Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-03-05

APPOGGIO ED IMMISSIONE DI TRAVI: L'AMBITO CONDOMINIALE - Riccardo MAZZON

Anche in materia di appoggio ed immissione di travi la giurisprudenza s"è trovata a fare i conti con le più svariate fattispecie concrete, specie in ambito condominiale

è necessario operare gli opportuni distinguo

ove necessita, bisogna tener conto di quanto dispone l"articolo 1102 del codice civile

Anche in materia di appoggio ed immissione di travi

"per il disposto dell'art. 884 c.c. il muro posto a divisione di due fondi limitrofi deve presumersi di proprietà (oltre che del proprietario del fondo confinante) anche di colui che vi costruisca in appoggio e vi immetta travi" Trib. Savona 23.12.04, Redazione Giuffrè 2005 (cfr. amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto);

la giurisprudenza s"è trovata a fare i conti con le più svariate fattispecie concrete, specie in ambito condominiale (nella prima delle sentenze sotto riportate, ad esempio, la Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso la necessità del consenso di tutti i condomini per la edificazione da parte di uno di essi di una tettoia di copertura di un'area di esclusiva proprietà di quest'ultimo, realizzata mediante il suo inserimento nel muro perimetrale comune, che aveva assunto la funzione di quarta parete del nuovo vano):

"il muro perimetrale di un edificio condominiale può essere utilizzato dal singolo condominio per il migliore godimento della parte di edificio di sua proprietà esclusiva, ma non può essere invece utilizzato, senza il consenso di tutti i condomini, per l'utilità di un altro immobile di sua esclusiva proprietà, in quanto ciò implica la costituzione di una servitù in favore di un bene estraneo al condominio" Cass. 24.11.03, n. 17868, GCM, 2003, 11;

"i muri perimetrali di un edificio condominiale sono destinati al servizio esclusivo dell'edificio stesso di cui costituiscono parte organica. Per tale loro funzione e destinazione possono essere usati dal singolo condomino solo per il miglior godimento della parte di edificio di sua proprietà esclusiva, ma non possono essere utilizzati, senza il consenso di tutti i condomini, per l'utilità di altro immobile di sua esclusiva proprietà non facente parte del condominio, in quanto ciò implicherebbe la costituzione di una servitù in favore di un bene estraneo al condominio. Ne consegue che il condomino il quale voglia appoggiare al muro condominiale una costruzione realizzata su suolo contiguo di sua proprietà esclusiva non può farlo senza il consenso degli altri condomini, non essendo applicabile la disciplina dell'art. 884 c.c. (costruzione in appoggio al muro comune)" Cass. 26.3.94, n. 2953, GCM, 1994, 393;

"i muri perimetrali di un edificio condominiale sono destinati al servizio esclusivo dell'edificio stesso, di cui costituiscono parte organica. Per tale loro funzione e destinazione possono essere usati dal singolo condomino solo per il miglior godimento della parte di edificio di sua proprietà esclusiva, ma non possono essere utilizzati, senza il consenso di tutti i condomini, per l'utilità di altro immobile di sua esclusiva proprietà, non facente parte del condominio, in quanto ciò implicherebbe la costituzione di una servitù in favore di un bene estraneo al condominio. Ne consegue che il condomino, il quale voglia appoggiare al muro condominiale una costruzione realizzata su un suolo contiguo di sua proprietà esclusiva, non può invocare la disciplina contenuta nell'art. 884 c.c. (costruzione in appoggio al muro comune), ma deve avvalersi di quella contenuta nell'art. 874 c.c. e chiedere perciò la comunione forzata del muro sul confine" Cass. 10.10.79, n. 5261, GCM, 1979, fasc. 10;

con necessità di operare gli opportuni distinguo,

"la comunione del muro tra proprietà confinanti è regolata dall'art. 884 c.c. con attribuzioni di facoltà specifiche. Un tale regime, inteso ad assicurare la funzione divisoria del muro comune, differisce dal regime del muro condominiale, del quale è consentita l'utilizzazione a ciascuno dei condomini in conformità alla destinazione propria della cosa e nel rispetto del pari diritto degli altri condomini" Cass. 16.11.85, n. 5628, RGE, 1986, I, 86;

"il condomino, che sia proprietario esclusivo di un fondo vicino, non può appoggiare al muro perimetrale dell'edificio in condominio una costruzione elevata su quel fondo se non glielo consentono gli altri condomini" Cass. 7.11.78, n. 5085, FI, 1979, I, 707;

e ove necessita tener conto di quanto dispone l"articolo 1102 del codice civile:

"il condomino non può innestare sul muro perimetrale dell'edificio comune una costruzione di sua esclusiva proprietà se non ottiene il consenso di tutti i condomini perché tale muro è destinato al servizio esclusivo di detto edificio, di cui costituisce parte organica, e perciò ciascun condomino può usarne, ai sensi dell'art. 1102 c.c., per il miglior godimento della parte di fabbricato di sua proprietà esclusiva, ma non a favore di un immobile distinto dall'edificio comune, non essendo applicabile l'art. 884 c.c. che consente al comproprietario del muro comune di appoggiarvi la costruzione di sua proprietà esclusiva" Cass. 22.12.00, n. 16117, GCM, 2000, 2640 – e ciò anche anche se l'articolo in esame, nel consentire ad un comproprietario l'esecuzione di talune opere indipendentemente dal consenso degli altri, costituisce lex specialis rispetto all'art. 1108. Si tratta, in definitiva, di poteri assegnati ope legis al comproprietario del muro comune, non subordinati alla deliberazione della maggioranza dei condomini e non suscettibili di divieto, per effetto dell'esercizio dello ius prohibendi: De Martino, Proprietà. Beni in generale, in Comm. Scialoja, Branca, sub art. 884, Bologna-Roma, 1976, 320.



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