Articoli, saggi, Ingiustizia, cause di giustificazione -  Mazzon Riccardo - 2017-02-16

Antigiuridicità ed assenza di cause di giustificazione: l'ambito penale - Riccardo Mazzon

L"antigiuridicità obiettiva comporta la verifica del ruolo assunto, rispetto al fatto occorso, dall"ordinamento giuridico complessivamente inteso, ivi comprese, naturalmente, le c.d. cause di giustificazione: infatti, se l"ingiustizia del danno qualifica il fatto in termini di antigiuridicità, talvolta, tuttavia, particolari situazioni soggettive e oggettive possono giustificare in concreto una data azione, di per sé atta a causare un danno ingiusto, nel senso di ledere una posizione soggettiva astrattamente tutelata.

La ricerca dei tratti comuni ad entrambe le tipologie di illecito (penale e civile: cfr., amplius, da ultimo, "Le cause di giustificazione nella responsabilità per illecito", Riccardo Mazzon, Giuffré 2017) consente di effettuare idonea verifica anche nell"istituto dell"antigiuridicità obiettiva; in effetti, pur identificandosi quest"ultima, in entrambi i casi, come contrasto con le esigenze di tutela dell"ordinamento, essa si manifesta nei diversi ambiti con modalità affatto differenti: se, infatti, nell"ambito penale, l"antigiuridicità obiettiva, vista come contrasto della condotta tipica e offensiva con le esigenze di tutela dell"ordinamento, si risolve interamente nel difetto di cause di giustificazione (consenso dell"avente diritto, esercizio di un diritto o adempimento di un dovere, difesa legittima, uso legittimo delle armi e stato di necessità), in ambito civile, il contrasto della condotta, questa volta atipica e offensiva, non si risolve interamente nel difetto di cui sopra, ma necessita anche della lesione di una situazione giuridica.

Per il resto, tuttavia, in entrambi gli ambiti, l"antigiuridicità è espressa in termini oggettivi, le cause di giustificazione si estendono ai concorrenti e, per l"individuazione della figura in esame, è opportuno chiedersi se l"ordinamento, attraverso le cause di giustificazione, autorizzi o imponga la condotta offensiva eventualmente posta in essere.

Affermato, pertanto, che l"antigiuridicità obiettiva in ambito penale rappresenta, in ultima analisi, il contrasto della condotta tipica ed offensiva con le esigenze di tutela dell"ordinamento, è certamente opportuno precisare come essa si risolva interamente nel difetto di cause di giustificazione e la sua identificazione passi attraverso il seguente quesito: l"ordinamento, attraverso le cause di giustificazione, autorizza od impone la condotta tipica?

Così, esemplificando (l"esempio è tratto da Cass. Pen., sez. VI, 14 luglio 1989, Gatto, CP, 1992, 667), l'espressione fatto preveduto dalla legge come reato, contenuta nel capoverso dell'art. 152 c.p.p., comprende non solo l'ipotesi della mancanza di una norma penale incriminatrice, ma anche l'ipotesi del fatto non costituente reato, sia per difetto in concreto di alcuni dei requisiti (oggettivi e soggettivi) necessari per la realizzazione della condotta criminosa, sia per l'esistenza di cause di giustificazione che eliminino la antigiuridicità penale, escludendo, di conseguenza, il reato; pertanto il giudice è tenuto a prosciogliere nel merito, a norma del capoverso dell'art. 152 c.p.p., anche nel caso in cui risulti l'evidenza di una causa di giustificazione, come quella di cui all'art. 4 d.l.lgt. 14 settembre 1944, n. 288.

L"antigiuridicità obiettiva dev"essere, conseguentemente, espressa in termini eminentemente obiettivi e, necessariamente, si estende ad eventuali concorrenti nel reato (art. 119, 2° comma, c.p.).



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