Legislazione e Giurisprudenza, Processo di cognizione -  Storani Paolo - 2013-08-11

ANCORA SUL PRINCIPIO DELLA RAGIONE PIU' LIQUIDA - GdP Civitanova Marche 11.7.13 - Paolo M. STORANI

Ancora un'applicazione del principio della ragione più liquida.

La sentenza è dell'11 luglio 2013 ed è opera del Giudice di Pace di Civitanova Marche, Est. Giuseppe Fedeli.

Del pari, rimandiamo all'altra decisione pubblicata pure stamani, depositata il 13 giugno 2013.

La pronuncia che presentiamo ai lettori di P&D nella presente scheda menziona anche un passo motivazionale del Dott. Mario CODERONI, contenuto nella sentenza del Tribunale Civile di Piacenza di data 19 febbraio 2011: tale criterio "consente al giudice di non rispettare rigorosamente l'ordine logico delle questioni da trattare (art. 276 c.p.c.), ove sia più rapido ed agevole risolvere la controversia in base ad una questione che - pur se logicamente subordinata ad altre - sia più evidente e più rapidamente risolvibile".

MOTIVI DELLA DECISIONE

Allodierno giudizio è applicabile lart. 58, comma II, legge 18 giugno 2009 n. 69 e, per leffetto, la stesura della sentenza segue lart. 132 c.p.c. cpv. e 118 comma 1 disp. att. c.p.c., come modificati dallart. 45, comma 17, della legge 69/09. La presente sentenza è inoltre pronunciata secondo il modulo dellart. 113 cpc (art. 119 disp. Att. Cpc). La domanda va disattesa: lomissione delle indicazioni prescritte dal d.lgs 209/2005 configura infatti una carenza del contenuto di un atto formale tipico contemplato dallordinamento quale condizione di proponibilità della domanda e in quanto tale si sottrae alla disciplina dellart. 156, comma 2 e 3, c.p.c. riguardante i soli atti processuali, con la conseguente improponibilità/improcedibilità della domanda giudiziale. La possibilità per il Giudice di formulare una condanna nei confronti di uno solo dei soggetti dichiarati dall'attore come solidalmente responsabili è limitata ai casi in cui l'attore agisca in base ad un titolo che assertivamente li ponga nella veste di coobbligati. In altri termini solo quando sia giuridicamente configurabile un'ipotesi di concorso di più condotte nella causazione dell'evento e quindi una possibilità giuridica di solidarietà, il Giudice all'esito dell'istruttoria, qualora dovesse emergere invece la responsabilità esclusiva di uno solo dei soggetti originariamente indicati come coobbligati, può discostarsi dalla richiesta di condanna solidale e condannare soltanto uno dei soggetti indicati dall'attore come corresponsabili. Il presupposto quindi che consente al Giudice di discostarsi dal tenore della domanda è rappresentato dalla possibilità giuridica di rapporto solidale che si verifica ai sensi dell'art. 2055 c.c. solo in presenza di due condotte distinte che hanno, anche solo a livello teorico, concorso alla produzione dell'evento. Nella presente fattispecie la situazione è ben diversa poiché tra l'--- e il --- Carlo non vi è alcuna possibilità giuridica di vincolo solidale (cfr. Corte Cost. 180/2009). Sia perché il quest'ultimo è (in hypothesi) esclusivo responsabile e quindi non ha concorso con alcuna altra condotta alla determinazione del sinistro e sia perché, comunque, mai potrebbe rispondere in solido con la --- che è la compagnia della stessa attrice ---. Solo nel caso in cui l'attrice avesse deciso di agire ai sensi dell'art. 144 Cod. Ass. nei confronti del responsabile civile --- e della sua assicurazione Assimoco, avrebbe potuto chiedere la condanna in solido di questi due soggetti. Infatti se il Giudice non dovesse accogliere la presente eccezione, andando a sentenza sul merito, si avrebbe il rischio di una sentenza impugnabile poiché, una volta accertata l'esclusiva responsabilità della --- nella causazione dell'evento di danno, il peritus peritorum, non potendo assolutamente condannare in solido i soggetti indicati dalla instante (secondo l'indirizzo conforme all'orientamento di altri giudici di merito), dovrebbe autonomamente decidere se la domanda è stata introdotta ai sensi dell'art. 144 Cod. Ass. e quindi condannare il --- ovvero ai sensi dell'art. 149 Cod. Ass. Non v'ha ragione di entrare nel merito della querelle, per principio della cd. "ragione più liquida", in base al quale la domanda può essere decisa sulla base della soluzione di una questione assorbente senza che sia necessario esaminare tutte le altre (tra le tante, Cass. civ., sez. III, sent. 25 gennaio 2010 n. 3(Pres. Preden, rel. Vivaldi);conferma l'indirizzo enunciato da Cass. civ. 16 maggio 2006 n. 11356).Detto principio dottrinario è frutto di una rinnovata visione dell'attività giurisdizionale, già contenuto in Cass. Civ., Sez. Unite, n. 24883 del 9 ottobre 2008, aderente al dettato dell'art. 111 Cost., il che comporta la rottura della struttura dianoetica dell'algoritmo processuale. Per adoperare le espressioni dell'Estensore Dr. Mario CODERONI della sentenza del Tribunale di Piacenza n. 154 del 19 febbraio 2011, tale principio "consente al giudice di non rispettare rigorosamente l'ordine logico delle questioni da trattare (art. 276 c.p.c.), ove sia più rapido ed agevole risolvere la controversia in base ad una questione che - pur se logicamente subordinata ad altre - sia più evidente e più rapidamente risolvibile". L'estrema "fluidità" della materia e il corredo di pronunce inanellato nel tempo, di segno, se non contrario, ancipite e comunque "ambivalente", inclina per la compensazione pro toto tra i litiganti delle spese di lite.

PQM

Il Giudice di Pace, definitivamente (ed equitativamente) pronunciando dichiara la domanda improcedibile. Compensa tra le parti gli oneri di giudizio.

Civitanova Marche, addì 11 luglio 2013

Il Giudice di Pace

Avv. Giuseppe Fedeli



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