Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-10-06

ANAC: RILEVANZA DELLE INDICAZIONI FORNITE – Cons. St. 4358/15 – Alceste SANTUARI

Le indicazioni dell"ANAC (già AVCP) assumono valenza di canoni oggettivi di comportamento

A prescindere dal loro inquadramento dogmatico, sono vincolanti per gli operatori del settore

Il Consiglio di Stato, respinge un appello, confermando all"ANAC ruolo di garante nel settore dei contratti pubblici

Il Consiglio di Stato, sez. VI, con sentenza 18 settembre 2015, n. 4358, respingendo l"appello presentato da una società privata incaricata di un munus pubblico contro la sentenza del Tar Lazio, Sede di Roma, sez. III, n. 10788/2014.

Il Tar del Lazio aveva ritenuto che le condotte contestate alla società ricorrente "non possono essere derubricate a meri errori formali in quanto, in disparte gli effetti distorti prodotti in alcuni casi nell"ambito del mercato dei lavori pubblici, non è revocabile in dubbio che ciò sia stato il frutto di un grave difetto di diligenza che invece è imposta dallo stesso legislatore in ragione del fatto che si tratta dell"esercizio di una funzione pubblica rimessa ad un organismo privato". I giudici di prime cure hanno anche evidenziato che "il rispetto delle indicazioni fornite dall"Autorità avrebbe consentito, oltre ad improntare la condotta ai prescritti canoni di diligenza, anche ad acquisire utili elementi informativi riguardanti l"impresa cedente che avrebbe consentito alla società di non assumere iniziative che si sono poi rivelate non conformi alla normativa di settore" (v. così, testualmente, l"appellata sentenza).

In altri termini, proprio in ragione della particolare complessità della disciplina in tema di attestazioni avrebbe dovuto suggerire alla società di seguire le indicazioni fornite dall"Autorità.

A riguardo del ruolo e delle funzioni dell"Autorità, il Consiglio di Stato ha inteso sottolineare che le indicazioni dell"ANAC, "contenute nei menzionati comunicati, a prescindere dal loro inquadramento dogmatico, assumono, in ogni caso, valenza di canoni oggettivi di comportamento per gli operatori del settore, la cui violazione integra un"ipotesi di negligenza, per gli effetti di cui all"art. 70, comma 1, lett. a), d.P.R. n. 207 del 2010, essendo all"Autorità riconosciuti il ruolo di garante dell"efficienza e del corretto e trasparente funzionamento del mercato nel settore dei contratti pubblici e, quindi, del sistema di qualificazione, nonché penetranti poteri di vigilanza e controllo sia sulle -OMISSIS-, sia sulle singole attestazioni di qualificazione e dei relativi procedimenti (v. art. 6 d.lgs. n. 163 del 2006)."

Di qui, la legittimità delle sanzioni comminate alla società ricorrente.



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