Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-10-24

APPALTI E SERVIZI SANITARI: NO ALLESECUZIONE IN UN SOLO COMUNE – Corte UE C-552/13- Alceste SANTUARI

Nelle gare d"appalto per servizi sanitari non può essere discriminante il luogo della prestazione

Una specifica tecnica che esclude potenzialmente altri operatori non è legittima

La Corte di Lussemburgo ha ribadito che le eccezioni alle regole sugli appalti devono essere adeguatamente motivate

Dopo le conclusioni dell"Avvocato generale della Corte Europea di giustizia (cfr. su questo sito http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=47888&catid=193&Itemid=440&mese=06&anno=2015), la Corte UE (Sez. V, 22 ottobre 2015, n. C-552/13) si è pronunciata sulla questione relativa ad un bando di gara approvato dalle autorità sanitarie di Bilbao che conteneva una clausola "territoriale" per l"erogazione di taluni servizi sanitari.

Ricordiamo che il caso, sollevato dal giudice amministrativo di Bilbao, muoveva dalla previsione di due gare d"appalto bandite dalle autorità basche per l"aggiudicazione di contratti per la prestazione di servizi connessi ad interventi chirurgici. I suddetti contratti erano intesi a rendere accessibili le sale operatorie situate negli ospedali privati per interventi eseguiti da medici in servizio presso le strutture sanitarie pubbliche, al fine di abbreviare i tempi di attesa per un intervento. In questo contesto, il giudice rimettente ha chiesto di conoscere:

se le specifiche tecniche di un appalto pubblico per la prestazione di servizi sanitari possano includere un requisito in base al quale la prestazione di tali servizi debba essere effettuata unicamente presso le strutture situate sul territorio di un determinato comune;

se tale requisito può essere giustificato da motivi inerenti all"accessibilità ed alla qualità dell"assistenza sanitaria.

Il giudice del rinvio ha ritenuto che non si possa "escludere che il requisito contestato comporti una restrizione inammissibile alla libera concorrenza nell"ambito degli appalti", non considerando il requisito "territoriale" "necessario dal punto di vista pratico". Il giudice amministrativo spagnolo ha evidenziato che "la conclusione di contratti per la prestazione di servizi sanitari presso strutture situate in un comune che non è il luogo di residenza dei pazienti costituisce una prassi abituale delle autorità nel sistema sanitario pubblico in Spagna." A ciò il tribunale ha aggiunto che gli spostamenti in metro e bus fino all"ospedale del Grupo Hospitalario Quirón, struttura che ha sollevato la questione, sono agevoli e che "il tempo di percorrenza con mezzi di trasporto privati è mediamente di 14 minuti."

Alla luce di quanto sopra descritto, il giudice del rinvio ha quindi chiesto alla Corte UE "di valutare, in primo luogo, se, nel caso di specie, la condizione che il servizio sia prestato necessariamente nel territorio comunale di Bilbao possa essere giustificata in considerazione dell"oggetto del contratto e, in secondo luogo, se tale requisito costituisca una restrizione inammissibile alla concorrenza, in quanto esso non appare giustificato dall"esigenza di rendere il servizio accessibile ai pazienti." Al riguardo, il giudice amministrativo ha segnalato che non è dato registrare "alcuna ragione obiettiva che giustifichi la preclusione della partecipazione all"appalto nei confronti di un operatore che dispone di un ospedale situato in un comune limitrofo, qualora il tempo necessario per raggiungere l"ospedale dal luogo di residenza dei pazienti sia ragionevole." E ciò a fortiori, secondo il reasoning del giudice, atteso che "le prestazioni non riguardano solo i pazienti residenti nel Comune di Bilbao." Conseguentemente, "ad avviso del giudice del rinvio, non si può escludere che il contestato requisito delle specifiche tecniche delle gare d"appalto violi gli articoli 2 e 23, paragrafo 2, della direttiva 2004/18."

La Corte UE ha ritenuto che:

un requisito di ubicazione geografica, come quello formulato nelle clausole amministrative speciali e nelle specifiche tecniche degli appalti, "ha l"effetto di escludere automaticamente gli offerenti che non possono fornire i servizi di cui trattasi in una struttura situata in un dato comune, nonostante il fatto che soddisfino eventualmente le altre condizioni stabilite nei capitolati d"oneri e le specifiche tecniche degli appalti considerati."

numerosi pazienti i quali dovrebbero beneficiare di servizi che sarebbero prestati all"interno della struttura ospedaliera privata dell"aggiudicatario hanno la rispettiva residenza al di fuori del comune sul cui territorio deve essere ubicata siffatta struttura in conformità della clausola di ubicazione considerata.

di conseguenza, il requisito in parola non garantisce un accesso che sia pari e non discriminatorio per tutti gli offerenti dei due appalti in discussione nel procedimento principale, che potrebbero garantire la prossimità e l"accessibilità della struttura ospedaliera privata considerata, nella misura in cui esso rende accessibili gli appalti in parola unicamente agli offerenti che possono fornire i servizi di cui trattasi in una struttura ubicata nel comune indicato nei corrispondenti bandi di gara.

Alla luce delle considerazioni sopra riportate, i giudici europei hanno ribadito che l"articolo 23, paragrafo 2, della direttiva 2004/18, "osta ad un requisito come quello in discussione nel procedimento principale, formulato in quanto specifica tecnica in bandi di gara per appalti pubblici relativi alla fornitura di servizi sanitari, in base al quale le prestazioni sanitarie oggetto degli appalti devono essere fornite da strutture ospedaliere private ubicate esclusivamente in un dato comune, che può non coincidere con il comune di residenza dei pazienti interessati da siffatte prestazioni, poiché il requisito di cui trattasi comporta un"esclusione automatica degli offerenti che non possono fornire detti servizi in una struttura siffatta ubicata in tale comune, ma che soddisfano tutte le altre condizioni dei menzionati bandi di gara."



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