Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-03-26

APERTURE, LUCI E VEDUTE: DEFINIZIONI - Riccardo MAZZON

le "aperture", praticabili nel muro rivolto verso il fondo altrui, sono giuridicamente qualificate finestre e possono essere esclusivamente di due tipi: le luci e le vedute

le luci sono le aperture (finestre) che danno passaggio alla luce e all"aria, ma non permettono di affacciarsi sul fondo del vicino

le vedute o prospetti sono finestre che consentono di affacciarsi e di guardare di fronte, obliquamente o lateralmente

Le "aperture", praticabili nel muro rivolto verso il fondo altrui, sono giuridicamente qualificate finestre e possono essere esclusivamente di due tipi: le luci e le vedute - cfr. amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto:

"ai fini della sussistenza di una veduta, questa deve avere caratteristiche tali da rivelare la normale e permanente destinazione alla vista ed all'affaccio su fondo altrui" Trib. Roma 18.5.04, GIUS, 2004, 4226 – conforme, nel senso che i limiti imposti nei rapporti di vicinato circa le distanze da osservare in ordine alle vedute mirano non tanto a permettere che un fondo possa vedere il fondo vicino, quanto piuttosto a regolamentare e precisare la distanza minima da rispettare per la realizzazione di finestre o di altre aperture sul fondo vicino; si può pertanto chiedere la chiusura o l'arretramento di una veduta, in quanto a distanza non legale, solo se sia stata realizzata una finestra o qualsiasi altra opera che permetta l' "inspicere" e il "prospicere" sul fondo alieno: Corte appello Catania, sez. II, 19/05/2008, n. 667 - Guida al diritto 2008, 43, 58 (s.m.) -in senso conforme è orientata la prevalente dottrina: per tutti De Martino, Proprietà. Beni in generale, in Comm. Scialoja, Branca, sub art. 900, Bologna-Roma, 1976, 376.

Le luci sono le aperture (finestre) che danno passaggio alla luce e all"aria, ma non permettono di affacciarsi sul fondo del vicino:

"le aperture sul fondo del vicino consentono di dare un passaggio alla luce e all'aria, e costituiscono "luci" a norma dell'art. 900 c.c. (Nella specie, si trattava di buchi dei mattoni che consentivano una costante aereazione e permettevano il passaggio della luce)" Cass. 24.2.79, n. 1225, GCM, 1979, fasc. 2 – conforme, nel senso che si è in presenza di una veduta, quando l'opera sia comodamente idonea a consentire non solo l'inspectio in alienum, ma anche la prospectio, senza dover ricorrere a mezzi artificiali o comunque anormali, quali scale o sgabelli: Figone, Luci e vedute, in Digesto civ., XI, Torino, 1994, 138.

Si confronti, in argomento, anche la recente pronuncia che segue, dove il giudicante, sulla base di tale principio, ha escluso la riconducibilità alla categoria delle vedute di alcune aperture di dimensioni di ml. 0,90 x 1,05, munite di grate in ferro e situate all'altezza di mt. 0,80 dal pavimento, reputando che, invece, le stesse costituissero delle luci:

"al fine di configurare una veduta da terrazze, lastrici solari e simili, è necessario che l'apertura consenta di vedere non solo frontalmente ma anche in linea obliqua e laterale e, inoltre, che tali attività possano essere esercitate dal frontista senza l'utilizzo di mezzi artificiali, con comodità e sicurezza e in modo da rivelare che tale è la destinazione normale e permanente dell'opera realizzata. Le luci, invece, anche se a tipo finestre grandi o piccole, sono normalmente destinate a dare passaggio all'aria e alla luce e non permettono di affacciarsi sul fondo del vicino, sia che presentino i caratteri previsti dall'art. 901 c.c. e sia che faccia difetto taluno di essi, purché non abbiano i caratteri delle vedute" Corte appello Napoli, sez. II, 27/10/2010, n. 3560 - Guida al diritto 2011, 4, 78 (s.m.).

Le vedute (o prospetti)

"la veduta è quell'apertura che consente non solo di inspicere ma anche di prospicere, cioè di sporgere il capo e di guardare in tutte le direzioni e non già solo direttamente o frontalmente" Cass. 19.2.80, n. 1223, GCM, 1980, fasc. 2 – conforme, nel senso che, affinché persista una veduta, quando alla finestra da cui si esercita viene apposta un'inferriata, occorre che attraverso detta apertura si possa continuare ad "inspicere e prospicere" sul fondo altrui: Cass. 26.1.80, n. 637, GI, 1981, I, 1, 951 - il legislatore, nella seconda parte dell'art. 900, non ha usato pleonasticamente due espressioni con lo stesso significato, ma ha invece chiarito che un'apertura, per poter essere considerata veduta, deve avere quelle caratteristiche che consentano di affacciarsi all'avente diritto, non risultando sufficiente la sola possibilità di guardare nel fondo del vicino: Triola, Osservazioni in tema di inspectio e prospectio, in GC, 1997, 3, 637 – contra - Sturiale, Terrazze e lastrici non costituenti veduta, in GM, 1991, IV, 1217,

sono finestre che consentono di affacciarsi e di guardare di fronte, obliquamente o lateralmente:

"affinché sussista una veduta a norma dell'art. 900 c.c., è necessario, oltre al requisito della inspectio anche quello della prospectio nel fondo del vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi, vale a dire di guardare non solo di fronte, ma anche obliquamente e lateralmente, così assoggettando il fondo alieno ad una visione mobile e globale" Corte appello Catania, sez. II, 28/10/2009 Giur. Merito 2010, 6, 1563 – conforme, in un caso in cui, sulla base di tale principio, la Suprema Corte ha escluso che avesse carattere di veduta un'apertura munita di una struttura metallica, incorporata nel muro di confine: Cass. 25.10.06, n. 22844, GCM, 2006, 10; Cass., sez. un., 28.11.96, n. 10615, GCM, 1996, 1620 - quanto alla possibilità di distinguere vedute dirette, oblique o laterali, due sono i criteri applicabili. Secondo il criterio topografico la veduta è diretta quando il confine del fondo vicino sia parallelo al muro della finestra o formi con quest'ultimo un angolo acuto; è obliqua, se il muro della veduta forma un angolo retto od ottuso con il confine del fondo vicino ad angolo retto od ottuso, mentre è laterale se il confine ed il muro del prospetto danno vita ad un angolo piatto. In base all'altro criterio, che tiene conto della posizione dell'osservatore, qualora il prospetto consenta molteplici posizioni di affaccio, si avranno tante vedute dirette quante saranno le possibilità di guardare frontalmente il fondo vicino, mentre le altre saranno oblique o laterali a seconda della maggiore o minore incidenza angolare: Loiacono, Luci e vedute, in ED, XXV, Milano, 1975, 62.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati