Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2016-12-16

Andiamo a comandare-Sara Costanzo

Qualche mese fa non avrei mai immaginato che sei ore di lezione in un istituto tecnico-professionale popolato da ragazzi notoriamente "irrequieti" potesse trasformarsi in un'esperienza dai risvolti imprevedibili.

E capisco che ci ho messo un po' di tempo.

Ad abituarmi ai banchi, alla cattedra, al gesso, ai bidelli e ai campanelli del cambio d'ora; a tutta quella vitalità, indisciplinata e incerta, che mi indispone e mi  intenerisce al tempo stesso; a trasformarmi nella peggiore versione della signorina Rottenmeier e contemporaneamente a dare ad ognuno attenzione, tempo, sicurezza; a capire che i ragazzi ascoltano ogni tua parola e registrano ogni tua incertezza e che vogliono essere accolti e fermati contemporaneamente; ad assaporare la stanchezza e l'impotenza di una classe difficile senza esserne sopraffatta, a non dimenticare il senso, a non sacrificare l'entusiasmo.

Qualche mese fa non avrei mai immaginato che la necessità di capire il mondo di 55 ragazzi potesse rispolverare (con la dolce prepotenza delle cose che vengono a prenderti fin dentro al cuore) quella parte leggera del mio carattere a volte pieno di lati cosi diversi tra loro da farmi paura.

E confesso che ci ho messo impegno.

Ad iscrivermi (e appassionarmi) a facebook (certo nelle loro vite ci sono anche Snapchat, Twitter, Netflix, iTunes...ma io ho una certa tendenza alla dipendenza che credo non vada incoraggiata); a trovare in Alvaro Soler il miglior compromesso possibile tra i loro gusti musicali (popolati da personaggi inquietanti come Bello FiGo...) e i miei (che pure sono cresciuta con Bocca di Rosa cantata al posto della ninna nanna); a costruire quel momento speciale in cui un ragazzo decide di fidarsi e ti lascia entrare in quel mondo tenero e spigoloso che è l'adolescenza, con i genitori, gli amici, l'amore eterno che pensi di aver già vissuto e il sesso che sembra pieno di promesse; a ringraziare per ogni esperienza fatta, per ogni peccato che ho commesso e per ogni viaggio di redenzione. Perché 55 ragazzi  ti travolgono nelle discussioni più disparate, tra i problemi e le soluzioni più assurde e tu hai bisogno della credibilità dell'esperienza.

Qualche mese fa non avrei mai pensato di trovarmi a parlare con un simpaticissimo ragazzo dai capelli chiari e la "r"moscia che, nel trambusto dell'intervallo, ti racconta della sua famiglia ai suo occhi obsoleta e con un fare ingenuo ti dice: Ma lo sa prof. che mia mamma ha già 40 anni ...!!!!

E a pensare a dove sei stata negli ultimi 20 anni, evidentemente  ovunque invece che a crescere un figlio con i capelli chiari e la "r" moscia.

E per non so quale motivo ad avere la certezza che a fine anno sarebbe stato promosso.



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