Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2017-05-13

Approvati i decreti della riforma del terzo settore – Alceste Santuari

Nella seduta di venerdì 12 maggio 2017, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare 3 decreti legislativi in attuazione della riforma del Terzo Settore

In attuazione della legge delega n. 106 del 2016, il Governo ha nella giornata di ieri approvato tre schemi di decreti legislativi (ora prendo avvio l"iter presso le commissioni parlamentari competenti e la Conferenza Stato-Regioni). Si tratta del decreto legislativo riguardante la stabilizzazione del meccanismo del 5 per mille, del decreto legislativo riguardante l"impresa sociale e quello contenente il Codice unico del terzo settore.

In ossequio alla delega, i decreti, in termini generali, si propongono di superare, per quanto possibile, le diverse norme, civilistiche e fiscali, stratificatesi nel corso degli anni, nonché chiarire (una volta per tutte!) la distinzione tra attività commerciali e attività non commerciali, che tanta confusione ha generato nelle attività degli enti non profit, anche nei rapporti con gli enti pubblici. Su questo punto, preme evidenziare che il decreto collega la non commercialità delle attività svolte alla qualificazione delle medesime come attività di interesse generale (istituzionali), destinate al perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, al ricorrere di determinate condizioni.

Rimanendo al decreto legislativo riguardante il Codice unico del terzo settore, con esso il Governo intende "superare" l"attuale polverizzazione delle discipline di diritto speciale e armonizzare (innovando anche) la pletora di agevolazioni fiscali. Per quanto attiene agli aspetti civilistici, il Codice che si compone di 103 articoli e, una volta approvato in via definitiva, andrà a sostituire le discipline contenute nelle legge n. 266/1991 (organizzazioni di volontariato), nella legge n. 383/2000 (associazioni di promozione sociale) e nel d. lgs. n. 460/1997 (ONLUS). Lo schema di decreto prevede l"istituzione di un Registro unico nazionale del terzo settore, nel quale dovranno iscriversi quegli enti che intendano attivare rapporti di collaborazione e finanziamento con la P.A. (come già avviene oggi per le organizzazioni di volontariato e di promozione sociale), raccogliere fondi attraverso pubbliche sottoscrizioni e ottenere agevolazioni fiscali. In altri termini, una "piattaforma" informativa che dovrà presidiare i profili di accountability istituzionale degli enti non profit.

Sul fronte delle agevolazioni fiscali a favore del settore non profit, sono previsti: a. un aumento delle detrazioni e deduzioni per le donazioni al terzo settore (obiettivo che per vero si è era prefissato anche il decreto sulle ONLUS del 1997; b. un social bonus, ossia un super credito d"imposta riconosciuto in ordine alle erogazioni ad enti che recuperano immobili pubblici non utilizzati; c. i titoli di solidarietà (anch"essi già previsti dal "decreto Zamagni" del 1997) che potranno essere emessi dagli istituti di credito per sostenere le attività del non profit.

Per quanto riguarda l"impresa sociale, lo schema di decreto legislativo relativo prevede che le persone fisiche e le società che investono nelle imprese sociali possano fruire di una detrazione del 30 % della somma investita in capitale sociale di una o più società, incluse le cooperative. L"impresa sociale è inclusa nella definizione di terzo settore e la qualifica di impresa sociale è estesa di diritto alle cooperative sociali e loro consorzi, essendo esclusa invece per le fondazioni bancarie. Impresa sociale potrà essere qualsiasi organizzazione privata, anche costituita sotto forma di società, che esercita in via stabile e principale un"attività di impresa "di interesse generale" senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Il decreto indica poi un elenco ampio di settori in cui le imprese sociali possono operare e un rafforzamento dei controlli interni, nonché la possibilità che anche nelle imprese sociali sia contemplata l"attività di volontariato.

I decreti dovranno essere esaminati nelle competenti commissioni parlamentari e dalla Conferenza Stato-Regioni per approdare di nuovo per il via libero definitivo in Consiglio dei Ministri previsto per il mese di luglio.

Si apre, indubbiamente, una stagione di novità interessanti per l"universo non profit e per le imprese sociali che richiederanno momenti di approfondimento e di analisi attenta per implementare una riforma che potrà avere un impatto significativo sia sul sistema di welfare in senso lato inteso e sui tanti ambiti di intervento a favore delle persone più vulnerabili, senza tralasciare l"attenzione alla trasparenza e ai rapporti con la P.A.



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