Articoli, saggi, Animali -  Gasparre Annalisa - 2016-01-22

ANIMALI: DALL'IMPIGNORABILITA' ALLA TRASFORMAZIONE DA RES A SOGGETTO LA STRADA E' ANCORA LUNGA - A. GASPARRE

Di recente, è balzato agli onori delle cronache l'importante provvedimento (art. 77 della legge n. 221 del 28.12.2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18.1.2016) che ha inserito, nell'art. 514 c.p.c., tra le "cose mobili assolutamente impignorabili" da parte del creditore procedente gli animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali nonchè gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli (si pensi, in quest'ultimo caso, agli animali che svolgono un ruolo di pet therapy, o ai cani-guida).

La norma è senz'altro segno di grande importanza e rimuove un problema non di poco rilievo se si considera che, in astratto, l'ufficiale giudiziario poteva pignorare anche il cane o il gatto di casa (magari munito di pedigree e, quindi, avente un valore commerciale) oppure un animale, come un cavallo, che ha una nicchia di mercato, salve ovviamente le ricadute - non di poco momento - relative alla custodia, al mantenimento e alla vendita.

Pertanto, la norma, sul piano dei principi, è di grande spessore perchè indica un rifiuto dell'equiparazione animale=oggetto di vendita (ma solo ai fini di costituire patrimonio di garanzia del debitore aggredibile mediante procedure di esecuzione forzata, giacché la vendita di un animale - di tutti gli animali - è assolutamente lecita).

Senonché la spinta emotiva classica di questo genere di provvedimenti ha portato taluni a enfatizzare il precetto normativo, arrivando, in alcuni casi, ad assumere che ciò significherebbe che l'animale - vedremo meglio quale - non sia considerato una cosa.

E' di tutta evidenza che una simile equiparazione pecca di ottimismo.

Gli animali sono infatti ritenuti "cose assolutamente impignorabili" al pari di beni di stretta necessità già elencati dalla norma (il letto, la lavatrice, ecc.).

Sul piano sistematico, quindi, per quanto la norma consenta di porre un argine a pretese creditorie sugli animali e tranquillizzi gli umani (in disparte il problema di comprendere quanto effettivamente il pignoramento di animali, al di là delle notizie giornalistiche neppure sempre attendibili, sia stato effettivamente pratico e risulti efficacemente praticabile, giusta le difficoltà operative di cui si è accennato), non fa che ribadire che gli animali, per l'ordinamento giuridico, sono cose (purtroppo). Appare intuibile che, sul piano psicologico, si tratti di una rassicurazione importante solo se si consideri che il pignoramento dell'animale poteva assumere una prospettiva - addirittura qualificabile come abuso del diritto - laddove si confronti il "valore" commerciale dell'animale (da sottoporre alle dinamiche delle vendite che ribassano peraltro in modo significativo il "prezzo" di vendita, come ben sa chi si cimenta in esecuzioni) con il valore "effettivo" (o, forse, dovremmo dire, affettivo) dell'animale per il debitore che ne sia privato, assumendo, pertanto, il pignoramento una connotazione ritorsiva.

Quindi, quali animali sono impignorabili? La norma fa riferimento agli animali d'affezione e agli animali da compagnia. L'ordinamento, in proposito, offre norme che, pur espresse in forma generica, possono essere richiamate: quanto agli animali d'affezione si veda la legge 281 del 1991 sulla prevenzione del randagismo che contiene una definizione in cui si afferma che tali sono cani e gatti. Quanto agli animali da compagnia, ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni recepito con Dpcm 28.2.2003 che definisce tale  "ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall'uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all'uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità. Gli animali selvatici non sono considerati animali da compagnia".

Di contro, è scorretto, sul piano tecnico, affermare che gli animali, giacché esseri (pacificamente) senzienti, non siano equiparati alle cose: alla televisione no, ma alla lavatrice sì. In definitiva, ne residua un giudizio - pur sempre - di valore e di indispensabilità - nessuno nega sia un importante passo avanti - effettuato dal legislatore che vuole valorizzare il ruolo dell'animale nella "famiglia" latamente intesa e per l'individuo e sancire una prevalenza del rapporto ("d'affezione" o "di compagnia") sulle pretese meramente patrimoniali.

In generale, per una prima riflessione sul tema animali/cose, volendo, Gasparre, Degli animali&Della famiglia, ovvero gli animali nel libro I del codice civile, Key Editore

Illuminante, su questa Rivista, (8.2.2015), "IL PRESIDENTE REALACCI E IL PIGNORAMENTO DELLE RES ARTURO E RENATO".

Art. 514. Cose mobili assolutamente impignorabili. – Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge, non si possono pignorare:

1. le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto;

2. l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;

3. i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente;

4 (abrogato) .

5. le armi e gli oggetti che il debitore ha l'obbligo di conservare per l'adempimento di un pubblico servizio;

6. le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in genere gli scritti di famiglia, nonche' i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione;

6-bis) gli animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali;

6-ter) gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli.



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