Legislazione e Giurisprudenza, Matrimonio, famiglia di fatto -  Redazione P&D - 2015-02-03

APERTE ALLE UNIONI CIVILI AUSTRIACHE LE ADOZIONI CONGIUNTE. Corte di giustizia costituzionale Austria, 11.12.2014 – Roberto DE FELICE

Le cosiddette unioni civili, generalmente istituite per le coppie omosessuali, pur non mancando esempi (come nella Repubblica Ellenica) dove esse sono un matrimonio minore prettamente eterosessuale, creano un regime separato ma uguale in cui raramente sussiste una eguaglianza di diritti con le coppie sposate. In più, e sotto il profilo internazionalprivatistico, sono fonti di numerosi problemi in quanto ogni Stato limita e precisa questi diritti in modo diverso. Nel caso in esame assistiamo a un esempio di quanto sia artato e problematico l"istituto. La legge austriaca (vigente dal 1 gennaio 2010) nasce con la prescrizione di escludere l"adozione congiunta alle coppie civilmente unite. Solo tre anni dopo la Corte EDU (X e al v Austria) condanna la legge: essa non consente la Stepchild Adoption, prevista dall"art 192 ABGB alle coppie sposate, ma possibile in quel sistema anche per le coppie eterosessuali agame: infatti l"adozione di coppia risolve i rapporti con i precedenti genitori, l"adozione singola, da sempre consentita in Austria, risolve solo i rapporti con il genitore del medesimo sesso dell"adottante. Di conseguenza la partner lesbica potrebbe adottare solo "" scacciando"" l"altra, risultato non consentito. La legge viene riformata il 1 agosto del 2013, Questa recentissima decisione della Corte Costituzionale di Vienna, progredendo nel riconoscimento di diritti alle coppie gay- lesbiche espunge proprio l"originario divieto di adozione congiunta e di adozione successiva (o adozione del figlio adottivo del coniuge/partner), strumento succedaneo per raggiungere lo stesso fine, entrambi sanciti dall"art 8 co 4 della EPG.

Una prima riflessione consiste nella piena razionalità dell"intervento Il problema era posto dalla clausola ""cautelare "" dell"art 8 co 4 EPG che circondava il regime delle partnership registrate di un divieto di adozione congiunta o successiva, e quindi sostanzialmente dalla stessa esistenza e non pertinenza giuridica dell"istituto della Partnerschaft a fronte dell"istituto del matrimonio, verosimilmente da estendere alle coppie omosessuali, che adempiono la stessa funzione sociale delle coppie eterosessuali con riguardo alla creazione di un idoneo ed equilibrato ambiente educativo ( nei due casi da accertare nell"interesse del minore).

La Corte, alla luce del processo di omologazione del contratto di adozione, in cui viene verificato (come lo è del resto nel collocamento adozionale precedente al contratto) l"interesse del minore, esclude che tale cautela possa avere una qualche razionale giustificazione. E" importante che la Corte, pur partendo da situazioni giuridicamente già previste di genitorialità omosessuale (almeno dopo la riforma del 2013 esecutiva di X/Austria) esclude in radice che ciò possa essere dannoso per i minori. Si tratta di coppie stabili e non è più predicabile che una genitorialità comune debba imitare quella biologica nella sua eteronormatività. Ciò non comporta che una evidente e palese discriminazione, censurata con la declaratoria di incostituzionalità.

In secondo luogo, la ""concessione"" della adozione comune ai partner in nulla nega o lede i diritti e la nozione sociale del matrimonio eterosessuale.

Poiché in Italia è molto volgarizzato sulla stampa un progetto di legge sulle unioni civili, (AS 197 e connessi) il cui ultimo testo unificato proposto dal Relatore prevede all"art 3 co 1 che non si applichi l"art 6 L184/83, precludendo appunto l"adozione congiunta ai partner dell"unione civile, riteniamo che il Parlamento debba prendere in attenta considerazione la sentenza in commento, che applica norme parametro (gli artt 8 e 14 CEDU, il principio di eguaglianza di cui all"art 7 Cost. Austriaca) identiche a una norma censoria (l"art 8 co 4 EPG) identica a quella che l"Italia si propone di approvare.


In allegato la traduzione della sentenza del giudice costituzionale austriaco tradotta dal dott. Roberto De Felice



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