Changing Society, Legami sentimentali -  Mottola Maria Rita - 2013-12-18

AMORE E ODIO – Maria Rita MOTTOLA

Ho ritrovato, cercando di recuperare i dati perduti con la sostituzione del computer, un breve racconto che pubblico ora. Il tema dell"odio e dell"amore è di grande attualità. Ma è necessario puntualizzare che l"opposto dell"amore non è  l"odio ma l"indifferenza, o, se si è generosi come le protagonista, un sentimento positivo lieve e leggero.

E" seduta ad un tavolo in attesa del cameriere. La sua bellezza mi offende. Perché il tempo su di lei non esercita l"implacabile lenta distruzione? E" bella. Vivace e fresca come una fanciulla. Gli occhi grigi come un lago, a tratti si illuminano di azzurro cielo, brillante di toni blu genziana. Resto impassibile, mi irrigidisco e le passo accanto, indifferente, senza neppure degnarla di uno sguardo.

Mi accomodo poco distante da lei. Riesco a intravedere che il sorriso sorpreso e ironico che l"aveva accesa al mio inatteso ingresso in sala si spegne in una smorfia di attonita incredulità.

Cerco di non pensare a lei che prorompente dopo tanti anni mi appare come un mostro pronto a procurarmi dolore.

Ma guarda chi arriva. Non mi saluta. Dopo tanti anni che senso ha questa sua rigidità? E" solo un maleducato arrogante. O forse ha paura. Il pensiero che possa provare tale sentimento mi inlanguidisce il cuore. Mi evita è questo è evidente. E pensare che avrei solo rivolto un saluto. Nulla di più. Ci sarebbero tante cose da dire. Lo odiato, certo, e ho forse commesso piccole e sciocche azioni, piccoli e sciocchi tentativi di offenderlo e ferirlo, per rabbia, delusione, amarezza. Ma è durato poco.

Tutto il mio odio è durato pochi giorni. Non volevo odiare. L"odio è autoreferenziale e si autoalimenta all"infinito e può durare tutta una vita. L"amore ha bisogno dell"oggetto dell"amore, di sguardi, di carezze, di parole, se no appassisce e col tempo lentamente, dolorosamente, molto dolorosamente, muore. Così è stato il mio amore, che forse era solo amore per l"Amore e nulla più, è sceso lentamente nell"oblio, lasciando il cuore e l"anima liberi ad un altro amore, passionale, maturo, intenso, vissuto, amato.

Avrei forse potuto dire che mi dispiace, chiedere scusa e offrire il perdono per le sue offese. Solo questo. Lo ha impedito.

I pensieri si interrompono e riprendo la conversazione con la cara amica che mi accompagna. Scherziamo e pranziamo in allegria. La tristezza vola lontano.

Non sopporto la sua risata fragorosa, il tono della sua voce calda e appassionata, non sopporto la sua presenza. Pensavo di non provare più nulla. Pensavo di aver cancellato tutto. La mia vita scorre serena e soddisfacente, tutto pulito, tutto ordinato, tutto chiaro, senza inutili complicazioni.

Tutto rintuzzato nel profondo, mai dimenticato.

Pensavo di non provare più nulla, ma il rancore (odio? Chissà?) che provo mi legherà a lei per sempre.

Me ne sto andando, mando un pensiero nella sua direzione. Ti voglio bene, non quel bene che provo per un vecchio amico che i casi della vita ha allontanato, che desidero rivedere, per passeggiare con lui e ricordare i nostri sogni, i nostri desideri, godendo della sua presenza e della sua amicizia.

Non quel tipo di bene, qualcosa di meno, di più semplice, non quel bene ricco di affetto e di stima per l"amico lontano. Semplicemente il desiderio di sapere che stai bene. Nulla di più.

L"amore morendo non è come l"odio, cancella ogni dolore, non fa più male, lascia liberi e sereni. L"amore non l"odio.



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immagine A3M

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