Articoli, saggi, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-05-26

Approvata la nuova legge sulle organizzazioni non profit – Alceste Santuari

La Camera dei Deputati ha approvato ieri in terza lettura il disegno di legge di iniziativa governativa (legge delega) volto a riformare il quadro normativo riguardante le organizzazioni senza scopo di lucro

L"articolo 1 introduce e ribadisce un concetto che in Italia ha sempre dato adito, soprattutto nei contenziosi di carattere tributario, ad interpretazioni difformi e non sempre in linea con la natura delle organizzazioni in parola: ciò che caratterizza questi soggetti è innanzitutto la finalità svolta, e non l"attività. Si tratta di un "cambio di rotta" molto importante, in quanto se anche un ente realizzasse attività economiche ed imprenditoriali, conta principalmente la finalità con la quale vengono svolte e alla quale quelle attività devono essere finalizzate.

Fondazioni, associazioni e imprese sociali gestiscano molti servizi socio assistenziali, sanitari ed educativi. Su questa realtà la legge interviene aumentando le garanzie per i cittadini, introducendo alcuni elementi di chiarezza. In questo senso, la legge stabilisce l"obbligo (anche per le organizzazioni non profit, così come indicato dalle Linee guida Anac sugli affidamenti alle cooperative sociali e alle organizzazioni del terzo settore) l"adozione dei modelli di responsabilità amministrativa ex d. lgs. n. 231/2001: anche questa misura deve essere letta come una opportunità da cogliere per il settore non profit. La protezione giuridica offerta dl modello 231 è a tutela infatti non soltanto di quanti si trovano ad operare con le organizzazioni non profit ma soprattutto per quanto operano all"interno di realtà organizzative caratterizzate da strutture complesse e da responsabilità affatto marginali.

Un altro elemento importante, di natura prettamente giuridica, è la modifica riguardante il riconoscimento giuridico di associazioni e fondazioni. Sebbene oggi l"iter del riconoscimento sia molto semplificato e, soprattutto in alcune regioni, sia divenuto celere rispetto al passato, ancora si configura come un procedimento di "concessione". Cioè: la richiesta e la presentazione della relativa documentazione non portano automaticamente al riconoscimento, che è invece a discrezione delle autorità regionali che valutano scopo e congruità del patrimonio dell"ente - e sappiamo che ogni regione ha criteri differenti. Il fatto che la legge delega preveda la revisione e la semplificazione del procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica fa ben sperare. A ciò si aggiunga che la legge dispone anche in ordine alla possibile trasformazione diretta e fusione tra associazioni e fondazioni.

Per quanto riguarda l"impresa sociale, l"art. 6 dedicato a questa "nozione" di organizzazione di terzo settore, nel cui novero la legge delega fa rientrare l"impresa sociale (dopo qualche dibattito sul punto) conferma la natura imprenditoriale della formula de qua, servente uno scopo sociale, nella realizzazione del quale tutti gli stakeholders devono essere coinvolti. Una qualificazione giuridica, dunque, a disposizione per quelle realtà non profit la cui mission sociale richiede un"organizzazione strutturata e a vocazione economico-imprenditoriale. Ribadendo le caratteristiche principali delle imprese sociali, così come disciplinate nel d. lgs. n. 155/2006, è auspicabile che esse siano maggiormente in grado di:

-) sviluppare positive ed efficaci relazioni sul territorio con i diversi stakeholders (enti pubblici, aziende private, utenti);

-) rappresentare partners validi per le società commerciali for profit;

-) costruire alleanze settoriali, ritenute efficaci incrementare la coesione sociale;

-) produrre innovazione e miglioramento dei servizi erogati;

L"implementazione dei principi contenuti nella legge delega approvata ieri passerà dalla scrittura dei decreti legislativi. Già al momento tuttavia preme evidenziare che il riconoscimento della possibilità (peraltro già confermata dalla giurisprudenza di questi anni, anche se con qualche distinguo e difficoltà interpretativa) per le organizzazioni non profit di svolgere attività economico-imprenditoriale finalizzata al perseguimento di un obiettivo di interesse generale non potrà che contribuire a fare chiarezza in un universo di azioni e di interventi che oggi spesso (e fortunatamente) sono gli unici a garantire l"accesso ai servizi socio-sanitari ed educativi nelle comunità locali, soprattutto a favore delle persone più fragili.



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