Legislazione e Giurisprudenza, Animali -  Gasparre Annalisa - 2015-01-03

​ANIMALI DA CORTILE: CONDANNATO CHI LI HA MALTRATTATI - Trib. Cassino, 10.11.2014, Giud. Tamburro - Annalisa GASPARRE

La sentenza di merito che si propone riguarda un caso di maltrattamento di c.d. animali da cortile e applica la pena concordata tra le parti, essendo corretta la qualificazione giuridica data dall'accusa ai fatti e non ricorrendo le condizioni per il proscioglimento dell'imputato.

L'accusa riguardava la fattispecie "attenuata" di maltrattamento, data dall'art. 727 c.p. che punisce l'abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Le vittime erano numerosissime e tutte facenti parte dell'allevamento avicunicolo: oltre 260 animali tra galline, pavoni, tacchini, anatre, ovini, cani, cigni, fagiani, oche, polli. Gli animali erano detenuti in gabbie di limitate dimensioni che non compromettevano la libertà di movimento e non idonee dal punto di vista igienico-sanitario, nè sotto il profilo del sistema di abbeveraggio. Tali condizioni, incompatibili con la natura degli animali, erano produttive di gravi sofferenze.

Gli animali venivano sottoposti a sequestro preventivo da parte dei NAS di Latina che accertavano anche carcasse di volatili morti.

Secondo i giudici il comportamento addebitabile era dovuto a colposa trascuratezza e non a dolo, sicchè l'ipotesi contravvenzionale sarebbe quella più indicata a qualificare giuridicamente il fatto.

Dalla sentenza non è chiaro che ne sia stato degli animali: non è infatti menzionata la confisca, sicché potrebbero anche essere stati restituiti all'allevatore. Oltretutto la pena è stata sospesa.

L'unica - effettiva - tangibile sanzione è quella del riconoscimento delle spese legali alla parte civile, Anpana, un'associazione che persegue il fine di tutelare gli interessi lesi dalla normativa introdotta con legge 189/2004, specificamente riconosciuta. Il risarcimento vero e proprio non è invece consentito in quanto la scelta del rito speciale del "patteggiamento", che è una "partita a due" tra pubblica accusa e imputato, relega ai margini la posizione della parte civile che, se vorrà, potrà procedere in sede di giudizio civile.

Insomma, le fattispecie si applicano a tutti gli animali.

Una antesignana pronuncia in tema di maltrattamento di animali da cortile è quella del Tribunale di Vigevano n. 267/2012 (Giud. Corbo) annotata dalla scrivente su DirittoAmbiente.net (12 giugno 2012) con il titolo "A pane e acqua. Animali ridotti alla fame. L'indigenza non è una giustificazione né un'attenuante".

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Trib. Cassino, Sent., 10-11-2014

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI CASSINO

in composizione monocratica

Il Giudice, Marta Tamburro, alla udienza del 3 novembre 2014 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente

SENTENZA

nella causa penale di primo grado ex art.444 c.p.p. nei confronti di

R.G., nato a P. (F.) il (...), ivi residente alla Via P. snc

Libero assente

Difeso di fiducia dagli Avv.ti S_______, con studio in Cassino, _____________.

PARTE CIVILE: A.N.P.A.N.A., Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente, con sede in Roma, Via Ostiense 152/b, difesa e rappresentata in virtù di procura speciale dall'Avv. Maria Morena Suaria, con studio legale in S. Paolo di Civitate, Piazza Europa 7, ivi elettivamente domiciliata.

IMPUTATO

Del reato p. e p.:

art. 727 c.p., perché, quale titolare di allevamento avicunicolo, deteneva i seguenti animali: 20 coppie di galline nane varie razze; 15 coppie di galline ciuffate vari colori; 40 coppie di galline ornamentali di varie razze e colori; 5 coppie di galline giganti di vari colori; 5 coppie di pavoni di vari colori; 6 coppie di tacchini; 3 gru coronate; 1 coppia di ibis; 40 polli meticci vari, 1 coppia di fagiani argentati; 1 coppia di fagiani dorati; 5 coppie di tortore; 7 cigni bianchi; 4 cigni neri; 40 oche di specie varie; ; 58 anatre; 10 ovini; 10 conigli; 8 capre di razza nana; 5 maialetti di razza vietnamita; 4 agapornis, 10 cocoriti; 3 cani di razza meticcia, in gabbie di limitate dimensioni tali da non permettere il libero movimento, non idonee dal punto di vista igienico sanitario, prive di un sistema di raccolta liquami, di sufficiente illuminazione naturale e di idoneo sistema di abbeveraggio, pertanto in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

Accertato in Pontecorvo 13.9.12.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

R.G. ha chiesto mediante procuratore speciale ai sensi dell'ali. 444 c.p.p l'applicazione della pena di mesi due e giorni venti di arresto in ordine al reato ascrittogli, determinata applicando alla pena base di sei mesi di arresto la riduzione prevista dall'art. 62 bis c.p. previa concessione della circostanze attenuanti generiche e dunque applicando alla pena così determinata di mesi quattro di arresto l'ulteriore riduzione di un terzo per la scelta del rito. La richiesta è stata subordinata alla concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena.

