Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2016-10-14

Appalti: contenuti e irrilevanza del ccnl applicato – Cons. St. 4109/16 – Alceste Santuari

Rientra nella discrezionalità della P.A. indicare i contenuti della gara, tra cui rientra anche il ccnl applicabile

Una tra le grandi società italiane incaricate di erogare servizi pubblici locali ha disposto una procedura negoziata con criterio del prezzo più basso per l"affidamento di alcuni servizi di depurazione. Aggiudicataria della gara è stata una ditta che, rispetto alla concorrente, ha praticato un ribasso più alto, potendo esporre un costo medio orario inferiore rispetto all"altra ditta.

Quest"ultima ha presentato ricorso al Tar Emilia-Romagna, sezione di Parma, dolendosi che l"aggiudicataria aveva applicato un contratto collettivo non conferente con le attività dedotte nel capitolato. Con sentenza 1 febbraio 2016, n. 33, la sezione respingeva il ricorso, statuendo che non "poteva rinvenirsi nel capitolato speciale di appalto un precetto specifico idoneo a rendere obbligatoria l"applicazione di un preciso contratto collettivo nazionale di lavoro". Al riguardo, occorre ricordare che la più recente giurisprudenza, in situazioni analoghe, ha avuto modo di ribadire che la legge di gara non può imporre l"applicazione di un determinato ccnl quale requisito di partecipazione alla procedura di evidenza pubblica. I giudici amministrativi emiliano-romagnoli hanno poi sottolineato come il complesso di attività oggetto dell"appalto rispondevano in modo congruo alle previsioni regolate dal ccnl applicato.

Avverso la sentenza del giudice di prime cure la ditta esclusa ha presentato appello. Il Consiglio di Stato, sez. V, con sentenza 5 ottobre 2016, n. 4109 ha confermato la decisione del Tar di Parma, respingendo dunque l"appello proposto. In particolare, si segnala che i giudici di Palazzo Spada hanno riconosciuto che la stazione appaltante ben avrebbe potuto indicare nel capitolato speciale di gara, quale requisito, l"applicazione del ccnl dei servizi ambientali, ossia quello applicato dalle aziende attive nel campo di gestione integrata dei rifiuti (quale quello applicato dalla ditta ricorrente): una simile, scelta rientrante nella discrezionalità della P.A., non avrebbe potuto essere censurata, in quanto ritenuta congrua.

Tuttavia, proprio perché rientrante nella discrezionalità della P.A., quest"ultima può – riconoscono i giudici – disporre liberamente "i contenuti dei servizi da affidare mediante gara, quale aspetto caratteristico del merito amministrativo, ed all"interno di queste scelte è rimessa alla stessa stazione appaltante la scelta dei requisiti da richiedere e tra questi non può essere l"applicazione di un determinato contratto collettivo nazionale di lavoro, qualora una o più tipologie di questi si possano adattare alle prestazioni da affidare all"aggiudicatario". Il Consiglio di Stato non nega che una simile previsione possa essere contenuta nella legge di gara, anche a pena di esclusione, ma detta clausola deve risultare fondata sulla "logica correlazione tra requisiti da indicare e prestazioni da appaltare, perché in caso contrario il principio del favor partecipationis ne risulterebbe gravemente sminuito ed in conclusione la legge di gara sarebbe stata emanata in assoluta violazione del principio di concorrenza".

In ultima analisi, l"analisi previa che la stazione appaltante svolge in ordine ai servizi e alle attività da affidare deve condurre la stessa P.A. procedente ad individuare le prestazioni oggetto della gara. Una volta che tale attività è stata esperita, la scelta operata deve considerarsi un "normale precipitato della discrezionalità della pubblica amministrazione e non può essere tacciata di alcuna irragionevolezza, visto che le prestazioni richieste si attagliano pacificamente al rapporto di lavoro disciplinato" dal contratto collettivo applicato.



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