Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-06-11

ANCHE GLI AFFIDAMENTI ALLE COOP B RICHIEDONO LEVIDENZA PUBBLICA – Tar Liguria 440/15 – Alceste SANTUARI

La l. 381/91 stabiliva che gli affidamenti alle cooperative sociali di tipo b potevano derogare all"evidenza pubblica

La l. stabilità 2015 ha introdotto anche per le cooperative di tipo b l"obbligo del confronto concorrenziale

Il Tar Liguria conferma la necessità di una procedura trasparente e non segreta

L"art. 5, l. n. 381/91, che ha riconosciuto e disciplinato la forma giuridica delle cooperative sociali, stabiliva che gli enti pubblici, compresi quelli economici, e le società di capitali a partecipazione pubblica, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, potessero stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), ovvero con analoghi organismi aventi sede negli altri Stati membri della Comunità europea, per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi il cui importo stimato al netto dell'IVA sia inferiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, purché tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui all'articolo 4, comma 1. L"art. 1, comma 610 della legge di Stabilità 2015 ha inserito il seguente periodo al comma 1 dell"art. 5 sopra citato, che recita quanto segue: "Le convenzioni di cui al presente comma sono stipulate previo svolgimento di procedure di selezione idonee ad assicurare il rispetto dei princìpi di trasparenza, di non discriminazione e di efficienza".

In altri termini, il nuovo testo dell"art. 5, l. 381/91 stabilisce oggi che anche per gli affidamenti c.d. "sotto soglia" sia richiesto un confronto concorrenziale tra i diversi potenziali soggetti erogatori.

E" opportuno ricordare in questa sede che l"art. 5, comma 1, l. n. 381/91 ha inteso identificare nelle cooperative di "tipo b)", lo strumento privilegiato e specialistico per l"inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (portatori di handicap fisici e psichici, tossicodipendenti, condannati ammesse alle misure alternative alla detenzione, ecc.), nonché il soggetto titolato a svolgere formazione professionale, a lavorare per una piena integrazione sociale delle persone in difficoltà e a favorire (se possibile) un loro successivo avviamento lavorativo esterno alla cooperativa. Il modello di inserimento lavorativo promosso dalla cooperazione sociale e sancito dalla legge 381/91 presenta una sostanziale discontinuità con il modello classico, spostando l"inserimento lavorativo dalle politiche vincolistiche e socio-assistenziali alle politiche attive del lavoro e in particolare di sviluppo imprenditoriale. La cooperativa sociale ha lo scopo di espandere la domanda di lavoro creando una domanda specificamente rivolta alle risorse svantaggiate, alle quali offre opportunità di entrata nel mercato del lavoro attraverso l"immissione in un"organizzazione che coniuga capacità produttiva, capacità di valorizzazione della forza lavoro debole e azioni di supporto alle persone inserite.

Le cooperative sociali operanti nel campo dell"inserimento lavorativo delle persone svantaggiate rivestono, pertanto, un ruolo del tutto particolare nei progetti di inclusione sociale derivante dall"essere contestualmente realtà imprenditoriali con un proprio status giuridico fondato sui principi della mutualità e democraticità organizzativo-gestionale e soggetti concorrenti, secondo logiche innovative, alla concretizzazione di politiche attive del lavoro nel più ampio quadro di quelle sociali in funzione della effettiva esigibilità dei diritti di cittadinanza, secondo quanto affermato dalla Carta costituzionale.

E proprio in ragione della funzione sociale loro riconosciuta, alle cooperative sociali di tipo b è stato concesso di poter derogare, nello svolgimento delle attività finalizzate all"inserimento lavorativo di quelle categorie di soggetti svantaggiati, alle ordinarie procedure ad evidenza pubblica, qualora l"importo relativo ai servizi / lavori da effettuare fosse al di sotto delle soglie comunitarie previste. Conditio sine qua non per poter accedere a questo sistema derogatorio, è bene ricordarlo, è l"iscrizione delle cooperative negli appositi albi regionali delle cooperative sociali.