Il PM ha prestato il consenso.

Ciò posto deve applicarsi all'imputato la pena richiesta, in quanto:

- non ricorrono le condizioni per il proscioglimento dell'imputato ex art.129 c.p.p., emergendo dagli atti la riferibilità al R. della condotta illecita. In particolare dal verbale di sequestro preventivo in atti, emerge chiaramente che in data 13 settembre 2012 personale effettivo presso il N.A.S. Carabinieri di Latina, unitamente a personale del locale Servizio Veterinario, si dirigeva presso l'allevamento avicunicolo rurale sito in Pontecorvo ed insistente sul terreno di R.G., presente sul posto ed ivi compiutamente identificato. Alla presenza dell'imputato, gli operanti intervenuti accertavano lo stato di abbandono degli animali indicati nel capo di imputazione, costretti in gabbie fatiscenti e di dimensioni non idonee, privi di sistemi di abbeveraggio e di sistema di raccolta di liquami. Inoltre venivano rinvenute diverse carcasse di volatili morti;

- la qualificazione giuridica del fatto è corretta, essendo pacifico, anche per costante giurisprudenza sul punto della Suprema Corte (cfr., tra le altre, Cass. Sent. n. 49298/2012) che la fattispecie contravvenzionale contestata all'odierno imputato ricorre anche quando non vi sia una condotta caratterizzata da dolo, ma da comportamenti colposi di trascuratezza. La Corte di Cassazione ha infatti avuto modo di chiarire che: "costituiscono maltrattamenti, idonei ad integrare il reato di abbandono di animali, non solo le sevizie, le torture o le crudeltà caratterizzate da dolo, ma anche quei comportamenti colposi di abbandono e incuria che offendono la sensibilità psico-fisica degli animali quali autonomi essere viventi, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle attenzioni amorevoli dell'uomo;

- la pena è congrua e correttamente determinata. Sussistono i presupposti per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e per la concessione dei benefici di legge, tenuto conto delle condizioni personali dell'imputato, incensurato, al momento del fatto, nonché del buon comportamento processuale;

- quanto alla parte civile, premesso che la scelta del rito effettuata dall'imputato nella fase preliminare alla dichiarazione di apertura del dibattimento, non ne preclude la costituzione, diversamente da quanto accade nel caso di richiesta di applicazione pena effettuata nel corso delle indagini preliminari (cfr. Cass. RV. 232059), non può non rilevarsi come nel caso di specie l'A.N.P.A.N.A., associazione che si pone come fine statutario, tra gli altri, quello di tutela degli animali è pienamente inserita nel sistema di riconoscimento ex lege della qualità di soggetto offeso dal reato in contestazione. Infatti, la L. n. 189 del 2004, oltre ad introdurre i delitti contro il sentimento per gli animali e a modificare la contravvenzione di cui all'art. 727 c.p., ha stabilito che "le associazioni e gli enti di cui all'art. 19 quater disp. trans. perseguono finalità di tutela degli interessi lesi dai reati previsti dalla presente legge". L'art. 19 quater delle disposizioni transitorie al codice penale prevede, a sua volta, che alle associazioni individuate con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'interno, siano affidati gli animali sequestrati o confiscati. Ebbene dagli atti depositati all'udienza del 3 novembre 2014 per conto del procuratore speciale dell'ANPANA risulta che la stessa, è stata autorizzata, in ossequio del D.M. 2 novembre 2006, all'affidamento di animali sequestrati o confiscati, così risultando oltre che statutariamente anche di fatto titolare proprio dei beni- interessi protetti dal reato in contestazione, circostanza che vale a superare ogni censura dell'imputato in ordine alla natura diffusa, e come tale non suscettibile di tutela giurisdizionale, degli interessi di cui tale associazione risulta portatrice. Pertanto, superata ogni eccezione in ordine alla costituzione della parte civile, non ravvisandosi giusti motivi per disporne la compensazione totale o parziale, l'imputato deve essere condannato al pagamento delle spese di costituzione della stessa. Di conseguenza, tenuto conto della concreta attività finora svolta dalla parte civile costituita, le spese di costituzione in giudizio possono essere liquidate in complessivi Euro 600.

P.Q.M.

Visto l'art. 444 c.p.p. applica a R.G. su richiesta delle parti in ordine al reato ascritto, riconosciute le circostanze attenuanti generiche, applicata la diminuente di rito, la pena di mesi due e giorni venti di arresto.

Pena sospesa e non menzione.

Condanna l'imputato al pagamento delle spese di costituzione di parte civile in favore della parte civile A.N.P.A.N.A., liquidate in complessivi Euro 600.

Così deciso in Cassino, il 3 novembre 2014.

Depositata in Cancelleria il 10 novembre 2014.



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