Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-10-09

ANCHE LE CONCESSIONI DI SERVIZI SEGUONO LE REGOLE UE – Cons. St. 4913/14 – Alceste SANTUARI

Con determinazione del proprio responsabile d"area, un comune affida la gestione degli impianti sportivi, ad esito di una procedura ad evidenza pubblica nella quale non era stato attribuito a ciascuna componente dell"offerta qualitativa il relativo punteggio. Tale circostanza è stata considerata dal Tar Veneto, Sez. I, n. 1868/2011 alla stregua di un impedimento per i concorrenti di elaborare le offerte in relazione ai pesi di ciascuna componente e, a posteriori, non ha consentito agli stessi di riscontrare la corretta attribuzione dei punteggi alle singole offerte. Il giudice di prime cure ha ritenuto che un simile modus procedendi abbia esposto "i concorrenti al rischio di valutazioni arbitrarie e all"impossibilità per il concorrente di conoscere integralmente i criteri di valutazione nel momento in cui aveva predisposto l"offerta".

Contro la sentenza breve del Tar Veneto ha proposto appello l"originaria contro interessata deducendo le seguenti doglianze:

a) non corretta esegesi dell"art. 83, comma 4, d.lgs. n. 163/2006, che non imporrebbe all"amministrazione di predeterminare i sub criteri o i sub punteggi. Nella fattispecie in esame, secondo la valutazione della ricorrente, "non sarebbe esistita l"esigenza di un"ulteriore specificazione dei criteri di valutazione dell"offerta tecnica indicati dall"art. 27 del capitolato anche grazie al rinvio alle altre disposizioni della lex specialis nonché all"allegato B."

b) non corretta interpretazione dell"art. 30 d.lgs. n. 163/2006, poiché per la tipologia di concessioni oggetto di gara si utilizzerebbe una procedura informale, rispetto alla quale sarebbe legittima la scelta della stazione appaltante di non puntualizzare ulteriormente i criteri di attribuzione dei punteggi.

L"originaria contro interessata ha invocato la conferma della sentenza di primo grado, rilevando che:

1) l"individuazione da parte della stazione appaltante di sub criteri e sub punteggi per la valutazione delle offerte non rappresenta un obbligo assoluto, ma un"attività necessaria nei soli casi in cui il bando non consenta l"attribuzione dei punteggi con metodo matematico;

2) l"indicazione dei sub criteri si sarebbe resa necessaria perché, sulla scorta del bando e del capitolato speciale, era impossibile elaborare un"offerta che tenesse in considerazione i pesi attribuiti a ciascuna componente dell"offerta e che consentisse ex post di riscontrare la corretta attribuzione dei punteggi;

3) il disciplinare di gara individuava in modo generico le componenti dell"offerta tecnica, prevedendo un punteggio massimo e minimo, senza indicare, però, i sub punteggi né i criteri motivazionali necessari ad attribuire ad ogni singola componente dell"offerta il relativo punteggio;

4) l"art. 30, comma 3, d.lgs. n. 163/2006 stabilisce che per la scelta del concessionario valgono i principi generali, ma precisa allo stesso tempo che tale scelta deve essere compiuta sulla scorta della predeterminazione dei criteri selettivi.

I giudici di Palazzo Spada, Sez. V, con sentenza del 2 ottobre 2014, n. 4913, hanno respinto l"appello evidenziando quanto segue:

a) il comma 3 dell"art. 30 del Codice dei contratti, dispone che: "La scelta del concessionario deve avvenire nel rispetto dei principi desumibili dal Trattato e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità, previa gara informale a cui sono invitati almeno cinque concorrenti, se sussistono in tale numero soggetti qualificati in relazione all'oggetto della concessione, e con predeterminazione dei criteri selettivi";

b) ancorché "la normativa comunitaria abbia tendenzialmente escluso dal proprio ambito le concessioni di servizi, le stesse non si sottraggono al rispetto dei principi fondamentali del Trattato tra i cui corollari si apprezza proprio quello della predeterminazione dei criteri selettivi.";

c) si tratta di una previsione normativa essenziale in quanto finalizzata ad "assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità."

d) quindi, sia pure nell"ambito di una gara informale, le concessioni di servizi possono essere affidate solo all"esito di una procedura caratterizzata dalla predeterminazione dei criteri selettivi.

e) l"assenza di sub punteggi e di sub criteri, la presenza di una forchetta di 4 elementi per la valutazione dell"offerta tecnica, nonché l"assegnazione di un punteggio secco senza motivare ulteriormente da parte della Commissione sono circostanze che contrastano direttamente con la previsione dell"art. 30;

d) tutto ciò impedisce ai concorrenti di apprezzare l"iter logico seguito dalla commissione nell"assegnazione dei punteggi, stante l"impossibilità di desumere dalla legge di gara ulteriori indicazioni utili per individuare le concrete modalità di applicazione dei criteri in astratto previste dal capitolato speciale.

Ne consegue che l"affidamento dei terzi (nel caso di più concorrenti) deve essere sempre salvaguardato e protetto anche nel caso in cui l"ordinamento non disponga un preciso obbligo in capo alle stazioni appaltanti. I criteri selettivi definiti ex ante rientrano integrano dunque una componente a presidio della parità di trattamento e della conoscibilità delle condizioni di accesso.



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