Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2014-12-15

AMORE E MORTE- Giuseppe FEDELI

"L'unica cosa di cui mi dispiace morire è che non sia d'amore" (G.G.Marquez)

D'amore si può morire. Ne siamo stati testimoni in questi giorni: domenica la notizia del malore di Mango durante un concerto, mentre sul palco del Pala Ercole di Policoro, in Basilicata (sua terra di origine), stava cantando e suonando al pianoforte Oro, una delle sue cover più famose. Le note e la voce si arrestano d'improvviso, Mango alza la mano destra e sussurra "scusate..." al suo pubblico che subito non capisce. Poi la certezza che il suo cuore non ha retto e lui tra i suoi fans che dice addio alla vita. Mango aveva 60 anni. L'indomani, tragicamente, la stessa sorte beffarda tocca a Giovanni, fratello maggiore, sentitosi mancare mentre dolorosamente si accomiata dal cantante nella sua casa. Da sempre lo chiamiamo crepacuore. Lasciamo stare le eziopatogenesi e i protocolli medici, le fredde statistiche e la vivisezione dell'"oggetto" di studio. Stonano terribilmente, ripugnano, come suscitano ribrezzo le riprese degli ultimi istanti di vita del cantante spesi in una vile quanto mentecatta negoziazione, che ne svilisce la sacralità, imbrattandola di morbosità voyeristica. Pare una storia scritta sugli accenti e la memoria della Piccola Fiammiferaia, una storia di Natale custodita dai libri che sprigionano ancora odore di carta, d'inchiostro, di cose passate. Stavolta la storia non è a lieto fine, la morte fa uno sberleffo alla vita, e spazza via una fetta di famiglia, i cui vincoli di sangue hanno radici di pietra e fronde di cielo. "Ti passa vicino vicino/si ferma, decide una sorte,/gentile, sorride persino:/non sbaglia una mossa la Morte", è l'epigramma elegiaco e ironico insieme del poeta. La Signora con la Falce può infatti assumere sembianze grottesche, come nel caso che ha spezzato il cuore dell'Italia più scabra, dura, dove arriva però, valicando i monti, l'odore del mare, e l'oro di una passione (nel vero senso, perché etimologicamente passione deriva dal verbo latino patiri) che si chiama Musica. Celebrata con quelle scale policrome in falsetto di fascinosa malìa, dentro una joie de vivre intrisa di amara consapevolezza. Ma il risvolto di questa storia strappalacrime, non melensa perché vera, schiettamente verace, è il guadagno di un guado, che rivede insieme, come in vita, i due fratelli: "Sali al tuo appuntamento con la Luce//doloroso soltanto per noi/che a lenti passi guardiamo al Mistero,/quello che d'un balzo tu hai attraversato", cantava nel suo delirio orfico-mistico la grande Emily Dickinson. Non ci saranno le brune rive d'Acheronte ad accogliere lo spirito, ma cieli stellati e albe tiepide, canti azzurri e melodie infinite. Sì, perché si può anche morire felici, traguardare il fatidico passo senza nemmeno accorgersene. Ma l'insegnamento più alto di questa storia, che per certi versi ha dell'incredibile, è che l'amore vince sempre. Anche la Morte.

Giuseppe Fedeli

Dopo la morte del cantante Mango e di suo fratello, anche gli altri due fratelli hanno avuto un malore. Lo scrive il quotidiano della Basilicata: Michele e Armando compositore di alcune delle canzoni più famose - si sono recati in ospedale per andare a trovare il fratello maggiore ignorando che fosse morto, e appena giunti al pronto soccorso si sono a loro volta sentiti male e sono stati ricoverati entrambi.



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