Quale novità dunque introduce il comma 610 della legge di Stabilità 2015? Considerando che rimane ferma l"obbligatorietà di iscrizione nell"albo regionale delle cooperative sociali, l"art. 1, comma 610 in parola stabilisce che anche per gli affidamenti c.d. "sotto soglia" la P.A. (stazione appaltante) debba procedere ad un confronto concorrenziale tra le potenziali cooperative sociali interessate all"affidamento del servizio. Dal punto di vista del diritto positivo, si potrebbe pensare ad una novità in termini assoluti, in quanto la ratio del legislatore del 1991 era stata proprio quella di evitare che le cooperative sociali di tipo b) fossero assimilate a quelle di tipo a) almeno per quanto riguarda l"assegnazione di servizi e lavori "sotto soglia". La modalità prevista era infatti il convenzionamento diretto conseguente soltanto alla verifica dell"iscrizione della cooperativa sociale di tipo b) nell"apposita sezione del registro regionale delle cooperative sociali. Anche l"AVCP (ora ANAC) ha, nel corso di questi ultimi anni, inteso ribadire che le convenzioni di cui all"art. 5 possono essere stipulate con quest"ultima tipologia di cooperative, sempre che l"importo dell"affidamento non superi la soglia di rilevanza comunitaria. In mancanza delle condizioni specificate, l"utilizzo delle convenzioni in discorso non può ritenersi ammesso; parimenti è da escludersi l"applicabilità della disposizione richiamata in caso di indebito frazionamento degli importi degli affidamenti.

La sentenza del Tar Liguria, sez. II, n. 440 del 22 maggio 2015 ha confermato il dettato normativo introdotto dalla legge di Stabilità per quanto attiene, nel caso di specie, l"affidamento dei servizi cimiteriali alle cooperative sociali di tipo b). I giudici amministrativi liguri hanno ribadito che, per quanto riguarda gli affidamenti a questa tipologia di cooperative:

  1. il riferimento ai principi di trasparenza, non discriminazione e efficienza è stato recentemente introdotto dall"art. 1, comma 610 l. 23 dicembre 2014, n. 190, con decorrenza dal 1° gennaio 2015;
  2. il rispetto del principio di trasparenza impone, alla stazione appaltante, l"obbligo di svolgimento in seduta pubblica delle attività di apertura delle buste contenenti le offerte, di ammissione ed esclusione degli offerenti, di apertura delle buste contenenti le offerte economiche e di aggiudicazione.

Alla luce del nuovo contesto normativo, il Tar ha, dunque, ritenuto fondato il ricorso avverso una procedura segreta, peraltro non considerandola dirimente in ordine ad una possibile maggiore celerità della procedura seguita, con la quale era stato disposto l"affidamento dei servizi cimiteriali a favore di una cooperativa sociale di tipo b.

Preme evidenziare che, comunque, la previsione contenuta nella l. 190/2015 non costituisce, in termini relativi e dinamici, una novità. Invero, in taluni contesti caratterizzati dalla presenza di un certo numero di cooperative sociali iscritte all"albo regionale, la P.A. già fa ricorso a "gare informali" per la selezione della cooperativa sociale cui affidare il servizio. Poiché la finalità degli affidamenti alle cooperative sociali di tipo b) rientra in quelle di interesse generale, così come riconosciute anche a livello europeo, dovrà essere cura della P.A. affidante che le procedure di selezione siano idonee non soltanto ad assicurare il rispetto dei principio di trasparenza, di non discriminazione e di efficienza, ma soprattutto ad assicurare il pieno rispetto e valorizzazione, ai sensi dell"art. 118, u.c. Cost., della capacità progettuale e del processo di produzione del servizio oggetto dell"affidamento che le cooperative sociali di tipo b) sono in grado di garantire.



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