Articoli, saggi, Animali -  Gasparre Annalisa - 2014-10-05

ANIMALI: FERITE AUTOINDOTTE AL LIMITE DELL'AUTOMUTILAZIONE - Trib. Varese, 23.9.2014 - A. GASPARRE

Avevamo dato notizia del sequestro di quattro cani per le condizioni di maltrattamento in cui versavano e del suggerimento, formulato dal GIP di riformulare l'accusa nel più grave reato di maltrattamento di animali.

In merito alla vicenda può essere letto QUATTRO CANI SEQUESTRATI PER MALTRATTAMENTO E NON SOLO" - GIP Varese, 2 agosto 2014, su questa Rivista, 9.9.2014.

Oggi diamo atto di un ulteriore provvedimento sulla vicenda de qua. Infatti, gli indagati hanno proposto riesame avverso la misura cautelare del sequestro preventivo per riottenere i cani sequestrati. Focus della tesi difensiva consisteva nell'affermazione che la normativa applicabile, in base alla quale anche il Sindaco aveva emesso un'ordinanza di adeguamento della struttura in tempo precedente al sequestro, sarebbe destinata e riservata a strutture pubbliche, commerciali ed amatoriali mentre sarebbe priva di efficacia precettiva per le private abitazioni di cittadini.

Il Tribunale del Riesame respinge l'istanza e dipinge, in modo forse ancora più vivo, il quadro delle condizioni di vita e di salute dei cani. Si legge che, alla luce della documentazione prodotta in udienza, tutti e quattro i cani risultavano da tempo affetti da otite parassitaria pruriginosa e presentavano profonde e sanguinanti ferite alle orecchie "autoindotte" a causa del grattarsi intenso e compulsivo ("fino allo spasimo, al limite dell'automutilazione").

I giudici, poi, colgono un possibile collegamento tra le sofferenze patite dagli animali e i continui latrati lamentati dai vicini di casa, in modo significativo del nesso che esiste tra responsabilità per incuria o maltrattamento di animali e responsabilità per condotte moleste patite dai vicini di causa "a causa" dei cani che, però, alcuna colpa hanno della situazione degradante nella quale sopravvivevano.

Ritenuto, per quanto sopra, fondato il fumus commissi delicti, altresì fondate sono le esigenze cautelari consistenti nel prevenire che la libera disponibilità degli animali esponga i cani al rischio di aggravamento della malattia "sino ad oggi colposamente trascurata", nonchè alla verificazione di latrati "per la presumibile mancanza di cure future" e, infine, alla reiterazione delle esalazioni nauseabonde "per la sicura persistenza nel detenere gli animali nelle condizioni attuali, senza adeguamento alcuno alle prescrizioni dell'ordinanza sindacale".

Si ringrazia il Servizio Interprovinciale Tutela Animali per il provvedimento.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati