Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-03-13

APPOGGIO NEL ED INNALZAMENTO DEL MURO COMUNE: LE NORME SONO ECCEZIONALI - Riccardo MAZZON

muro comune: gli articoli 884 e 885 del codice civile sono norme eccezionali

l'art. 885 c.c. costituisce "lex specialis" che deroga alla disciplina generale della comunione e non può essere applicato in via analogica stante il divieto di cui all'art. 14 preleggi

l'art. 884 c.c. concernente il diritto di appoggio sul muro divisorio comune è norma speciale di stretta interpretazione che deroga alle norme generali sulla comunione

Interessante considerazione che necessita, per completezza, effettuare in materia di muro c.d. comune e di muro c.d. divisorio, è quella relativa alla portata degli articoli 884 e 885 del codice civile (cfr. amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto); trattasi, infatti, sia nell"un caso,

"l'art. 884 c.c. concernente il diritto di appoggio sul muro divisorio comune è norma speciale di stretta interpretazione che deroga alle norme generali sulla comunione e non può, pertanto, trovare applicazione nel caso di muro perimetrale di un edificio confinante con altro bene (spazio o cortile) appartenente a diverso proprietario" Cass. 24.8.81, n. 4985, GCM, 1981, fasc. 8,

come nell"altro,

"l'art. 885 c.c. - che consente a ciascuno dei comproprietari del muro comune di innalzarlo, divenendo proprietario esclusivo della parte sopraelevata, e riconosce coevamente all'altro comproprietario la facoltà di rendere comune tale parte, ai sensi del precedente art. 874 - poiché derogativo alla comune disciplina dell'accessione (sotto il primo profilo), non è suscettibile di applicazione analogica, con la conseguente impossibilità di utilizzare lo spazio sovrastante il muro comune in forma diversa dalla sopraelevazione, e, in quanto specifica applicazione della regola generale di cui all'art. 1102 c.c. (sotto il secondo profilo), implica il divieto di qualsiasi costruzione impeditiva di una pari utilizzazione dello spazio sovrastante il muro comune, onde colui che sopraeleva deve comportarsi in modo da rispettare simile eventualità, non affatto esclusa dalle modalità di costruzione già attuate dall'altro comproprietario, non comportando la circostanza che questi abbia già costruito senza utilizzare ovvero utilizzando solo parzialmente lo spazio aereo sovrastante il muro comune rinunzia a chiedere in futuro la comunione della parte sopraelevata per l'intera sua estensione" Cass. 26.10.81, n. 5596, GCM, 1981, fasc. 10,

di norme eccezionali e, come tali, non suscettibili di applicazione analogica:

"l'art. 885 c.c. costituisce "lex specialis" che deroga alla disciplina generale della comunione e non può essere applicato in via analogica stante il divieto di cui all'art. 14 preleggi" Cass. 25.7.92, n. 8992, RGE, 1993, I, 778.18.2. Segue: processo, manutenzione e spoglio.

Ulteriore, interessante casistica riguarda l'ambito processuale:

"la circostanza che una questione idonea a costituire oggetto di una autonoma domanda rappresenti l'antecedente logico della domanda formulata dalla parte non esime la stessa dall'onere di farne oggetto di un'autonoma domanda al fine di conseguire una pronuncia non in via meramente incidentale sulla stessa. (Fattispecie relativa a domanda nei confronti di un confinante di eliminazione di alterazioni apportate al muro di confine e al rigetto della medesima sulla base dell'accertamento solo "incidenter tantum" della proprietà comune del muro e del mancato superamento dei limiti di utilizzazione posti dall'art. 884 c.c.)" Cass. 9.9.99, n. 9569, GP, 1999, II, 335.

Altre particolari pronunce si riscontrano in occasione di abbassamento di solaio ad opera di uno dei due proprietari confinanti,

"qualora il solaio fra due appartamenti venga abbassato, con una riduzione della consistenza materiale dell'appartamento sottostante, in occasione di opere di consolidamento che il proprietario dell'appartamento sovrastante abbia effettuato per realizzare una nuova costruzione a sbalzo, deve riconoscersi al proprietario di detto immobile sottostante la possibilità di ottenere la riduzione in pristino, mediante abbattimento della nuova opera, vertendosi in tema di fatto lesivo del diritto dominicale, non riconducibile nella previsione dell'art. 884 c.c. (sulla facoltà del comproprietario del muro comune di appoggiarvi costruzioni ed immettervi travi)" Cass. 14.1.85, n. 36, GCM, 1985, fasc. 1;

nonché di azione di manutenzione o spoglio,

"l'appoggio di travi sul muro posto a confine con il fondo vicino e l'utilizzazione di esse come sostegno del tetto di una costruzione integrano un comportamento qualificabile come esercizio delle facoltà di comproprietario di detto muro, secondo la previsione dell'art. 884 c.c., e, pertanto, evidenziano una situazione di possesso del muro stesso, come tale tutelabile con azione di spoglio e di manutenzione" Cass., sez. un., 20.7.83, n. 5001, GCM, 1983, fasc. 7;

"poiché il possesso del muro divisorio deve presumersi comune, al pari della proprietà, fino a prova contraria, in considerazione dell'utilità che esso fornisce ad entrambi i fondi limitrofi, non commette spoglio o turbativa il confinante che utilizzi il muro sul confine per innestarvi o appoggiarvi un proprio edificio, senza aver provveduto al pagamento dell'indennità eventualmente dovuta, perché la funzione primaria del muro, di separare i due fondi, non viene compromessa, ed il pagamento dell'indennità, quando dovuta, non è imposto in via preventiva, richiedendosi l'accertamento in sede petitoria, della proprietà del muro e del suolo sul quale è stato costruito al fine di stabilire se ed in quale misura l'indennità stessa sia dovuta in relazione agli artt. 878, 884, 888 u.p. c.c." Cass. 7.10.82, n. 5149, GCM, 1982, fasc. 9.



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