così muove il capo nel comune movimento del "sì" per confermare la sua volizione), delle finalità dell"intervista (nomina di un amministratore di sostegno a suo favore al fine del trattamento con cellule staminali della persona stessa della intervistata)" .

I limiti posti dalla normativa vigente ( decreto legge 25.3.2013 n.24, convertito con modifiche dalla legge 57/2013 e, in particolare, quanto ivi previsto all"art.2 secondo e terzo comma sulla possibilità di trattare con cellule staminali solo i soggetti per i quali l"ordine dell"autorità giudiziaria sia intervenuto non oltre la data di entrata in vigore del decreto legge 25.3.2013 n.24 ), ben presenti nella parte motiva del provvedimento, non possono essere di ostacolo all"accoglimento del ricorso in quanto ciò che si chiede non è un ordine giudiziale rivolto ad una struttura pubblica ma l"autorizzazione a poterlo richiedere a beneficio di D.

Sarà quindi il fratello di D "l"angelo custode" che viene autorizzato " ad agire in via giudiziale e stragiudiziale in nome e per conto di D per tutelare ogni sua esigenza di salute; a prestare il consenso informato in nome e per conto di D in relazione a interventi di natura medica sia ordinaria che straordinaria ed in particolare alla somministrazione di medicinali per terapia genica e cellulare; a prestare il consenso informato in nome e per conto di D alla somministrazione di cellule staminali presso la Struttura Ospedaliera "Spedali Civili" di Brescia secondo il protocollo Stamina Foundation "



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati