Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2016-12-21

Appalti: da cooperativa a in house. no al passaggio dei dipendenti – Cass. 24972/16 – Alceste Santuari

Non sussiste un diritto soggettivo in capo ai dipendenti di una cooperativa che ha cessato il proprio contratto con la P.A. di essere trasferiti in capo alla società in house cui l"ente locale ha deciso di affidare il servizio di parcheggi comunali

Un comune, al termine dell"appalto dei parcheggi comunali con una cooperativa di servizi, decide di ricorrere alla gestione tramite società in house. I dipendenti della società cooperativa, che nel frattempo erano stati licenziati per cessazione dell"attività in quanto il servizio non era stato rinnovato, avevano chiesto il riconoscimento del loro diritto di proseguire ex art. 2112 c.c. alle dipendenze della società in house alla quale era stato conferito il servizio.

Mentre il Tribunale di primo grado aveva accolto la domanda dei lavoratori, la Corte d'appello riformava totalmente la sentenza di accoglimento.

I giudici della Suprema Corte rigettano le domande, statuendo quanto segue:

-) non si configura un diritto di trasferimento in capo ai dipendenti della cooperativa in quanto non si può registrare un trasferimento d"azienda riconducibile alla nozione di cui all"art. 2112 c.c. tra la cooperativa incumbent e la società in house;

-) il complesso organizzato che dovrebbe essere oggetto di trasferimento deve contemplare il passaggio di beni di non trascurabile entità che devono rendere possibile lo svolgimento di una specifica impresa;

-) non costituisce trasferimento d"azienda il solo fatto dell"attribuzione a un nuovo appaltatore dell"appalto anteriormente affidato alla cooperativa precedente appaltatrice;

-) non costituisce trasferimento d"azienda ex art. 2112 c.c. la mera assunzione dei lavoratori in caso di cambio di soggetto appaltatore "ostandovi l"esplicito contrario disposto dell"art. 29, comma 3, d. lgs. n. 276/03 secondo il quale l"acquisizione del personale già impiegato nell"appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o clausola del contratto d"appalto, non costituisce trasferimento d"azienda o di parte d"azienda".

Da quanto sopra discende che "in tanto può sostenersi la nullità, per violazione dell'art. 2112 co. 4° c.c., dei licenziamenti all"origine del presente contenzioso in quanto si accerti il diritto degli odierni ricorrenti di transitare ope legis alle dipendenze della società subentrante nell'appalto." Tuttavia, nel caso di specie, non è dato registrare alcun "trasferimento d'un gruppo di dipendenti stabilmente coordinati ed organizzati tra loro. D'altronde, non risulta neppure allegato in cosa consisterebbero il particolare know how dei ricorrenti e la stabile e coordinata organizzazione fra loro tale da assicurarne un'autonoma capacità operativa."

In ultima analisi, come già accaduto in alcuni casi similari e analoghi, ossia di mancato rinnovo di un appalto di servizio a favore di cooperative di lavoratori e successivo affidamento del medesimo servizio in capo ad un"azienda speciale/società in house, il passaggio del personale e del relativo know how e complesso di beni materiali, non esistendo alcuna norma di legge che lo stabilisca, "necessita pur sempre di apposite concordi dichiarazioni di volontà (contestuali o collegate) delle imprese e/o della stazione appaltante", da versare nella delibera del consiglio comunale e/o in un accordo sindacale finalizzato al riassorbimento del personale licenziato.



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